Rifugio Nani Tagliaferri 2328m

Il Rifugio Tagliaferri è il rifugio più alto delle Orobie e si trova al Passo di Venano nell’alta Valle del Vò. E’ un escursione lunga ed inizia da Ronco, frazione di Dezzo in Val di Scalve, che si raggiunge da Boario con la statale 294 o da Clusone attraverso il Passo della Presolana, entrambe le strade si congiungono a Dezzo di Scalve che oltrepassiamo. Proseguiamo sulla statale 294, superiamo la deviazione per Vilminore e arriviamo a Ronco. Prima di uscire dalla frazione, sulla sinistra, troviamo un piccolo parcheggio dove lasciamo l’auto e dove, su un muretto a sinistra, troviamo le indicazioni del sentiero 413. Seguiamo questa indicazione e percorriamo un mulattiera che risale la valle del Vò, lungo il percorso incontriamo vari cartelli che narrano la vita e le tradizioni locali.

Superiamo due deviazioni, una per un mulino e più avanti quella per il sentiero 413/a, sotto di noi possiamo vedere il Torrente Vò con i suoi salti. Continuiamo in salita nel bosco fino a sbucare in un alpeggio,

lo attraversiamo e sulla sinistra vediamo la Baita Venano di Sotto, continuiamo a risalire il sentiero fino a scorgere a sinistra una cascata.

Attraversiamo il torrente, formato dalla cascata, su di una passerella e raggiungiamo la Baita Venano di Mezzo. Adesso ci dirigiamo verso una parete rocciosa, qui il sentiero che la risale è stato scavato nella roccia strapiombante ed è protetto da catene e paletti, ma è bene prestare la dovuta attenzione in caso di pioggia o presenza di neve e ghiaccio.

Oltrepassato questo settore iniziamo a scorgere in lontananza la bandiera del rifugio, proseguiamo fino a raggiungere la Baita Venano di Sopra 1864m, oltre la quale incontriamo un grande pianoro

lo attraversiamo ed iniziamo a risalire i tornanti della Costiera del Sòlega, fino a raggiungere i due Laghetti del Tornello situati a quota 2202m.

Lasciati i laghetti percorriamo un traversone dove sono poste alcune catene per l’attraversamento di un ruscello, anche in questo settore va prestata la dovuta attenzione a causa di alcuni punti leggermente esposti.

Proseguendo superiamo il bivio col sentiero che porta al Passo di Belviso, attraversiamo altre roccette e raggiungiamo la Campana dei caduti

e un obice risalente alla prima guerra mondiale,

e infine arriviamo al rifugio sopra di cui è posta un aquila bronzea.

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Dal rifugio possiamo ammirare un magnifico panorama sulle cime delle Orobie.

PUNTO DI PARTENZA : Ronco (BG) 1075M

SENTIERO: 413

DISLIVELLO: 1253m

DIFFICOLTA’: EE

Monte Specie o Strudelkopf 2307m

Il Monte Specie è una cima panoramica che fa parte del gruppo delle Dolomiti di Braies. L’escursione ha inizio dal parcheggio di Prato Piazza a 1979 m, che, in estate, si raggiunge tramite un sevizio di bus navetta attivo tra le 10 e le 16 con partenza da Ponticello-Braies, mentre prima delle ore 10 si può raggiunge anche con la propria macchina pagando un pedaggio. Lasciato il parcheggio, seguendo le indicazioni, in breve raggiungiamo il Rifugio Prato Piazza

e proseguiamo sul sentiero 37, una grande mulattiera,

fino a pervenire ad un vecchio forte costruito a dagli austro-ungarici, durante la Grande Guerra, che lo utilizzarono principalmente come arsenale per il deposito degli armamenti.

Proseguendo raggiungiamo il rifugio Vallandro.

Lasciato il rifugio, seguendo le indicazioni, imbocchiamo il sentiero 34, che si percorre su comoda mulattiera,

e che ci conduce fino alla Sella di Monte Specie a quota 2200 m dove vi sono dei ruderi di una casermetta.

Proseguiamo e dal sentiero iniziamo a scorgere, in lontananza, la Croce di vetta. Continuiamo, sempre, sul sentiero 34 e raggiungiamo la cima del Monte Specie 2307m dove è posta una grande Croce in legno che fu eretta dagli ex-combattenti della Val Pusteria per commemorare i commilitoni caduti al fronte.

Il panorama dalla vetta è semplicemente magnifico, la vista spazia dalla Croda Rossa d’Ampezzo, alla Croda del Becco, alle Tre Cime di Lavaredo, al Gruppo dei Cadini, al Monte Cristallo, al Gruppo delle Tofane e alla Marmolada. Per il ritorno percorriamo lo stesso percorso dell’andata.

PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio Prato Piazza (BZ) 1979 m

SENTIERO: 37, 34

DISLIVELLO: 328 m

DIFFICOLTA’: E

Piccolo Lagazuoi 2778m

Il monte Lagazuoi, divenne tristemente famoso nel corso della Prima Guerra mondiale, infatti nelle sue viscere furono scavate varie gallerie per creare ricoveri per uomini e armi sia dagli Italiani e sia dagli austro- ungarici. Tuttora si possono visitare gallerie, trincee e postazioni di mitragliatrici restaurate del Museo all’Aperto della Grande Guerra. L’escursione inizia dal Passo Falzarego, accanto al parcheggio della funivia Lagazuoi dove prendiamo il sentiero 402.

Risaliamo su fondo detritico,

incontrando resti di ricoveri e l’ingresso della Galleria del Lagazuoi, noi continuiamo sul sentiero fino alla Forcella Travenanzes 2507m.
Qui ci dirigiamo a sinistra sul sentiero 401 e raggiungiamo la Forcella Lagazuoi 2572m. Da qui risaliamo il sentiero serpeggiante per il Rifugio Lagazuoi. 

Sul sentiero possiamo vedere e visitare vari manufatti e ricoveri della Prima Guerra Mondiale.

Arriviamo al Rifugio Lagazuoi, che è situato in prossimità della stazione a monte della funivia Lagazuoi.

Dal rifugio su un comodo sentiero raggiungiamo la croce di vetta del Piccolo Lagazuoi a quota  2778 m, la Croce è stata eretta a ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiale.

Il panorama è fantastico con vista sulla Marmolada, le Tofane, il Piz Boe, la Civetta, il Pelmo, l’Antelao, le Odle, il gruppo del Sella e il gruppo di Fanes.

Per il ritorno ripercorriamo l’itinerario di salita.

PUNTO DI PARTENZA : Passo Falzarego 2105m (BL)

SENTIERO: 401, 402

DISLIVELLO: 673m

DIFFICOLTA’: E

Giro ad anello Colfosco, Rifugio Puez, Rifugio Jimmy, Colfosco

Escursione ad anello che inizia dal paese di Colfosco in Alta Val Badia. Lasciamo l’auto nel parcheggio a monte della chiesa di Colfosco e imbocchiamo il sentiero numero 4 con le indicazioni per il Rifugio Edelweiss, oltrepassiamo alcune abitazioni tipiche e arriviamo alla cabinovia Col Pradat che superiamo, continuando a mantenerci sul sentiero fino a raggiungere il Rifugio Edelweiss.

Lasciamo il Rifugio e risaliamo, passiamo oltre l’incrocio con il sentiero proveniente da Col Pradat e continuiamo sul sentiero che si fa più stretto, alla nostra sinistra scorgiamo il Ciampac mentre a destra vediamo le pareti rocciose del Sassongher. Transitiamo accanto ad un’antica cappella,

raggiungiamo e costeggiamo il Lago Ciampei, ora prosciugato e risaliamo il sentiero con alcune serpentine fino alla Forcella Ciampei 2366m, dove incrociamo, a sinistra, l’Alta Via delle Dolomiti n. 2 che sale dal Passo Gardena e che percorreremo al ritorno. Noi svoltiamo a destra per attraversare una gola tramite la quale si giunge all’altopiano del Puez. 

Continuiamo sul sentiero passando a fianco dei dirupi che scendono verso la Vallunga, superiamo una piccola altura e raggiungiamo il Rifugio Puez 2475m. Il Rifugio Puez fu costruito dalla sezione ladina del DuÖAV  nel 1889, dopo la Prima Guerra Mondiale, in un secondo tempo passò di proprietà alla Sezione CAI di Bolzano. L’8 agosto 1982 fu inaugurato il nuovo rifugio Puez, costruito dalla Sezione poco distante da quello originario, ancor oggi esistente.

Lasciamo il rifugio e percorriamo a ritroso il sentiero fino alla forcella Ciampei, dove proseguiamo sull’Alta Via delle Dolomiti n. 2 in direzione del Passo Gardena. Ci inoltriamo nello spoglio altipiano della Crespeina,

passiamo a fianco del laghetto Crespeina,

per poi risalire fino a raggiungere la Forcella Crespeina 2528m dove troviamo un crocifisso di legno.

Ora continuiamo seguendo le indicazioni per la Forcella Cir,

percorriamo il sentiero che, inizialmente, scende nella valle

per poi risalire alla Forcella Cir, a quota 2460m.

Qui possiamo godere del magnifico panorama che ci si presenta con vista sul gruppo del Boè e le cime dolomitiche circostanti. Scendiamo inoltrandoci in una conca irta di pinnacoli rocciosi, proseguiamo in discesa, fra macchie di pino mugo, fino a raggiungere il Rifugio Jimmy. Da qui imbocchiamo il sentiero 8A

e poi il sentiero 8 fino al Rifugio Ütia Forcelles, dove scendiamo fino al bivio con il sentiero 4 che percorreremo per tornare a Colfosco.

PUNTO DI PARTENZA : Colfosco (BZ) 1645 m

SENTIERO: 4, 2, 8A, 8

DISLIVELLO: 883 m

DIFFICOLTA’: E

Rifugio Nuvolau 2575m e Rifugio Averau 2415m

Il rifugio Nuvolau è il rifugio più antico delle Dolomiti, venne costruito nel 1883 sulla cima del monte Nuvolau. L’escursione inizia dal parcheggio del Passo Falzarego 2105m

da qui ci dirigiamo verso il segnavia del sentiero 441 che imbocchiamo.

Superiamo gli impianti di risalita del Col Gallina, passiamo su un ponte di legno e successivamente risaliamo un tratto roccioso fino a giungere ad un pianoro dove incontriamo il bivio del sentiero per la Croda Negra. Noi ci dirigiamo a sinistra e risaliamo un canale roccioso, da percorrere con la dovuta attenzione, specialmente in caso di pioggia o ghiaccio. Superato questo tratto, in breve raggiungiamo la Forcella Averau.

Continuiamo costeggiando la parete sud dell’ Averau

fino a giungere all’omonimo Rifugio 2415m.

Da qui possiamo vedere il Nuvolau con il suo rifugio posto sulla cima. Lasciamo il rifugio Averau e imbocchiamo il sentiero 439, superiamo alcune placche rocciose e risaliamo, con attenzione, il pendio del Nuvolau, mantenendoci a debita distanza dagli strapiombi che costeggiano il sentiero,

fino a raggiungere il Rifugio Nuvolau a 2575m.

Magnifico il panorama dolomitico che ci si presenta e che comprende la Croda da Lago, il Cristallo, le Tre Cime di Lavaredo, il Sorapiss, l’Antelao, le Tofane, il Fanis, la Civetta, il Pelmo e la Marmolada.

Lasciamo il Rifugio e ripercorriamo lo stesso sentiero fino al Rifugio Averau, da qui prendiamo il sentiero 439 che si dirige verso il Rifugio Scoiattoli alle Cinque Torri,

proseguiamo fino ad incrociare il sentiero 440 che imbocchiamo. Scendiamo nel bosco fino a raggiungere

il Pian dei Menìs, nelle cui vicinanze passa la strada del Passo Falzarego. Risaliamo fino al Rifugio Col Gallina 2060m

da dove continuiamo fino al Passo Falzarego.

PUNTO DI PARTENZA : Passo Falzarego 2105m

SENTIERO: 441, 439, 440

DISLIVELLO: 470m

DIFFICOLTA’: E- EE


Rifugio Albani 1939m

Il Rifugio Albani si trova sotto la parete Nord della Presolana. L’escursione inizia dalla frazione Carbonera di Colere 1043 m, che si può raggiungere dalla Val Camonica passando per Boario Terme dove seguiamo le indicazione per Angolo Terme e successivamente per la Val di Scalve, attraverso la caratteristica via Mala, fino a Dezzo di Scalve dove troviamo le indicazioni per Colere e poi per Carbonera dove parcheggeremo nei pressi degli impianti di sci. Si può raggiungere Colere anche dalla Val Seriana passando per il Passo della Presolana. Lasciata l’auto troviamo le indicazioni del sentiero 403 per il Rifugio Albani, il sentiero inizia sul lato opposto della strada, all’inizio di Via Polzone.

Prendiamo la strada asfaltata che inizia con forte pendenza, proseguiamo seguendo i cartelli indicatori gialli fino a che incontriamo, in un prato, la segnaletica per il rifugio Albani, continuiamo brevemente sulla la strada cementata fino ad una baita dove troviamo un cartello con le indicazioni per il rifugio Albani ed il sentiero 403. Imbocchiamo questo sentiero, oltrepassiamo un ponticello di legno e iniziamo a salire con una sensibile pendenza. Proseguiamo risalendo le piste da sci di Colere, per poi spostarci a sinistra dove ritroviamo le indicazioni del sentiero 403 che si inoltra nel bosco. Uscendo dal bosco attraversiamo un rado prato ed entriamo nella zona degli sfasciumi rocciosi della Presolana.

Proseguiamo in salita, sempre seguendo i segnavia che indicano il Rifugio.

Risaliamo un canalone detritico e in alto iniziamo a vedere il rifugio.

Superiamo un traliccio di una vecchia teleferica e saliamo a zig zag fino
alla Baita Alta di Polzone,

dove incrociamo il sentiero 401 e dove possiamo ammirare le pareti nord della Presolana.

Continuiamo e superiamo le baracche dei minatori che lavoravano nelle gallerie scavate nella roccia per estrarre la fluorite. Troviamo anche un trenino con tre vagoni carichi di materiale

e la Capanna Trieste che nel 1924 venne donata al Cai di Bergamo che la utilizzò come rifugio e la dedicò a Luigi Albani, primo scalatore della parete nord della Presolana, fino a che nel 1965 venne edificato l’attuale rifugio. Proseguiamo brevemente e raggiungiamo il Rifugio Albani. Sopra al rifugio sono posti un altare con una croce. Il panorama è magnifico ed abbraccia tutta la parte nord della Presolana, il monte Ferrantino, il Ferrante e gli altri monti che circondano la valle di Colere.

PUNTO DI PARTENZA : Colere (BG) Località Carbonera 1043 m

SENTIERO: 403

DISLIVELLO: 896 m

DIFFICOLTA’: E

Rifugio Kostner 2500m

Il Rifugio Kostner al Vallon si trova alle pendici del massiccio del Sella più precisamente ai piedi della parete del Piz da Lech. Franz Kostner, leggendario scalatore ed operatore turistico della Val Badia, ne intraprese la costruzione nel 1913, ma rimase incompiuta a causa dello scoppio della prima guerra mondiale. Negli anni ’80 Erich Kostner, figlio di Franz, completò la costruzione in memoria del padre, a cui dedicò il rifugio. L’escursione inizia dal parcheggio dell’Ovovia Boè a Corvara, dove prendiamo il sentiero 639, una mulattiera, che attraversa boschi e pascoli

fino a giungere al rifugio Ütia Crëp de Munt.

Dalla terrazza del rifugio possiamo godere una vista incantevole verso le cime dolomitiche dove distinguiamo la Marmolada con il suo ghiacciaio, la Civetta, il Col di Lana e il Settsass.

Lasciamo il rifugio e proseguiamo fino alla stazione a monte della cabinovia Boè dove imbocchiamo il sentiero 638 che costeggia brevemente la seggiovia del Vallon

e poi si dirige verso lago Boè, un laghetto alpino a forma circolare.

Dal lago continuiamo sul sentiero 638 che si dirige verso sinistra, sempre in salita, percorriamo una dorsale rocciosa fino a giungere alla località Vallon, da qui proseguiamo passando sotto alle pareti del Piz da Lech, del Sas dles Diesc e del Sas dles Nu.

e in breve raggiungiamo il rifugio Kostner.

PUNTO DI PARTENZA : Corvara (BZ) 1541m

SENTIERO: 639, 638

DISLIVELLO: 959m

DIFFICOLTA’: E

Monte Resciesa di Fuori 2281m

Il monte Resciesa di Fuori è una montagna che si trova sopra l’abitato di Ortisei, sulla sua cima è posta una grande croce di legno con un Cristo che è stato realizzato, con 6 mesi di duro lavoro, dal fondatore della ditta BEJO S.N.C. Bernardi Josef con legno di cirmolo montano. Il Cristo ha un altezza di oltre 3 metri mentre la croce è alta 7 metri. L’escursione inizia direttamente alla stazione a monte della funicolare che si trova nei pressi lo Chalet Ristorante Resciesa. Lasciata la funicolare seguiamo il sentiero con il segnavia 35 che su strada sterrata

ci porta fino al rifugio Resciesa – Raschötz, dove incontriamo alcuni cavalli al pascolo.

Da qui seguiamo il sentiero 10 che passa dietro il rifugio e risale i prati fino

ad arrivare alla croce del Monte Resciesa di Fuori.

Il panorama che si gode dalla cima è magnifico e spazia dalle Dolomiti alle valli d’Isarco, Funes e Gardena, ai monti della Val Venosta, alle Odle, al gruppo Stevia, allo Scilar ed al Sassolungo. Dalla vetta scendiamo brevemente dal sentiero 31 per proseguire

fino alla cappella della Santa Croce.

Per il ritorno proseguiamo sulla mulattiera che ci riporta al Rifugio e infine alla funicolare.

PUNTO DI PARTENZA : Ortisei (BZ) stazione a monte funicolare Resciesa 2.163 m

SENTIERO: 35 – 10 – 31

DISLIVELLO: 118m

DIFFICOLTA’: E

Rifugio De Marie al Volano 1480m

Il Rifugio De Marie al Volano è un vecchio rifugio fondato negli anni ’30 si trova nella splendida conca del Volano, di fronte alle cime del gruppo del Tredenus che chiudono la testata della valle. Sulla destra invece possiamo ammirare la piramide del Pizzo Badile Camuno. L’escursione inizia dal paese di Cimbergo, che raggiungiamo da Brescia seguendo sulla SS 42 del Tonale che lasciamo a Capo di Ponte (sito archeologico Unesco). Lasciata la statale ci dirigiamo a destra in direzione Cimbergo. Giunti a Cimbergo proseguiamo fino alla parte alta del paese in Via Don Battista Polonioli e parcheggiamo nei pressi delle indicazioni”Volano”. Lasciata l’auto proseguiamo su strada asfaltata, attraversiamo dei un gruppi di case e continuiamo sulla mulattiera sempre seguendo le indicazioni per il Rifugio. Raggiungiamo la località Valina 1075m dove troviamo una fontana.

Proseguiamo sempre in salita e passiamo accanto ad una Santella.

Giunti ad un bivio dove sulla destra c’è una altra santella con una statua della madonna troviamo un cartello che indica sulla destra il Rifugio De Marie e il Volano mentre a sinistra si stacca una stradina che porta al torrente Re. Noi continuiamo seguendo le indicazioni, sulla mulattiera che diviene sempre più ripida fino a giungere alla località al Volano dove si trovano alcune baite, da qui proseguiamo e in breve

raggiungiamo il Rifugio De Marie.

Il panorama che si apre è spettacolare sul gruppo del Tredenus e sul Pizzo Badile Camuno.

PUNTO DI PARTENZA : Cimbergo (BS) 850m

SENTIERO: 16

DISLIVELLO: 630m

DIFFICOLTA’: E

Col Plo Alt 2331m

Il Col Plo Alt è una montagna che fa parte del gruppo Puez-Odle. L’escursione inizia dal paese di La Villa in val Badia, dove prendiamo la Seggiovia Gardenaccia che ci porta a 1780 m, da qui seguiamo il sentiero numero 5

che sale ripido e serpeggiante attraverso il bosco.

Raggiungiamo il Rifugio Gardenacia dove possiamo godere di una meravigliosa vista sul ghiacciaio della Marmolada e sulle cime del Sassongher e del Para dai Giai.

Dal Rifugio seguiamo il segnavia 1A con le indicazioni per il Col Plo Alt.

Il sentiero si dirige a nord, continuiamo a camminare in leggera salita attraverso prati dove fioriscono piante aromatiche e stelle alpine.

Proseguendo possiamo osservare sulla sinistra massicce formazioni rocciose, mentre sulla destra vediamo la valle.

Raggiungiamo il bivio con il sentiero che porta al rifugio Puez, noi continuiamo sempre sul sentiero 1A.

Superati i cartelli dobbiamo prestare un poco di attenzione perché il sentiero, per un breve tratto, diventa stretto ed esposto.

Superato questo breve settore possiamo già vedere la croce della cima.

Continuiamo in salita seguendo il sentiero e raggiungiamo la croce di vetta. Dalla cima si gode di una meravigliosa vista sul Gruppo di Fanes, con le vette del Sasso di Santa Croce, Lavarella, Conturines, Fanes, Croda del Becco, Lagazuoi, Settsass, e anche verso nord sulla principale catena alpina e in direzione nord-ovest verso il Sass de Putia. Per il ritorno ripercorriamo la via dell’andata.

PUNTO DI PARTENZA : La Villa (BZ), stazione a monte seggiovia Gardenaccia 1780m

SENTIERO: 5 – 1A

DISLIVELLO: 551m

DIFFICOLTA’: E – EE