Mese: gennaio 2015

Erica Carnicina – Erica Carnea L.

Erica carnea L.

Erica carnea L.

Fotografata sul Monte Fae

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Pian della Regina 2628m

Il Pian della Regina è una montagna bresciana che fa parte del parco regionale dell’Adamello. Vi sono varie teorie sull’origine del nome , la prima lo collega con una regina dei barbari che si ritirò su questa montagna per non assistere agli orrori della guerra; la seconda racconta che la regina longobarda Teodolinda vi abbia sepolto il proprio favoloso tesoro e qui abbia trascorso gli ultimi anni della sua vita, invece uno studioso ritiene che il nome derivi da un’erba chiamata regia e per ultimo altri studiosi fanno risalire l’etimologia all’espressione “della caccia regina”poichè in tempi lontani vi era la presenza di orsi e lupi.

L’escursione parte da Cevo un paese della Valle Camonica, dove  si raggiunge la pineta  e si parcheggia nei pressi del campo sportivo m.1100 circa. Da qui ci si incammina su strada sterrata e in circa ore 1.30 si raggiunge la località Fienili Musna.  Lasciata Musna si prosegue sempre sulla sterrata che  si dirige verso Malga Corte che si raggiunge in  30 minuti. Raggiunta questa Malga proseguiamo sulla mulattiera direzione Malga Dos Curù, abbandoniamo la mulattiera presso una curva, svoltando a destra   seguendo i segnali bianchi e rossi, salendo per il sentiero. Si continua  con discreta pendenza prestando attenzione alla segnaletica non sempre visibile. Si raggiunge quindi un’ ampia sella m. 2432 che divide il Piz Olda a sinistra e il Pian della Regina a destra. Proseguiamo perciò a destra e ci dirigiamo verso la vetta  seguendo un percorso su pietraia e risalendo un ripido canalino (c’e’ uno split per assicurarsi , se necessario).

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Si sbuca sulla cima pianeggiante dopo circa ore 5 dal parcheggio dove troviamo una grande croce.DSCF1521

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Panorama fantastico sul gruppo Adamellino, Frisozzo, Concarena, gruppo del Disgrazia e del Bernina. Escursione lunga ,ma si può accorciare acquistando nei bar di Cevo il permesso per salire in automobile ai Fienili Musna risparmiando un’ora e mezza di cammino.

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PUNTO DI PARTENZA : Pineta di Cevo 1100m

SENTIERO: 93

DISLIVELLO: 1500m

DIFFICOLTA’: E (EE il canalino)

 

Monte Ario 1755m

  DSCF1201 L’escursione inizia dai Piani di Vaghezza che si raggiungono in auto prendendo la strada della Valle Trompia, si superano Gardone e Marcheno,giunti a Tavernole si deve fare attenzione a metà paese poichè troviamo improvissamente a destra le indicazioni per Marmentino. Arrivati al paese  seguiremo le indicazioni per Piani di Vaghezza  che raggiungeremo dopo 3km. Qui dopo il bosco troveremo un  grande parcheggio con le indicazioni per il Monte Ario. Dal parcheggio si prende a salire verso sinistra seguendo la stradina  che, superato il bosco porta  al  passo delle Piazze metri 1222;

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Il passo è crocevia di tre importanti percorsi segnalati, a destra si scende in direzione della valle Sabbia, a sinistra si entra in piano nella valle dei Peri . Per il monte Ario bisogna invece imboccare la stradina  che si stacca in salita,che entra direttamente nel bosco verso nord (sentiero “3V”, segnavia bianchi-azzurri). Si percorrono una  serie di tornanti in un bellissimo bosco che vengono chiamati “scale dell’Ario”, successivamente si  sbuca sui pascoli del Pian del Bene .
Da qui si raggiunge una stradina , la si attraversa e si continua per una ripida traccia (segnata) con alcuni zig zag , lungo il pendio meridionale del monte Campello fino a raggiungere l’anticima, dalla quale si allunga verso nord una stretta  cresta.DSCF1237

Continuando e mantenendosi quasi sempre sul filo dello spartiacque che divide la Valle Trompia dalla Val Sabbia  salendo e discendendo alcuni dossi, si raggiunge  la non lontana cima dell’Ario  dove campeggia una grande croce in ferro.

DSCF1205Il panorama spazia sui monti della Valle Trompia ,della valle Sabbia e dell’ entroterra del Garda.

PUNTO DI PARTENZA : Piani di Vaghezza 1120mt

SENTIERO: 3V

DISLIVELLO: 635m

DIFFICOLTA’: E

 

Monte Nagià Grom 787m

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Il Monte Nagià-Grom è un’area  ricca di manufatti austriaci della 1° guerra Mondiale, mantenuti in ottimo stato grazie al lavoro degli Alpini di Mori. Questa facile escursione ci porta a scoprire un interessante campo trincerato facente parte nel complesso sistema fortificato austro-ungarico posizionato tra la Vallagarina e Riva del Garda. Si possono percorrere lunghi tratti di trincee e osservare resti di osservatori, postazioni di artiglieria, cucine e caverne destinate al deposito di materiali e munizioni e al riposo delle truppe. La nostra escursione inizia appena prima dell’abitato di Manzano, che si raggiunge dalla strada provinciale che unisce Rovereto al Lago di Garda, presso l’abitato di Loppio si gira a destra seguendo le indicazioni per Ronzo Chienis dopo pochi chilometri si trovano le indicazioni per Manzano. Si lascia l’auto all’ingresso del paese presso una fermata di Autobus , qui si trova una grande tabella che illustra il percorso e i luoghi più importanti . Seguendo i cartelli indicatori si prende il sentiero che porta alla località Busa delle anime dove troviamo una cisterna per l’acqua, l’ingresso di un deposito scavato in roccia e le prime trincee . All’interno di queste caverne i soldati realizzavano le baracche in legno che servivano da dormitorio. Percorrendo la trincea a destra  incontreremo due croci: la prima austriaca a ricordo di soldati caduti,

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la seconda dedicata a tre bambini di Manzano morti recuperando materiali bellici a guerra finita. Continuando il percorso nella trincea  si arriva alla zona delle cucine originariamente ricoperte da tettoie in legno.

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Seccussivamente incontreremo piazzole per artiglierie di piccolo calibro e una fuciliera puntata verso le linee italiane del monte Baldo.Prendiamo   una strada sterrata e rientriamo in una trincea a destra che ci porta ad un osservatorio su due livelli, a postazioni di artiglieria scavate in roccia, a crateri di bombe ed ai resti della struttura di un riflettore.DSC00427

Da qui attraverso un camminamento si raggiunge una croce posta dagli Alpini e successivamente la cima del Nagià Grom, dove troviamo i resti di un osservatorio d’artiglieria in cemento e dove possiamo ammirare un panorama vasto e suggestivo che va dalle Alpi di Ledro a ovest sotto di cui si intuisce lago di Garda, al Monte Altissimo a Sud con il monte Vignola mentre ad Est la linea è chiusa dal Pasubio, dal Monte Zugna e in lontananza dal Gruppo del Carega.

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Completato il percorso ad anello, si ritorna sulla strada principale che in pochi minuti, ci riporta a Manzano.

PUNTO DI PARTENZA : Manzano, 717 m

SENTIERO: Trincee

DISLIVELLO: 70 m

DIFFICOLTA’: T