Mese: agosto 2015

Genziana Asclepiadea – Gentiana asclepiadea L.

Gentiana asclepiadea L.

Gentiana asclepiadea L.

Fotografata sul Monte Schönegg

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Cima Laione 2763m

La cima Laione fa parte del gruppo dell’Adamello. L’Escursione ha inizio dal parcheggio nei pressi di Malga Cadino della Banca che si raggiunge percorrendo la statale del Lago d’Idro fino a che, dopo l’abitato di Anfo, incontriamo una rotonda dove giriamo a sinistra seguendo le   indicazioni per Bagolino. Giunti a questo paese seguiamo le indicazioni per il Gaver, in seguito incontriamo l’abitato di Val Dorizzo e successivamente la località Gaver, da qui si continua per il Passo di Croce Domini sulla strada che ora si fa più stretta e dopo circa 6 km raggiungiamo la malga Cadino della Banca dove si trovano evidenti parcheggi. Lasciata l’auto torniamo in dietro per un centinaio di metri e imbocchiamo la strada sterrata, sentiero 19, che si stacca a sinistra, dove troviamo le indicazioni per il Rifugio Tita Secchi. Lungo il sentiero incontriamo la famosa Corna Bianca , un particolare affioramento di calcare bianco che trasforma il sentiero che le passa accanto in una piccolo angolo dei tropici a causa della sabbia bianca che lo ricopre. Il sentiero inizialmente prosegue in leggera salita per poi continuare con maggiore pendenza fino a confluire nel nuovo settore di sentiero, con fondo pietroso, che va a collegarsi con quello che proviene da Bazena , sentiero n.1, da qui in breve si giunge al Passo della Vacca (2355 m) con il caratteristico roccione a forma di mucca visibile già dal basso.DSC02222

Poco dopo a destra, seguendo le indicazioni, si prende un nuovo sentiero che ci porta , superando un ponte, al Rifugio Tita Secchi che sovrasta il Lago della Vacca, uno dei luoghi più amati dagli escursionisti bresciani. Oltrepassato il rifugio continuiamo sul sentiero n.1 per il passo Blumone, si cammina su fondo costituito da ammassi pietrosi, fino a che incontriamo, a sinistra, un segnavia bianco e giallo con le indicazioni per il sentiero mons. G. Antonioli,Cime Terre Fredde e Cristo dei Monti.

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Imbocchiamo questo sentiero che attraversa magri prati e ammassi di rocce fino a raggiungere dei ruderi di edifici risalenti alla grande guerra.

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Sul retro dei ruderi abbandoniamo il sentiero Antonioli per proseguire a destra senza indicazioni verso la cima su un tratto di vecchia mulattiera militare,

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la si percorre brevemente per poi proseguire su ripida traccia, segnalata anche da alcuni ometti di pietra, in direzione della vetta. Giunti sulla cima in pochi metri si può raggiungere la statua della Madonnina posta su una delle guglie che si affacciano sul versante della Valle Camonica.

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Il Panorama dalla cima è grandioso e spazia dal vicino Cornone di Blumone, al monte Listino, alle altre cime del Gaver, al Gruppo dell’Adamello con il Carè Alto e il Re di Castello, Al Pizzo Camino, al Pizzo Badile oltre al Frerone e alla Cima Terre Fredde che sovrastano il Lago della Vacca.

PUNTO DI PARTENZA : Malga Cadino della Banca 1799m

SENTIERO: 19,1, Sentiero Mons. G. Antonioli

DISLIVELLO: 964m

DIFFICOLTA’: E

Punta di Rasass – Piz Rasass 2941m

Punta di Rasass o Piz Rasass è una montagna che fa parte del Gruppo del Sesvenna. Il suo nome deriva dal latino Suprasaxum che significa sopra le rocce. L’escursione parte dal paese di Slingia (Fraz. di Malles Venosta) raggiungibile dalla strada che proviene da Burgusio in Val Venosta. Parcheggiata l’auto all’inizio del paese si segue il sentiero 1 per il Rifugio Sesvenna, inizialmente su strada asfaltata che poi diventa una carrareccia nei pressi della Malga di Slingia (Alp Planbell), proseguendo sulla mulattiera si raggiunge la testata della valle dove si trova una splendida cascata che si aggira sul lato destro.

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Giunti sulla cima della cascata il sentiero continua incontrando prima il vecchio rifugio Rasass (Pforzheimer Hütte) e successivamente il rifugio Sesvenna. Al rifugio troviamo i segnavia che indicano il sentiero 7 per il Piz Rasass.

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Si segue brevemente la mulattiera che porta al passo di Slingia poi il sentiero 7 si stacca sulla destra e risale per tornati su magri prati fino a giungere al laghetto Murmentensee 2419m, da qui continuiamo a seguire i segnali attraversando detriti e pietraie fino a giungere ad una sella a 2800m.

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A questo punto continuiamo su terreno roccioso e morenico lungo la dorsale che si estende fino alla cima rocciosa.

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Proseguendo verso nord lungo la cresta, dove è richiesto passo sicuro specialmente in caso di terreno bagnato a causa dei lati strapiombanti, si giunge alla panoramica vetta con il suo maestoso crocifisso in legno.

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Dalla cima il panorama spazia dalle Alpi Retiche, all’Ortles al Bernina e alle Dolomiti dell’Engadina.
PUNTO DI PARTENZA : Slingia 1726m

SENTIERO: 1, 7

DISLIVELLO: 1215m

DIFFICOLTA’: EE

Monte Torsoleto 2709m

Il Monte Torsoleto fa parte delle Orobie bresciane ed è famoso per la natura incontaminata che lo circonda. Sul percorso incontreremo il rifugio Torsoleto che porta il nome di Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli alpinisti bresciani periti nel 1993 a pochi metri dalla vetta dell’Huascaran Nord, in Perù. La spedizione aveva questo motto :

SALIRE IN ALTO PER AIUTARE CHI STA IN BASSO

poiché Battistino e Giandomenico,scalando una delle pareti più difficili del mondo volevano indirizzare l’attenzione degli amanti della montagna verso i poveri delle Ande assistiti dai ragazzi dell’Operazione Mato Grosso  del Padre salesiano Ugo De Censi. Purtroppo la spedizione si trasformò in una tragedia con la morte dei due alpinisti. I loro amici decisero così di costruire un rifugio dedicato a loro per ricordarli. Il luogo scelto per la costruzione del rifugio venne individuato dove si trovavano i ruderi di un ex Ospedale militare della grande guerra. La costruzione del rifugio venne eseguita tra il 1994 e il 1998, il materiale impiegato venne portato a spalla da circa 3.000 giovani fra i ragazzi dell’Operazione Mato Grosso e gli amici dei due alpinisti scomparsi. L’escursione ha inizio da Loveno (frazione di Paisco Loveno) che si raggiunge percorrendo la Valle Camonica fino a Forno Allione, dove deviamo a sinistra per prendere la statale che sale al Passo del Vivione. Dopo circa dieci chilometri incontriamo a destra la deviazione per Loveno dove lasceremo l’auto presso il parcheggio del paesino 1300m.

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Dal Parcheggio torniamo a ritroso per alcuni metri fino ad un crocifisso dove troviamo le indicazioni del sentiero 160 per il Rifugio Torsoleto. Il Sentiero inizia su di una ripida stradina inizialmente asfaltata e successivamente sterrata, proseguiamo in uno splendido bosco fino a giungere alle baite di Paghera 1475m. Qui troviamo un bivio per il sentiero 161 e un crocefisso, noi proseguiamo a destra in piano sempre sul sentiero 160 superando altre baite, qualche radura e una pineta. In seguito si esce definitivamente dal bosco e si attraversa un ruscello e poi tra i prati passiamo a monte della Baita

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Camposecco che lasciamo alla nostra destra, continuando la salita superiamo un cancello e proseguiamo tra i cespugli di rododendro fino a raggiungere un bivio  dove i segnavia indicano a sinistra il sentiero n. 160 per il Rifugio Torsoleto e il Monte Torsoleto mentre a destra indicano il sentiero n. 160A per i Laghetti di Val di Scala. Noi proseguiamo con il sentiero 160 aggirando il Monte dei Matti con un lungo traverso fino a che su una curva si inizia a vedere il Rifugio Torsoleto,

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passiamo accanto ad una roccia con una croce ed una targa a ricordo di un escursionista deceduto e continuiamo sul sentiero finchè giungiamo al Rifugio Torsoleto 2390m. Il sentiero per raggiungere la cima del Monte Torsoleto parte a fianco del rifugio e prosegue per tornanti fino al passo Torsoleto dove poco distante sorge il Bivacco Davide 2578m, dal Passo proseguiamo a destra in piano seguendo i segnali bianco- rossi del sentiero 7 fino a che entriamo una splendida conca dove a sinistra vediamo la cima del Torsoleto con gli ometti di pietre, da qui proseguendo in libera ascesa su una pietraia raggiungiamo la vetta 2709m.

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La vista è grandiosa e va dal Bernina , al Disgrazia, all’intero gruppo dell’Adamello, alla Concarena, al Cimon della Bagozza, al Pizzo Camino, mentre sotto di noi vediamo il lago Picol e le valli Brandet e di Campovecchio.

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PUNTO DI PARTENZA : Loveno (Fraz. Paisco Loveno) 1300m

SENTIERO: 160, 7

DISLIVELLO: 1409m

DIFFICOLTA’: E per escursionisti allenati