Mese: febbraio 2016

Monte Dragoncello 1094m, Corna di Caì 1158m e Monte Ucia 1168m

Il Monte Dragoncello, il monte Bonaga e il Monte Ucia sono monti delle Prealpi bresciane che separano la Val Verde di Botticino e Serle dalla Valle di Nave e Caino. L’escursione ha inizio dal Colle di San Vito 566m che si raggiunge da San Gallo di Botticino, sulla provinciale Botticino- Serle, imboccando la ripida strada asfaltata ( Via San Vito) che si trova all’uscita del paese per chi proviene da Botticino. Si lascia l’auto negli spazi che si trovano vicino ad una Casetta rurale. Seguiamo la strada e raggiungiamo la chiesetta di San Vito accanto alla quale troviamo numerosi segnavia,

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noi imbocchiamo il sentiero 391 con indicazioni monte Dragoncello percorriamo una strada sterrata che inizia in falso piano e successivamente diviene ripida. Giunti pressappoco all’altezza di una capanno, con una pozza semi nascosta, troviamo nuovamente le indicazioni del 391

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che si dirige direttamente verso il monte che risaliamo con numerosi tornanti in discreta pendenza tra arbusti e roccette. Durante la salita la vista è splendida sul sottostante paesino di San Gallo, sul Lago di Garda e nelle giornate limpide sul Monte Rosa e sugli Appennini. Proseguiamo fino a che su una roccia troviamo le indicazioni e il disegno di una campana,

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qui, mentre il sentiero 391 prosegue a destra, noi seguiamo questa indicazione e deviamo a sinistra per raggiungere la cima del Monte Bonaga 976m, dove troviamo una campana posta dai cavatori di Botticino a ricordo dei propri caduti e

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una croce su un balconcino panoramico con vista sulla Val Salena, il prospiciente monte Maddalena, Botticino e le sue cave e la città di Brescia.

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Da qui torniamo indietro fino a che notiamo un albero con segnali rossi,

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prendiamo questa traccia che attraversa la cresta del monte con vista panoramica

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e incontriamo di nuovo il sentiero 391 che ci conduce attraverso alcuni boschetti fino ad arrivare alla croce in legno del Monte Dragoncello 1094m.

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Seguendo sempre i segnali biancorossi iniziamo a discendere in direzione opposta a quella salita su un bel sentiero che con numerosi tornanti ci porta fino ad una sella detta Sella delle Casine Ecie 914m dove troviamo un capanno da caccia. Seguendo le indicazioni biancorosse imbocchiamo una strada sterrata per poi deviare su una stradina forestale dove troviamo dei cartelli che ci informano che siamo entrati nel territorio del Monumento naturale Altipiano di Cariadeghe. Seguiamo le indicazioni per il monte Ucia percorrendo  la stradina che poi diviene sentiero prestando la dovuta attenzione poiché in alcuni punti siamo in prossimità degli strapiombi della cresta del Monte Ucia, passiamo accanto ad un ripetitore che si trova sull’anticima detta Dosso del Lupo,

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fino a che giungiamo ad un cartello che indica alla nostra sinistra la Corna di Cai,

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punto molto caratteristico, ma riservato ad escursionisti esperti con passo fermo. Per raggiungerla dobbiamo attraversare una stretta fenditura tra le rocce e con l’ausilio di un cordino metallico.

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Si giunge su questo panoramico sperone roccioso, che guarda sulla Valle di Caino, dove troviamo un crocifisso e un piccolo altare.

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Torniamo sui nostri passi e facendo molta attenzione ai segnali poiché il sentiero non è sempre visibile proseguiamo e in breve raggiungiamo la cima del Monte Ucia 1168m segnalata da una placca metallica posta su una roccia.

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PUNTO DI PARTENZA : Colle di Vito di San Gallo di Botticino(Bs) 566m

SENTIERO: 391

DISLIVELLO: 602m

DIFFICOLTA’: E

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Monte Conche 1157m, San Giorgio 1125m e Monte Doppo 1216m

I Monti Conche, San Giorgio e Doppo fanno parte della catena che si estende tra la Val Gobbia di Lumezzane e la Valle del Garza di Nave e Caino in provincia di Brescia.
L’escursione inizia dalla località Cascina Cocca di Lumezzane che si raggiunge da Brescia percorrendo la strada provinciale 345 della Val Trompia fino a Sarezzo dove si seguono le indicazioni per Lumezzane, risaliamo il paese e deviamo a destra, prima di un tornante, quando troviamo sulla destra le indicazioni per il Santuario Monte Conche e zona industriale, sempre seguendo le indicazioni per il Monte Conche dopo circa 4 km di strada ripida raggiungiamo la località Cascina Cocca dove si parcheggia l’auto.
Qui, di fronte ad una grande pozza, troviamo i cartelli segnavia per il monte Conche

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sentiero 374, imbocchiamo il sentiero che procede in salita, passiamo accanto alla Santella di San Carlo, dove si narra che il santo abbia sostato durante una visita pastorale in zona nel 1580, proseguiamo ed incontriamo una Santella più grande dedicata a Sant’Apollonio dove troviamo anche una fontana che, secondo una leggenda locale, sarebbe stata la fonte battesimale dei santi patroni di Brescia Faustino e Giovita.

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Proseguendo arriviamo ad un bivio dove il sentiero 374 si sdoppia, diritto si arriva fino al complesso del Santuario di Conche, edificato da San Costanzo, di costruzione romanica composto da una chiesa dedicata alla Madonna e da un convento. Noi invece proseguiamo sul 374 che sale sulla ripida dorsale del Monte Conche 1157m, passiamo accanto alle croci in legno della Via Crucis

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e raggiungiamo la croce di vetta

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dove possiamo ammirare il complesso architettonico del santuario

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e un vasto panorama su Lumezzane, sulla catena del Sonclino, sulla Corna Blacca, sul Maniva, sui Monti del Garda mentre a Ovest vediamo il Pizzo Arera e le Orobie.

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Scendiamo sul versante opposto a quello da dove siamo saliti in direzione del Santuario fino a raggiungere i segnali bianco-azzurri del sentiero 3V che imbocchiamo in direzione del Eremo di San Giorgio,

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il sentiero taglia a mezza costa il Monte Calone e ci porta alla Forcella di Calone 1052m, noi proseguiamo sul 3V e giungiamo ai piedi dello sperone roccioso sopra cui si eleva l’Eremo di San Giorgio 1125m che raggiungiamo con una serie di ripidi tornanti.

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L’Eremo sorge sul monte omonimo e si trova a strapiombo sulla Valle di Caino e sulla Val Doppo, la sua origine è documentata a partire dal 1291, quando il papa Nicola IV da Orvieto concesse al santuario un’indulgenza. Scendiamo seguendo le indicazioni del sentiero 3V passiamo accanto ad un capanno di caccia e raggiungiamo un bivio dove il 3v si stacca a sinistra noi invece imbocchiamo l’evidente traccia che sale a destra con ripida pendenza il crinale del Monte Doppo, fino a giungere ad una sella dove proseguendo su vaga traccia e prestando molta attenzione in caso di terreno bagnato o ghiacciato, giungiamo sulla vetta del Monte Doppo 1216m.

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Dalla cima possiamo ammirare lo sperone di monte San Giorgio con il suo eremo.

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Scendiamo sempre con molta attenzione e torniamo alla base del monte dove riprendiamo il sentiero 3V al contrario in direzione Conche fino a giungere nuovamente alla forcella Calone dove imbocchiamo il sentiero 375 in direzione Cascina Cocca. Scendiamo fino ad incontrare la località Calù dove giunge anche una strada asfaltata, noi proseguiamo seguendo i segnali bianco rossi del 375, incrociamo alcune cascine in località Fraine fino a ritornare alla cascina Cocca .

PUNTO DI PARTENZA : Loc.Cocca di Lumezzane 830 m

SENTIERO: 374, 375

DISLIVELLO: 386m

DIFFICOLTA’: E

 

 

Corna Trentapassi 1248m

La Corna Trentapassi è una montagna bresciana che si affaccia sul Lago di Iseo, un particolare interessante è che questa montagna è costituita da dolomia. L’escursione ha inizio da Cusato, frazione del comune di Zone, che si raggiunge dalla superstrada del Sebino  seguendo le indicazioni per Zone e per Cusato dove parcheggeremo nella  piazzetta del paesino oppure nelle adiacenze. Seguiamo via Trentapassi e le indicazioni per La Corna Trentapassi su strada asfaltata che attraversa l’abitato e che successivamente si trasforma in una mulattiera selciata che si inoltra nella valle del Tuf, oltrepassiamo l’acquedotto comunale e proseguiamo con alcuni tornanti fino a giungere ad un bivio dove sulla sinistra incontriamo un segnavia per la Corna Trentapassi,

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imbocchiamo questo sentiero che passa in mezzo ad un bosco e raggiungiamo la sella tra la Corna Trentapassi e il Monte Vignole dove troviamo le indicazioni per la Corna Trentapassi.

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Da qui prendiamo la traccia che risale ripidamente il costone del monte  fino a raggiungere l’anticima Est dove è posta la croce di Toline,

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proseguiamo poi sul ripido sentiero che ci porta alla vetta della Corna Trentapassi e alla sua grande croce.

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Qui ci rendiamo conto della fama di questa montagna poiché il panorama è spettacolare, tra i più belli delle montagne bresciane: sotto di noi ammiriamo il Lago di Iseo in tutta la sua ampiezza con Montisola,

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di fronte abbiamo la Presolana con le Orobie, dietro le quali nelle giornate limpide ammiriamo il Monte Rosa, verso nord l’Adamello con il suo gruppo mentre dietro di noi vediamo la massa del Monte Guglielmo.

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PUNTO DI PARTENZA : Cusato (Zone) 684m

SENTIERO: 229,205

DISLIVELLO: 564m

DIFFICOLTA’: E

Monte Prealba 1270m

Il Monte Prealba è una montagna delle Prealpi Bresciane posta tra la bassa Val Trompia e la Valle Sabbia. Qui nasce il Torrente Garza che lungo il suo corso raggiunge la città di Brescia. L’escursione inizia dalla località Passo del Cavallo che si raggiunge da Lumezzane (Bs) seguendo le indicazioni per Trento e Odolo, al Passo troviamo spazi per il parcheggio in prossimità della chiesetta del Cristo dei Monti.  Sul lato opposto  imbocchiamo una strada asfaltata dove sono posizionati dei cartelli segnavia che

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indicano il Sentiero della Resistenza  370 bianco/rosso/verde e il sentiero 3V bianco e azzurro, noi proseguiamo in salita su questa strada fino a giungere ad un bivio dove il sentiero 3V si stacca a sinistra mentre il 370 con l’indicazione Monte Prealba  prosegue a destra su sterrata, noi seguiamo quest’ultima indicazione.

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Continuiamo  in falso piano e salita passando per la località Campi Buoni.

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Successivamente la strada si trasforma in un sentiero che percorriamo in discesa fino al fondo valle, da qui risaliamo sull’altro lato della valle tra roccioni affioranti. Percorriamo il sentiero che continua in salita con una serie di tornati, oltrepassiamo il bivio per  la Cocca di Bione e raggiungiamo  la Passata delle Crocette 1090m dove troviamo un roccolo di caccia. Ora continuiamo in piano  fino ad incontrare  un bivio, dove  a destra chi volesse sul sentiero 370 può recarsi a visitare l’Eremo di San Vigilio di Bione costruito su uno sperone di roccia circondato da imponenti faggi, oppure accorciando il percorso si prende a sinistra il sentiero della Resistenza attraversando il Dosso Pelato a mezza costa e ci si ricollega direttamente  il sentiero 370 proveniente dall’Eremo, all’altezza di un capanno di caccia. Giunti al capanno di caccia  iniziamo a risalire la cresta del monte tra facili roccette, passiamo sotto  i cavi di un  grande traliccio e raggiungiamo la grande Croce di vetta con annesso un piccolo altare.

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Il Panorama è grandioso, spazia a 360 gradi dal Lago di Garda con i suoi monti, al gruppo dell’Adamello, alla Corna Blacca, alla vicina Corna di Savallo, al Guglielmo e alle Orobie.

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Scendiamo ora in direzione opposta su ripida traccia fino a giungere alla Forcella Prealba 1196m

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dove incontriamo la segnaletica bianco azzurra del 3V con l’indicazione per il Passo del Cavallo, prendiamo questa  direzione attraversiamo dapprima  una proprietà con capanno da caccia per poi scollinare sul versante lumezzanese scendendo con la dovuta attenzione  il ripidissimo costone per poi continuare a mezza costa con vista su Lumezzane fino a giungere presso alcune abitazioni dove ritroviamo la strada asfaltata che ci riporterà al Passo del Cavallo.

PUNTO DI PARTENZA : Passo del Cavallo 742m

SENTIERO: 370, sentiero della Resistenza e 3V

DISLIVELLO: 528m

DIFFICOLTA’: E

Glurnser Köpfl – Monte di Glorenza 2395 m

Il Glurnser Köpfl  o monte di Glorenza è una montagna che fa parte delle alpi Retiche. L’escursione parte da Glorenza, caratteristico paesino della Val Venosta circondato da mura, che si raggiunge seguendo la strada statale per il passo Resia e arrivati al paese di  Malles si svolta a sinistra per Glorenza. Usciamo dalla  porta sud o porta di Tubre, attraversiamo l’Adige e lasciamo l’auto nel parcheggio vicino alla chiesa parrocchiale. Passiamo accanto alla chiesa, attraversiamo la strada provinciale nr 50 che porta a Prato allo Stelvio e imbocchiamo  una stradina asfaltata con indicazioni per la malga di Glorenza.

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La strada ci porta verso la cappella di San Martino. Seguiamo sempre l’indicazione Glurnser Alm (Malga Glorenza) con  sentiero alquanto ripido nel bosco che taglia la strada forestale e ci porta alla malga Glurnser Alm (1978 m). Adesso continuiamo seguendo le indicazione Glurnser Köpfl (Monte di Glorenza) sempre sul sentiero 24, che successivamente ci porta sulla dorsale del monte con una spettacolare vista sull’Ortles.

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Continuiamo sul sentiero in ripida salita fino a raggiungere la croce e la vicina vetta .

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Il panorama domina la Val Venosta, le Alpi svizzere e il Gruppo dell’Ortles.

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PUNTO DI PARTENZA : Glorenza 908m

SENTIERO: 24

DISLIVELLO: 1487m

DIFFICOLTA’: E

Monte Campomolon 1853m e Monte Toraro 1897m

Monte Campomolon e il monte Toraro sono montagne che fanno parte delle prealpi vicentine. Sulla cima del monte Campomolon fu costruito dagli italiani nel 1912 l’omonimo forte che aveva il compito di difendere la val d’Astico e i paesi dell’Altipiano di Asiago e di contrastare i forti austriaci del Doss del Sommo, di Sommo Alto e Belvedere Gschwent. Il forte era dotato di mortai e obici. Durante la guerra non ebbe un ruolo importante, ma fu colpito da colpi di mortaio austriaco e infine fu fatto saltare dagli italiani affinchè  i pezzi di artiglieria non cadessero in mano nemica durante la Strafexpedition del 1916. Il sottotenente Ferrario del Genio perse la vita durante queste operazioni di autodistruzione del forte e una targa lo ricorda. Sul monte Toraro durante la Grande Guerra c’erano piazzole dove erano posizionate delle batterie d’artiglieria italiane e delle trincee invece durante il periodo della Guerra Fredda venne collocata un area di controllo della NATO per il lancio di missili Nike-Hercules che erano posizionati nella sottostante base Tuono in località Passo Coe, per raggiungere la cima del monte fu realizzata una strada asfaltata. L’area di controllo era composta da una palazzina per il personale, una centrale termica, un bacino artificiale per l’acqua piovana, un deposito carburanti, un deposito di materiale radioattivo e varie antenne radar, ma di questo oggi non rimane nulla perché dopo il 1977 le installazioni furono abbandonate e furono oggetto di danneggiamenti e vandalismi e per questo furono demolite. L’escursione ha inizio dal Passo di Valbona (Vi) che si raggiunge da Folgaria seguendo le indicazioni per Passo Coe, superato il quale si prosegue per pochi km passando nei pressi del Rifugio Valbona, fino al Passo di Valbona dove lasciamo l’auto. Seguiamo le indicazioni per il Forte Campomolon  imboccando una stradina bianca

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che ci porta ai ruderi del Forte restaurato grazie al progetto “Eco museo Grande Guerra delle Prealpi vicentine”. Seguendo la stradina bianca entriamo in una caratteristica galleria a forma di ferro di cavallo

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e proseguendo giungiamo sulla cima della montagna dove troviamo altri resti della Grande Guerra.

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Possiamo anche visitare alcune gallerie.

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Il panorama è grandioso e spazia sulla Vigolana, la Cima Dodici, Tonezza, gli Altipiani,  la Valdastico e la pianura.

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Torniamo sui nostri passi fino al parcheggio e imbocchiamo la strada asfaltata, dirimpetto alla strada di Campomolon, che in breve ci porta sulla cima del Monte Toraro

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dove  troviamo una piccola croce.

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PUNTO DI PARTENZA : Passo di Valbona 1782m

SENTIERO: Stradina bianca e strada asfaltata

DISLIVELLO: 115m

DIFFICOLTA’: T