Autore: lindadiamir

Lago Antermoia, Rifugio Antermoia 2496m e Monte Mantello 2567m

Il lago d’Antermoia è un lago di origine glaciale ed è uno dei più alti laghi delle Dolomiti,  si trova vicino al Rifugio Antermoia. L’escursione inizia da Campitello di Fassa, paese della Val di Fassa che raggiungiamo seguendo la strada statale 48 delle Dolomiti. Parcheggiamo l’auto in prossimità della “Streda de Salin” dove troviamo le indicazioni per il Rifugio Antermoia.

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Seguendo le indicazioni ci incamminiamo sulla strada, superiamo un piccolo parcheggio e risaliamo su una strada cementata

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seguendo le indicazioni per il rifugio Micheluzzi. Lungo il percorso incontriamo alcune caratteristiche santelle votive.

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Raggiungiamo e superiamo la baita Fraines,

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proseguiamo fino a giungere al Rifugio Micheluzzi.

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Da qui seguiamo le indicazioni per il Rifugio Antermoia.

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Lasciamo il rifugio Micheluzzi e continuiamo in falso piano, in questo tratto di escursione  possiamo ammirare il fascino della Val Duron con le sue baite , i pascoli verdeggianti e il  caratteristico rio Duron che la percorre. La Val Duron è stata classificata sito SIC (Site of Community Importance), zona speciale di conservazione e protezione perché luogo di riproduzione di relitti glaciali in via di estinzione.

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Questa valle si trova tra la Val di Dona a sinistra e il Sassopiatto a destra, davanti a noi possiamo intravedere le Cime di Terra Rossa.

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Ci inoltriamo nella valle, superiamo la baita Brach,

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e giungiamo ad un ponte dove abbandoniamo la mulattiera e imbocchiamo

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un sentiero che risale ripidamente un pascolo per poi

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raggiungere il Passo delle Ciaregole 2282 m dove il panorama si fa grandioso sulle cime circostanti. Continuiamo sul sentiero 580,

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che da erboso diviene pietroso, passiamo sotto le pareti della Cima Principale di Dona che incombono sulla nostra destra.

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Continuiamo a salire con alcuni tornanti

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fino al Passo di Dona 2516m dove giunge anche la teleferica del Rifugio Antermoia. In prossimità del Passo imbocchiamo la traccia che si stacca a sinistra,

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seguendo le evidenti tracce e ometti di pietra fino a raggiungere il Monte Mantello. Dalla cima erbosa il panorama spazia dal Sassolungo, al gruppo del Sella, alla Marmolada e  alle Pale di S. Martino.

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Dalla Cima ritorniamo al Passo di Dona e seguiamo il sentiero che ci porta

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al Rifugio Antermoia. Da qui in breve raggiungiamo

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il bellissimo Lago di Antermoia.

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PUNTO DI PARTENZA : Campitello di Fassa (TN) 1448m

SENTIERO: 578, 580

DISLIVELLO: 1119m

DIFFICOLTA’: E

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Piz Tri 2308m

Il Piz Tri è una montagna della Valle Camonica  che fa parte del gruppo delle Orobie bresciane. L’ escursione inizia da Loritto, frazione del paese di Malonno, che raggiungiamo lasciando la statale della Val Camonica a Malonno dove seguiamo le indicazioni fino a raggiungere Loritto. Superata la piccola frazione, proseguiamo ancora su strada asfaltata in direzione Edolo fino a trovare una mulattiera sulla sinistra con le indicazioni per  il Piz Tri,

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parcheggiamo l’auto negli spiazzi lungo la strada e ci incamminiamo seguendo il segnavia 95A.  Raggiungiamo una zona picnic e proseguiamo seguendo sempre le indicazioni. Il sentiero sale nel bosco di larici, superiamo alcune baite fino ad arrivare alla baita Le Muse.

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Proseguiamo su una mulattiera che si inoltra nel bosco fino a giungere ad una zona dove troviamo alcune sculture lignee a forma di alberi e orso.

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Seguendo sempre il sentiero arriviamo ad incrociare il cartello trincee

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e con una piccola deviazione visitiamo le trincee della linea Cadorna, restaurate dagli alpini di Malonno.

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Ritorniamo sui nostri passi e proseguiamo sul sentiero seguendo le indicazioni per il Piz Tri.

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Giungiamo ad pianoro dove troviamo un laghetto

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Il percorso adesso compie un largo giro verso destra aggirando il lago fino ad incontrare  altri segnali.

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Risaliamo gradualmente il versante est del Piz Tri ,

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il percorso segue una vecchia strada militare che, con traversi e tornanti, risale i fianchi erbosi della montagna, continuiamo fino a giungere al pianoro sottostante la vetta rocciosa che raggiungiamo in poco tempo.

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Sulla vetta

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è posta una croce con una Madonnina.

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Dalla cima si può godere un magnifico panorama che spazia dalle Orobie al gruppo dell’Adamello.

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PUNTO DI PARTENZA : Loritto (Malonno-BS) 995m

SENTIERO: 95A,95

DISLIVELLO: 1313m

DIFFICOLTA’: E

Ciaspolata a Gallio all’Osservatorio Militare

Il Centro fondo di Gallio è situato sull’Altopiano di Asiago (VI) e si raggiunge da Asiago seguendo le indicazioni per Gallio. Giunti a Gallio si seguono le indicazioni per  Campomulo 1500m che raggiungiamo dopo alcuni chilometri e dove entriamo nella strada a pagamento e nel grande parcheggio. Indossate le ciaspole seguiamo la pista battuta  vicino al Snow Fun Park,

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entriamo nel bosco e possiamo ammirare

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alcuni scorci sulle montagne circostanti.

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Seguiamo il sentiero invernale fino ad

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uscire dal bosco.

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Ora ci dirigiamo verso il  monumento dedicato al Papa Giovanni Paolo II,

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che venne eretto dopo una Sua visita in Altopiano. Appena dopo l’altare del Papa

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proseguiamo diritti fino ad incontrare l’ indicazione per l’osservatorio,

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continuiamo in piano fino ad arrivare all’Osservatorio Militare della Grande Guerra dal quale si può ammirare uno splendido panorama che comprende gran parte dell’Altopiano dei 7 Comuni.

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PUNTO DI PARTENZA : Centro fondo Campomulo 1500m- Gallio (VI)

SENTIERO: Pista Osservatorio Militare

DISLIVELLO: 117 m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

Monte Lemerle 1233m

Il monte Lemerle ha avuto una grande importanza storica durante la Grande Guerra, infatti fu teatro di due distinte battaglie. Qui si svolse  infatti una prima importante battaglia che segno la fine della famosa “Strafexpedition” la spedizione punitiva Austroungarica del 1916. Il 6 giugno 1916  la 34 divisione austroungarica assistita da tre brigate di artiglieria  iniziò l’attacco del monte Lemerle  che era l’ultima difesa italiana all’invasione della pianura veneta. Ma i fanti italiani delle Brigate Forlì, Piemonte e Trapani riuscirono a resistere per 10 giorni finché gli imperiali si ritirarono. La seconda battaglia si svolse invece nel giugno del 1918 e questa volta furono le truppe inglesi a contrastare l’ultimo disperato attacco degli imperiali sull’Altipiano. L’escursione inizia dal parcheggio dei cimiteri inglese e italo-austriaco di Val  Magnaboschi che si raggiunge da Cesuna sull’altopiano di Asiago. Nel centro del paese troviamo le indicazioni per i cimiteri militari e imbocchiamo sulla destra, per chi proviene da Vicenza, via Magnaboschi che seguiamo fino al parcheggio vicino alla cappella di Sant’Antonio. Lasciata l’ auto ci dirigiamo brevemente in direzione della cappella

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dove, seguendo le indicazioni, imbocchiamo

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la mulattiera sulla sinistra. Saliamo circondati dal magnifico bosco nero di Cesuna,

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raggiungiamo la Selletta del Lemerle dove troviamo i primi resti di costruzioni militari.

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Qui nel 2015 una troupe di History Channel  ritrovò un elmetto e i resti di un soldato italiano che venne chiamato “il soldato del Lemerle” sulle cui vicende venne scritto un libro. Lasciata la selletta seguiamo le indicazioni delle postazioni inglesi

 

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e poco oltre troviamo il bunker del comando del “9° South Staffordshire”

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e altre costruzioni militari inglesi. Sempre seguendo le indicazioni raggiungiamo la cima del monte dove troviamo due cippi e una grande croce a ricordo dei caduti su questa vetta.

 

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Per il ritorno possiamo seguire le indicazioni che ci fanno compiere un percorso circolare e ci riportano alla selletta e poi al parcheggio. Giunti al parcheggio consigliamo di visitare entrambi i cimiteri che si trovano uno di fronte all’altro nella zona che è stata dichiarata “Zona Sacra del Fante” e dove si svolge l’adunata nazionale.

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Accanto al cimitero italiano si trova  la colonna proveniente da un antico tempio romano e donata dalla città di Roma.

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Questa colonna segna il punto di massima penetrazione raggiunto dagli austro-ungarici durante  la Strafexpedition. Il cimitero inglese è uno dei  5 cimiteri inglesi posti sull’Altopiano che sono sotto la tutela  della Commonwealth War Graves  Commission.

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PUNTO DI PARTENZA :  Parcheggio Cimiteri Val Magnaboschi 1087m – Cesuna (VI)

SENTIERO: sentiero monte Lemerle

DISLIVELLO: 146m

DIFFICOLTA’: T

Monte Ortigara 2106m, Monte Lozze 1959m e Cima Caldiera 2124m

Questa escursione  si svolge sull’altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, in una delle zone in cui si è consumata, da giugno del 1916 a novembre del 1917, una delle più grandi tragedie per i nostri soldati durante la Grande Guerra ed infatti questa zona viene  chiamata “il Calvario degli Alpini” poiché qui caddero 20.000 nostri soldati.  Vi sono vari  itinerari per l’Ortigara, ma quello che percorreremo noi sarà un itinerario circolare che ci permetterà di comprendere completamente gli avvenimenti che qui accaddero. L’itinerario ha inizio da Piazzale Lozze 1771m che si raggiunge da Asiago seguendo le indicazioni per Gallio e successivamente per Campomulo fino ad incontrare le indicazioni per la zona sacra del monte Ortigara. Superato il rifugio Campomulo inizia la strada per il monte Ortigara. Questa strada è asfaltata fino al rifugio Campomuletto poi diventa sterrata con carreggiata larga, ma con molte buche, dopo circa 6 km diviene nuovamente asfaltata fino al Piazzale Lozze. Lasciata l’auto nel piazzale procediamo seguendo le indicazioni del sentiero 841

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per Cima della Caldiera, entriamo nella zona sacra, il sentiero passa accanto alla chiesetta del monte Lozze e al Sacrario che visiteremo al ritorno,

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oltrepassati la chiesetta seguiamo  le indicazioni per “itinerario giallo opere militari”.

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Sul percorso passiamo accanto a ruderi di costruzioni, tralasciamo le indicazioni  per Cima della Campanella,  oltrepassiamo caverne, trincee e varie costruzioni militari.

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La cima Caldiera è visibile davanti a noi.

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Continuando sul sentiero

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passiamo in un intaglio roccioso ed entriamo in un panoramico pianoro. Sotto di noi abbiamo Prà della Porta mentre di fronte a noi possiamo ammirare: la Valsugana oltre cui vediamo la catena dei Lagorai con Cima Asta, le Pale di San Martino e in lontananza la Marmolada, mentre a destra si osservano  le Alpi Feltrine  e il Grappa.

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Attraversiamo questo pianoro passando accanto a postazioni di artiglieria ricavate nel fianco di Cima della Caldiera

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e risaliamo, su una strada militare, il versante est. All’altezza di un tornante troviamo le indicazioni per l’osservatorio “Torino”

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costruito nella roccia nel 1917 e che è interessante visitare per la spettacolare vista sulla sottostante Valsugana

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e sull’Ortigara.  Usciti dall’osservatorio continuiamo in salita e raggiungiamo  l’ osservatorio esterno chiamato “Elsa G”  con impressionante vista sulla Valsugana.

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Superiamo altre postazioni  e raggiungiamo Cima della Caldiera con la sua grande Croce.
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Dalla vetta possiamo abbracciare l’intero campo di battaglia che spazia da Cima della Campanella al Monte Lozze, al Pozzo della Scala, al Monte Campanaro e al Monte Ortigara.

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Seguiamo ora i segnali e scendiamo verso il Pozzo della Scala, superiamo, con la dovuta attenzione,  un caratteristico “campo solcato”, cioè un fenomeno carsico superficiale su roccia nuda e incontriamo altri ruderi di costruzioni. In questa piccola valle si ammassavano i reparti italiani prima di assaltare i reticolati austriaci,

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i soldati oltrepassando il Monte Campanaro, sfociavano nel Vallone del Agnellizza  e partivano all’attacco delle formidabili difese dell’ Ortigara. Noi, seguendo la linea di assalto italiana, passiamo sotto il monte Campanaro  e scendiamo ripidamente nel Vallone dell’Agnellizza, detto anche Vallone della Morte, poiché durante la battaglia era colmo di morti.

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Raggiungiamo le pendici dell’Ortigara dove giunge anche un sentiero che proviene dal Baito omonimo. Iniziamo a risalire il monte, incontriamo una piccola sorgente chiamata “Pozzetto dei feriti” perché durante l’assalto era utilizzato per dissetare i feriti.

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Lungo la salita oltrepassiamo una  postazione austriaca in caverna per 5 mitragliatrici, incontriamo alcuni scalini e  un corrimano che ci conduce in  una breve galleria a  gomito chiamata Galleria Biancardi dedicata al comandante della Brigata Regina che qui posizionò i suoi soldati prima dell’assalto.

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Usciamo sul sentiero che ora si  innalza ripido su gradini, ma protetto da corrimano metallico. Raggiungiamo infine il carsico crinale dell’Ortigara e  incontriamo,

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subito il Cippo eretto nel 1961 in memoria dei reparti austro-ungarici che difesero la montagna.

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Proseguiamo in un paesaggio lunare costellato di buche e doline.

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Risaliamo crinale in moderata salita, lasciando sulla destra la Dolina grande e raggiungiamo la vetta dove troviamo la colonna mozza qui eretta nel 1920 dall’Associazione nazionale Alpini.

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Il panorama è spettacolare e comprende  gran parte dell’Altipiano dei sette comuni con  le sue Cime più alte Cima Dodici e Cima Portule. Per la discesa imbocchiamo il sentiero 840 detto anche sentiero tricolore,

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sulla destra si apre la Dolina del Circo “Zirkus Doline”, dove vi erano le trincee e i comandi austriaci. Scendiamo lungo il Coston dei Ponari  e raggiungiamo il Baito Ortigara a quota 1973 m.

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Continuiamo ora in falso piano nella “Pozza dell’Ortigara”  fino a raggiungere il Monte Lozze  1959 m con ampia vista sul campo di battaglia e dove troviamo, eretta su una colonna, la statua della Madonna degli Alpini

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Scendendo incontriamo prima  il Rifugio dedicato al tenente Giovanni Cecchin, medaglia d’oro al valore militare e successivamente la Chiesetta del Lozze,

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costruita dagli alpini del battaglione Verona dopo la battaglia del giugno del 1917. Nelle vicinanze della chiesetta sorge il piccolo Ossario contenente i resti dei caduti che ancor ‘oggi si possono trovare sul percorso. Da qui proseguiamo e raggiungiamo in breve il Piazzale Lozze.

 

PUNTO DI PARTENZA : Piazzale Lozze 1771m

SENTIERO:841 e 840

DISLIVELLO: 353m

DIFFICOLTA’: E-EE (dove ci sono i corrimano)

 

Forte Interrotto e Cimiteri Mosciagh

Il Forte Interrotto era una caserma militare progettata nel 1885 sulla cima dell’omonimo Monte, fu realizzato dagli Italiani sull’Altopiano di Asiago per controllare il confine con l’impero Austroungarico. La sua posizione permetteva di avere una visuale completa sulla parte centrale dell’Altopiano.  Durante la Strafexpedition venne abbandonato dalla guarnigione italiana e utilizzato dalle truppe austro-ungariche come postazione di osservazione. L’escursione ha inizio da Camporovere, piccolo paese subito a nordovest di Asiago, giunti presso questa località si prende, verso nord, via Forte Interrotto e, usciti dalle case, si continua in moderata salita sulla strada asfaltata tra grandi prati, con magnifica vista sull’ Altopiano di Asiago. Dopo alcune curve parcheggiamo lungo gli spiazzi accanto la strada e percorriamo a piedi  la strada sterrata fino a raggiungere il forte.

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Dal forte possiamo godere una magnifica vista sull’Altopiano.

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Dopo aver visitato il Forte seguiamo le indicazioni per Cimiteri di Mosciagh e

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continuiamo sulla mulattiera che entra nel bosco.

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Passiamo accanto ad un edificio diroccato e

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proseguiamo seguendo le indicazioni per i Cimiteri Mosciagh. Continuiamo sulla mulattiera fino a raggiungere il cippo eretto in onore del 141º Reggimento Fanteria della Brigata Catanzaro a ricordo del loro eroico comportamento durante  la battaglia di cima Mosciagh:  il 26 maggio del 1916 gli austriaci erano riusciti ad impossessarsi di 6 cannoni italiani e a scacciare dalla vetta gli Artiglieri, ma la notte del 27 il II Battaglione del 141º Fanteria attaccò alla baionetta e riusci a recuperare sei cassoni portamunizioni ed un cannone mentre i rimanenti cannoni, già danneggiati, vennero resi inutilizzabili. Da ciò derivò il motto del 141º «Su monte Mosciagh la baionetta ricuperò il cannone».

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Proseguiamo sulla mulattiera fino a giungere ai Cimiteri Austroungarici 1 e

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2 del Mosciagh in questi cimiteri  riposano 1142 soldati dell’armata Austroungarica che sono caduti in questo territorio durante la prima guerra mondiale.

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Continuiamo ora  verso il Cimitero Mosciagh 3 seguendo il sentiero 833, superiamo alcune bivi, ma seguiamo sempre le indicazioni per il cimitero Mosciagh 3.

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Dopo una ripida salita giungiamo al Cimitero 3 dove sono sepolti altri 209 soldati dell’armata Austroungarica .

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PUNTO DI PARTENZA : Strada per il Forte Interrotto  1250m- Camporovere (VI)

SENTIERO: 833

DISLIVELLO:  280m

DIFFICOLTA’: E

Ciaspolata Croce del Civello 1697m

L’escursione ha inizio dal Centro Fondo di Campolongo in provincia di Vicenza, che si raggiunge da Vicenza percorrendo tutta l’autostrada della Valdastico fino a Piovene Rocchette, da qui si seguono le indicazioni per Asiago. Giunti sull’Altopiano proseguiamo, sempre seguendo le indicazioni per Asiago,  fino a Canove di Roana dove, alla rotonda troviamo le indicazioni per Roana e Rifugio Campolongo. Proseguiamo sempre seguendo le indicazioni Centro Fondo Campolongo fino a giungere al grande  grande parcheggio a pagamento. Seguiamo il percorso ciaspole per la Croce del Civello.

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Il tracciato torna verso la strada asfaltata e la attraversa per risalire, passando accanto ad una pozza, fino allo Spiazzo dei Mercanti dove troviamo la deviazione per Malga Erio e malga Quarti di Verena,

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noi invece proseguiamo verso sinistra per la Croce del Civello. Attraversiamo uno splendido bosco

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fino a raggiungere la Croce del Civello.

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Dalla Croce proseguiamo il giro ad anello seguendo le indicazioni  per Campolongo, scendiamo attraversando un bosco fino ad incontrare la strada asfaltata che proviene dal centro sciistico Verena, passiamo accanto alla Casara di Campovecchio e

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proseguendo accanto alla strada asfaltata torniamo al parcheggio di Campolongo.

 

PUNTO DI PARTENZA : Centro fondo Campolongo 1551m Rotzo (VI)

SENTIERO: Pista ciaspole Croce del Civello

DISLIVELLO: 240m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

 

Ciaspolata Rifugio Moline 1740m

Il Centro fondo di Gallio è situato sull’Altopiano di Asiago (VI) e si raggiunge da Asiago seguendo le indicazioni per Gallio. Giunti a Gallio si seguono le indicazioni per  Campomulo 1500m che raggiungiamo dopo alcuni chilometri e dove entriamo nella strada a pagamento e nel grande parcheggio.

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Calzate le ciaspole seguiamo le indicazioni per il percorso Moline che con una lunghezza di 7.5 km (di sola andata ) ci porterà al Rifugio Adriana Malga Moline. Iniziamo a percorrere la pista costeggiando le piste di fondo fino ad immergerci in un bosco,

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continuiamo passando in prossimità della Malga Fiara che sorge accanto ad una pista di fondo.

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Da qui proseguiamo con continui saliscendi nel bosco dei Castellari. La pista prosegue tra il Monte dei Compari a sinistra e lo Spitz Keserle a destra.

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Raggiungiamo infine il Rifugio Adriana Malga Moline 1740m dove giunge anche una Pista di Fondo.

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Da qui si possono raggiungere due località simbolo dei tragici eventi della Grande Guerra : Il Monte Ortigara e la Cima della Caldiera.

 

PUNTO DI PARTENZA : Centro fondo Campomulo 1500m- Gallio (VI)

SENTIERO: Pista ciaspole Moline

DISLIVELLO: 240m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

Monte Cengio 1354m

Il Monte Cengio, zona sacra alla Patria, è uno dei luoghi più spettacolari e allo stesso tempo tragici della Prima Guerra mondiale. Si trova sull’Altopiano dei sette Comuni di Asiago ed è un magnifico balcone sulla Valdastico. Proprio grazie alla sua posizione panoramica divenne un punto strategico durante la Grande Guerra. Sul Monte Cengio si batterono coraggiosamente i Granatieri di Sardegna contro gli Austro Ungarici che, durante la Strafexpedition del 1916, tentavano di calare nella Valdastico e raggiungere la pianura vicentina. Gli imperiali infine conquistarono il monte, ma la tenace resistenza delle truppe italiane bloccò la loro avanzata. Le perdite di questa battaglia furono enormi, circa 20.000 uomini tra imperiali e Italiani. L’Escursione ha inizio dal Piazzale Principe di Piemonte che si raggiunge dall’autostrada della Valdastico proseguendo in direzione Asiago, si superano i tornanti della salita del Costo e quando la strada diviene falsopiano, superato sulla destra un ex cimitero di guerra, troveremo le indicazioni per il monte Cengio e imboccheremo a sinistra una strada che ci condurrà, dopo alcuni chilometri, al Piazzale Principe di Piemonte dove lasceremo l’auto. Qui troviamo la  chiesetta dedicata ai donatori dell’ Avis e un monumento ai caduti.

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A lato del piazzale troviamo dei pannelli con la descrizione della zona, accanto  imbocchiamo la stradina sterrata. Incontriamo inizialmente una galleria con postazioni di artiglieria, poi un’altra galleria con osservatorio e continuiamo fino ad raggiungere  delle trincee restaurate.

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Scendiamo alcuni scalini a fianco delle trincee e giungiamo davanti a una galleria, prima dell’ entrata troviamo un pannello che descrive quanto accaduto in questo punto. Entriamo nella galleria,

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che è anche la  più lunga, dove è consigliata una torcia elettrica anche se in alcuni punti vi è la luce artificiale. All’interno di questa galleria vi è un punto di vedetta con panorama sulla Valdastico.

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Usciti all’aperto, il sentiero si fa strapiombante sulla valle, comunque la mulattiera è abbastanza larga e sempre protetta da corrimano in filo d’acciaio.

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Continuiamo fino a giungere al Piazzale dei Granatieri dove è possibile continuare per le gallerie fino alla Cima del Cengio oppure proseguire verso il Rifugio al Granatiere.

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Noi proseguiamo verso la galleria, di cui possiamo vedere l’ ingresso.

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Attraversando questa galleria notiamo scolpito nella roccia  il simbolo dei granatieri.

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Proseguiamo in saliscendi fino a giungere ad una strettoia naturale tra due colonne di roccia

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e giungiamo alla Galleria Comando che si sviluppa in forma elicoidale verso la cima del monte. Usciti da quest’ultima galleria ci troviamo nel piazzale Pennella, da qui seguiamo il percorso che ci porta sulla cima del Cengio dove è posta la grande croce con vicino un altare.

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Il panorama è splendido e la vista spazia a360°.

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Scendiamo dalla cima e seguiamo le indicazioni per il Rifugio al Granatiere, proseguiamo fino alla Chiesetta votiva dei granatieri di Sardegna al cui interno si trova la Pala della Madonna del Granatiere.

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All’esterno è posizionato  il monumento al granatiere costruito con pezzi di granate esplose.

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Da qui scendiamo al Rifugio al Granatiere e seguendo la strada asfaltata raggiungiamo nuovamente il piazzale Principe di Piemonte.

PUNTO DI PARTENZA : Piazzale Principe di Piemonte (VI) 1286m

SENTIERO: 651 La Granatiera

DISLIVELLO: 68m

DIFFICOLTA’: E

Canto Alto 1146m

Il Canto Alto è una montagna delle Prealpi bergamasche facilmente distinguibile, alle spalle delle città di Bergamo, grazie alla sua forma piramidale e alla grande croce posta sulla cima. L’escursione ha inizio dal paesino di Monte di Nese 800m che si raggiunge da Bergamo seguendo le indicazioni per la Val Seriana fino ad imboccare l’uscita per Alzano Lombardo, proseguiamo fino ad incontrare le indicazioni per  Monte di Nese. Raggiunto il paese lasciamo l’auto in un parcheggio che troviamo sulla sinistra di un tornante, dove vi è anche una pensilina con la fermata dell’autobus. Proseguiamo per pochi metri in salita sulla strada asfaltata fino ad incontrare le indicazioni dei sentieri,

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noi seguiamo, su via Fracc, il sentiero 533  per il Canto Alto. Inizialmente attraversiamo un un prato e poi proseguiamo tra alcune case fino a riprendere una strada asfaltata che percorriamo fino al suo termine. Qui il 533 si trasforma di nuovo in un sentiero che si inerpica sul fianco del Monte Cavallo. Continuiamo nel bosco fino a raggiungere un incrocio sulla dorsale del monte,

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proseguiamo su una ampia cresta erbosa fino a raggiungere il Canto Basso 900 m.

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In alto davanti a noi iniziamo a scorgere la grande croce del Canto Alto. Incontriamo un incrocio di sentieri dove lasciamo il 533 per proseguire sul 507 per il Canto Alto. Risaliamo il  crinale dove si aprono alcuni splendidi scorci sulla pianura da un lato e sulle Orobie dall’altro. Il sentiero prosegue ora con alcuni saliscendi  fino ad incontrare un roccione che aggiriamo a sinistra, rientriamo nel bosco e percorriamo un tratto di ripida salita fino ad incontrare alcune roccette che superiamo facilmente. Ora il sentiero si divide: a sinistra vi è il tratto facile mentre a destra vi è quello difficile. Superato questo tratto continuiamo nel bosco in ripida salita fino a incontrare un cartello che indica la località Stalle di Braghizza.  Proseguiamo fino ad oltrepassare una casa e successivamente incontriamo e superiamo un curioso agglomerato di rocce verticali che affiorano dal terreno. Risaliamo un ripido crinale

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fino a raggiungere la vetta del Canto Alto 1146m con la grande croce qui posta nel 1979.

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Dal terrazzo panoramico possiamo ammirare le maggiori vette orobiche.

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PUNTO DI PARTENZA : Monte di Nese (BG) 800m

SENTIERO:  533,507

DISLIVELLO: 346m

DIFFICOLTA’: E