Escursioni Bellunesi

Cristo Pensante sul Castellazzo 2333m

Il Cristo Pensante è una statua di marmo bianco di Predazzo, scolpito da Paolo Lauton, che rappresenta Gesù seduto su una roccia mentre sta pensando. La corona di spine è stata realizzata con il filo spinato della Grande Guerra. La statua  è stata posata sul Castellazzo il 16 giugno 2009. L’escursione inizia dal Passo Rolle dove lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio.  Ci incamminiamo in discesa in direzione di San Martino di Castrozza, dove alla prima curva troviamo le indicazioni per il Castellazzo

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oltre ad un  piccolo stabile. Da qui proseguiamo, sulla sinistra, su di una stradina sterrata , lungo questo tratto di percorso abbiamo la possibilità di ammirare le Pale di San Martino con lo spettacolare Cimon della Pala, detto anche il Cervino delle Dolomiti.

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Raggiungiamo quindi  il Rifugio Capanna Cervino

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dove possiamo già ammirare il Castellazzo. Continuiamo, sempre sulla sterrata, fino ad arrivare ad un bivio con indicazioni

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per il Castellaz  dove noi ci dirigiamo  passando attraverso prati .

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Giunti ai piedi del Castellaccio continuiamo sul sentiero che ora  sale  ripido sul versante sud, proseguiamo attraverso un grande ghiaione, che

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risaliamo con ripidi tornantini  fino a raggiungere la statua del Cristo Pensante.

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Continuando sul sentiero con una breve deviazione fino a raggiungere la vera cima del Castellazzo dove

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troviamo resti di costruzioni risalenti alla  prima guerra mondiale.

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Magnifico il panorama che spazia su gran parte delle Dolomiti.

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Scendiamo dal versante opposto sul sentiero

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che con stretti tornanti ci consente di raggiungere un  pianoro  dove troviamo  le indicazioni per Baita Segantini .

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Dalla Baita possiamo godere un magnifico panorama sulle Pale di San Martino.

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Da questo punto,  seguendo le indicazioni, raggiungiamo la Capanna Cervino e infine a Passo Rolle.

 

PUNTO DI PARTENZA : Passo Rolle 1984m (TN)

SENTIERO: Castellaz e Cristo Pensante

DISLIVELLO: 349m

DIFFICOLTÀ’: E


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Gallerie del Padon

Il Padon è una montagna che si trova tra il Col di Lana e la Marmolada, sulla quale si trovano testimonianze di ciò che è accaduto tra l’estate del 1915 e l’autunno del 1917 durante la prima guerra mondiale. Qui troviamo camminamenti, trincee e postazioni militari. L’escursione inizia dalla stazione a monte della seggiovia Padon. In prossimità della stazione possiamo vedere un obice italiano che risale, però, al secondo conflitto mondiale.

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Dalla seggiovia  seguiamo le indicazioni per il bivacco Bontadini.

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Il sentiero sale ripidamente con alcuni tratti esposti che si superano con l’aiuto

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di funi metalliche.

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Risaliamo le pendici fino a raggiungere il bivacco a 2552m dedicato alla memoria del Colonnello degli Alpini Ernesto Bontadini di Monza, combattente della Prima Guerra Mondiale.
Il bivacco e’ collocato nel punto in cui, in periodo bellico, c’era una postazione d’artiglieria.

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Da questa posizione abbiamo una magnifica vista sulla Marmolada.

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Nei pressi del Bivacco sono ancora ben visibili i resti delle postazioni italiane: tra esse, appare di particolare interesse una lunga galleria

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(circa 300 m) scavata nella roccia,

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con numerose diramazioni che portano a postazioni e feritoie con campo di tiro ed osservazione verso il ghiacciaio della Marmolada.
Nella medesima galleria ha anche termine la Ferrata delle Trincee.

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PUNTO DI PARTENZA : Seggiovia Capanna Bill- Passo Padon  2401m (BL)

SENTIERO: sentiero Bivacco Bontadini

DISLIVELLO:  154m

DIFFICOLTA’: EE

Giro delle Tre Cime di Lavaredo

Le Tre Cime di Lavaredo sono le cime più famose delle Dolomiti  e fanno parte del Patrimonio dell’Umanità dell’ Unesco. Anche le Tre Cime come altre montagne sono state protagoniste durante la Prima Guerra Mondiale, infatti la Forcella di Mezzo divideva l’Italia dall’Austria e possiamo trovare, ancora oggi, la presenza di trincee, gallerie e baraccamenti. L’escursione inizia dal parcheggio del Rifugio Auronzo che si raggiunge dal lago di Misurina svoltando a sinistra e salendo lungo una strada asfaltata a doppia corsia fino ad una  sbarra dove si paga un pedaggio per poter passare. Parcheggiata l’auto ai piedi delle Tre Cime iniziamo l’escursione lungo una strada sterrata

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numero 101 che passa accanto al rifugio Auronzo, il sentiero prosegue sempre in piano e ci conduce ad una chiesetta dedicata a Maria Ausiliatrice costruita in ricordo 12° Battaglione Bersaglieri e poco dopo raggiungiamo il rifugio Lavaredo. Dal rifugio  proseguiamo lungo una strada sterrata fino a risalire  alla forcella Lavaredo 2454 m.

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Arrivati in cima alla forcella cominciamo a vedere  la forma classica delle Tre Cime di Lavaredo.

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Di fronte  abbiamo un panorama stupendo che comprende il Teston Rudo 2737 m, la Croda dei Rondoi 2800 m, la Torre dei Scarperi 2687 m, il Monte Mattina 2464 m, la Torre Toblino 2617 m, il Sasso di Sesto 2539 m, il Monte Paterno 2744 m e la Croda Passaporto 2701 m.

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In lontananza intravediamo il rifugio Locatelli nostra prossima meta.

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Appena passata la forcella non continuiamo sul sentiero 101, ma  prendiamo un sentiero sulla destra che segue in costa sotto il Monte Paterno, su un percorso con lievi saliscendi, da fare con molta attenzione con  alcuni punti un po’ più critici, con la presenza di alcune passerelle e con il rischio di urtare sassi che potrebbero cadere sul sentiero 101 sottostante.

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Arrivati al rifugio Locatelli   possiamo vedere i laghetti dei Piani e una chiesetta.

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Dal rifugio Locatelli ora  scendiamo per il Pian da Rin

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poi saliamo subito dopo in maniera decisa per raggiungere la Malga Longa,

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da qui proseguiamo fino alla Forcella Col di Mezzo, dove ci appare un bellissimo panorama.DSCF4551

Adesso seguiamo le indicazioni per il rifugio Auronzo fino a tornare al parcheggio e chiudendo il giro.

 

PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio Rifugio Auronzo 2320m

SENTIERO: 101,105

DISLIVELLO: 134m

DIFFICOLTA’: E

 

Monte Piana (Cima Sud) 2324m e Monte Piano (Cima Nord) 2320m

Il Monte Piana  è una montagna che fa parte  delle Dolomiti di Sesto, tra le provincie di Bolzano e di Belluno e  prende il nome dalla sua conformazione piatta. Purtroppo il monte è divenuto celebre per le sanguinose battaglie che qui si sono  svolte durante la Prima Guerra Mondiale. Il fronte era diviso in questo modo: la Cima sud chiamata  Monte Piana era occupata  dagli italiani mentre  la cima nord chiamata  Monte Piano era occupata dagli austriaci. Le due cime sono divise  come allora dalla Forcella dei Castrati. Qui ci furono  i primi morti italiani sul fronte del Cadore, 2 alpini della 67ª compagnia, che intorno alle 8:30 del 24 maggio furono colpiti da una granata sparata dalla batteria austriaca dal Monte Rudo. Dopo due anni, le battaglie sul Monte Piana non portarono vantaggi a nessuno dei due schieramenti, ma  causarono circa 14.000 vittime in totale. Il 3 novembre 1917 le postazioni sul Piana vennero abbandonate dai reparti italiani per ripiegare e schierarsi sulla linea del Grappa. Tra il 1977 e il 1981, su iniziativa del Colonello austriaco Schaumann , venne istituito il “Museo Storico all’aperto di Monte Piana” visitabile da tutti  e vennero risistemate le trincee, i camminamenti, le gallerie e le scalinate dell’epoca  dal gruppo “Amici delle Dolomiti”. L’escursione ha inizio dal parcheggio, a pagamento, nei pressi del Bar Genzianella sulla strada che porta al Rifugio Auronzo e alle Tre Cime di Lavaredo. Dal parcheggio prendiamo a sinistra l’ex  strada militare sentiero 122 con indicazioni per il Rifugio Angelo Bosi, la strada in parte asfaltata attraversa il bosco del Col de la Selva e de le Saline, dopo un paio di tornanti raggiungiamo  un grande spiazzo, ora la strada sale con tornanti fino a raggiungere la Forcella Alta. Dalla Forcella  la strada prosegue inizialmente con un paio di tornanti, poi con un lungo rettilineo in salita, a tratti scavato nella roccia  fino a raggiungere  il Rifugio Maggiore Angelo Bosi 2205 m. Durante l’estate è attivo anche un servizio di  navetta a pagamento, che dal parcheggio Genzianella  porta direttamente al Rifugio Angelo Bosi. Dal piazzale posto  dietro al Rifugio, una scalinata porta alla Cappella dei Caduti costruita dalla Fondazione “Monte Piana”nei primi anni sessanta. Accanto alla Cappella si trova un cannone  Skoda residuato della Grande Guerra.

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DSCF4645Dal Rifugio partono  numerose tracce di sentiero, alcune per sentieri   attrezzati. Noi imbocchiamo  il sentiero 122 che risale  il crinale del monte con una serie di saliscendi,  durante questo percorso   attraversiamo appostamenti militari e trincee,  transitiamo successivamente nei pressi della Piramide Carducci e della Capanna Carducci  a ricordo della visita del poeta

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e giungiamo infine  alla croce di vetta.

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Il panorama dalla cima è grandioso e spazia dalle  Val di Landro, al Monte  Cristallo e alla Croda Rossa.

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Torniamo alla Piramide Carducci

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e prendiamo  la traccia di  sentiero che scende   fino alla Forcella dei Castrati dove incrociamo i sentieri che  provengono da Carbonin e da Rimbianco.DSCF4614

Da qui risaliamo per il sentiero che porta al Monte Piano fino ad incontrare la campana dell’amicizia che  fu realizzata in memoria delle vittime della Grande Guerra quale  monito per le generazioni future. La Campana venne  posta nel 1988 sulla vecchia linea del fronte in occasione del 70º anniversario della fine della Grande Guerra. DSCF4617

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Vicino troviamo anche una targa commemorativa che ricorda la visita del re Vittorio Emanuele III su questo fronte durante la guerra. Seguendo ora il sentiero 6A sul versante di Rimbianco possiamo visitare le  trincee e  postazioni di guerra austriache e

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proseguire fino alla cima del Monte Piano (cima nord)  e raggiungere poi la Croce di Dobbiaco. Questa Croce  venne posta in questo luogo  nel  1773 quale punto di orientamento per i viaggiatori e per i viandanti.

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Dalla cima il  panorama spazia da Carbonin, al Lago di Landro, al Monte  Cristallo, alla Croda Rossa, alle Tre Cime di Lavaredo e ai Rondòi-Baranci.

PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio Bar Genzianella 1756m

SENTIERO: 122,6A

DISLIVELLO: 568m

DIFFICOLTA’: E