Escursioni

Col Plo Alt 2331m

Il Col Plo Alt è una montagna che fa parte del gruppo Puez-Odle. L’escursione inizia dal paese di La Villa in val Badia, dove prendiamo la Seggiovia Gardenaccia che ci porta a 1780 m, da qui seguiamo il sentiero numero 5

che sale ripido e serpeggiante attraverso il bosco.

Raggiungiamo il Rifugio Gardenacia dove possiamo godere di una meravigliosa vista sul ghiacciaio della Marmolada e sulle cime del Sassongher e del Para dai Giai.

Dal Rifugio seguiamo il segnavia 1A con le indicazioni per il Col Plo Alt.

Il sentiero si dirige a nord, continuiamo a camminare in leggera salita attraverso prati dove fioriscono piante aromatiche e stelle alpine.

Proseguendo possiamo osservare sulla sinistra massicce formazioni rocciose, mentre sulla destra vediamo la valle.

Raggiungiamo il bivio con il sentiero che porta al rifugio Puez, noi continuiamo sempre sul sentiero 1A.

Superati i cartelli dobbiamo prestare un poco di attenzione perché il sentiero, per un breve tratto, diventa stretto ed esposto.

Superato questo breve settore possiamo già vedere la croce della cima.

Continuiamo in salita seguendo il sentiero e raggiungiamo la croce di vetta. Dalla cima si gode di una meravigliosa vista sul Gruppo di Fanes, con le vette del Sasso di Santa Croce, Lavarella, Conturines, Fanes, Croda del Becco, Lagazuoi, Settsass, e anche verso nord sulla principale catena alpina e in direzione nord-ovest verso il Sass de Putia. Per il ritorno ripercorriamo la via dell’andata.

PUNTO DI PARTENZA : La Villa (BZ), stazione a monte seggiovia Gardenaccia 1780m

SENTIERO: 5 – 1A

DISLIVELLO: 551m

DIFFICOLTA’: E – EE

Laghetti di Pietra Rossa 2585m

I laghetti di Pietrarossa si trovano in alta Val Canè, una valle laterale della Valcamonica, in una conca a sud del Passo di Val Canè. Per raggiungere la valle risaliamo la statale 42 della Val Camonica, superiamo Edolo e ci dirigiamo verso Ponte di Legno. Dopo Vezza d’Oglio, a Stadolina, prendiamo a sinistra la provinciale 80 con la quale arriviamo a Vione.
Da qui, seguendo le indicazioni, giriamo ancora a sinistra e saliamo alla frazione di Canè. Giunti a Canè, attraversiamo l’abitato percorrendo la via principale fino ad incontrare un ponte sul torrente, lo superiamo ed entriamo in un vasto parcheggio sterrato dove lasciamo l’auto.
In fondo al parcheggio troviamo una bacheca con una grande cartina della zona e dei cartelli segnaletici.

Noi seguiamo il sentiero 165 su cui sono riportate le indicazioni per il nostro obbiettivo. Proseguiamo in leggera salita su di una strada con il fondo in cemento e pietre e incontriamo la Baita Stodegarda dove troviamo un cartello con una curiosa scritta “Le vere meraviglie non costano una lira. Camminare rende lieti. Sotterrate i pensieri … e i barattoli vuoti.” Continuiamo, in falso piano, sulla mulattiera, attraverso prati,

larici e baite, fino a raggiungere Cortebona 1766m dove troviamo un parcheggio, un area pic-nic e la Baita con il centro informazioni. Proseguiamo e poco dopo incontriamo una fornace da calce (calchèra) con un cartello che ne illustra le caratteristiche, appena più alto c’è una fontana. Riprendiamo a salire tra gli alberi, superiamo un’altra calchera, incontriamo un cartello con le indicazioni per il Bivacco Valzetoren e un ponte di legno che ci permette di superare il torrente. Continuiamo tra prati, rododendri e larici fino a raggiungere il Plazzo della Casera, una vasta prateria. Da qui, mentre si inizia vedere il bivacco, proseguiamo fino ad incontrare un ponte di legno, che attraversiamo, poco più avanti incontriamo le indicazioni per il bivacco. Ora il sentiero diviene più stretto, più ripido e serpeggiante, passiamo fra rocce e rododendri, superiamo un ruscelletto e

torniamo a vedere il bivacco.

che raggiungiamo poco dopo. Il Bivacco Valzeroten 2208m è una costruzione di pietra posta in una magnifica posizione, domina la valle con una spettacolare vista sul gruppo dell’Adamello. Qui non è raro incontrare degli stambecchi.

Superiamo il bivacco e percorriamo il sentiero che sale serpeggiante tra erba e pietre.

Raggiungiamo e superiamo un torrente che forma la cascata, ora il sentiero diviene più ripido, continuando sul percorso superiamo un canalino aiutandoci con gradini di pietra. Percorriamo alcuni stretti tornanti, sempre in salita e continuiamo tra spuntoni di roccia e erba.

Incontriamo e risaliamo un altro ripido canalino, poi proseguiamo con minore pendenza e dopo aver percorso altri tornanti arriviamo ad un pianoro con una bellissima vista sulla valle.

Continuiamo sul sentiero e in leggere discesa raggiungiamo la conca dove si trovano i laghetti.

PUNTO DI PARTENZA : Canè (BS) 1476m

SENTIERO: 165

DISLIVELLO: 1109 m

DIFFICOLTA’: E

Cascate del Pisciadu’ 1784m

Le Cascate del Pisciadù sono una bella e facile escursione nel Gruppo del Sella. L’escursione ha inizio dal parcheggio del Hotel Lujanta di Colfosco (BZ), situato all’ingresso del paese per chi proviene dalla Val Gardena. Lasciata l’auto seguiamo le indicazioni per le cascate del Pisciadù.

Imbocchiamo una larga sterrata pianeggiante che si dirige, tra prati e larici,

verso le strapiombanti pareti delle cime del Gruppo Sella.

Oltrepassiamo il bivio per la Val Mezdì, da dove si scorgono la Torre Col Fosco e la Torre Brunico. Proseguiamo all’interno di uno scenario spettacolare avvicinandosi sempre di più alle pareti dove iniziamo ad intravedere le cascate.

Superiamo una staccionata ed entriamo in una area Pic-nic, da qui imbocchiamo un sentierino che in breve ci porta in prossimità delle cascate che possiamo ammirare da un ponticello in legno.

PUNTO DI PARTENZA : Colfosco (BZ) 1645 m

SENTIERO: sentiero cascate

DISLIVELLO: 139 m

DIFFICOLTA’: T

Bivacco Capanna Tita Secchi

Il Bivacco Capanna Tita Secchi è situato al Passo Portole, tra la Cima Caldoline a est e il Corno Barzò a ovest, al centro delle Piccole Dolomiti Bresciane. E’ dedicato alla memoria del partigiano bresciano Tita Secchi ucciso all’età di 29 anni e dei suoi compagni d’armi della Brigata Perlasca e Margheriti. L’escursione inizia dal parcheggio del Passo Maniva (Bs) che si raggiunge percorrendo la strada provinciale 345 della Val Trompia superando gli abitati di Collio e San Colombano da dove iniziano i tornanti che ci portano al Passo Maniva. Dal parcheggio ci dirigiamo verso la chiesetta e prendiamo la strada provinciale, che passando sul fianco del Dosso Alto, conduce poi al Baremone e quindi al lago d’Idro. La strada era stata costruita dal Genio Militare nei primi del ‘900 e per cui prende anche il nome di strada dei soldati. Percorriamo questa strada, oltrepassiamo una galleria paramassi fino a che raggiungiamo il Passo Dosso Alto. Già dal passo si può vedere in lontananza il Bivacco che si trova tra il Corno Barzò e la Cima Caldoline.

Gli abitanti della Valle Trompia, si tramandano una leggenda secondo cui il cui profilo di questa cima ricorda il viso di una bellissima fanciulla, la principessa Manuela, tenuta prigioniera nel monte da un antico sortilegio che solo l’amore di un montanaro avrebbe potuto rompere, ma la cima era troppo alta e nessuno mai aveva osato scalarla. Un bel giorno la principessa si innamorò, ricambiata, di un giovane montanaro di San Colombano che volle liberarla dalle catene del maleficio. Il montanaro un giorno, attesa l’alba, iniziò a scalare la vetta, facendo attenzione a non far rumore, per non destare il terribile Maniva, ma quando fu a pochi passi dalla sua amata, la montagna lo sentì e si svegliò irritata. Si scosse e fece cadere sotto il peso di enormi massi il povero ragazzo, che precipitò nell’abisso. Le lacrime della principessa sgorgarono copiose, irrigando i rododendri, i mughi, i fiori e le erbe che crescono rigogliose sulla cima. Da allora le rocce non sono rimaste fredde, ma sono calduline, cioè tiepide, come dicono in dialetto gli scalatori che hanno la fortuna di spingersi fin sulla vetta: calduline come le gote della bella e sfortunata principessa Manuela, che ancora rimane prigioniera lassù. Per questo fatto, dice la leggenda, questo luogo viene chiamato Cima “Caldoline”. Dal passo del Dosso Alto seguiamo le indicazioni per Capanna Tita Secchi

il sentiero si sviluppa tra pini mughi e prati fino a che giungiamo al Passo Portole.

Proseguiamo in salita, su pietrisco verso un altare dedicato al prof. Luigi Zampedri – primo reggente CAI di Collio e presidente dell’Opera bresciana chiesette alpine, fondata nel 1935 da Mons. Giuseppe Bonomini e dall’avv. Giovanni Brunelli. E’ inoltre dedicata ai caduti della montagna, in pace ed in guerra, ed in particolare è dedicato ai caduti delle Brigate Fiamme Verdi Perlasca e Mergheriti, che operavano in questa zona sul finire della seconda guerra mondiale.

Ogni anno su questo altare si celebra per tutti loro una Santa Messa. Proseguiamo e in breve raggiungiamo il Bivacco Capanna Tita Secchi.

Il panorama si apre sul Dosso Alto e la Corna Blacca.

PUNTO DI PARTENZA : Passo Maniva 1664m (BS)

SENTIERO: 3V- 3V variante bassa

DISLIVELLO: 71m

DIFFICOLTA’: E

Rifugio Val Brandet e Malga Casazza 1474m

Il rifugio Val Brandet e la Malga Casazza si trovano nella Val Brandet, che fa parte della Riserva Naturale delle valli di S. Antonio, in provincia di Brescia. L’escursione inizia da S. Antonio, paesino della Val Camonica, che si raggiunge da Edolo seguendo la direzione Sondrio/Passo dell’Aprica. Superato il paese di Corteno Golgi, ignoriamo la prima indicazione per S.Antonio, proseguiamo lungo la statale e troviamo la seconda indicazione per S.Antonio imbocchiamo la strada che si stacca a sinistra e giungiamo alla località chiamata “Campagnola”. Seguendo le indicazioni raggiungiamo dopo circa 3 km il parcheggio a pagamento prima del paese di S.Antonio. Lasciata l’auto proseguiamo verso le baite dell’abitato di S.Antonio e seguiamo le indicazioni per il Rifugio Val Brandet sentiero 129.

Attraversiamo un ponte che ci porta sulla destra del Torrente Brandet e percorriamo una ripida strada, inizialmente lastricata che poi diviene sterrata che prosegue nel bosco. Raggiungiamo un bivio dove sulla destra si stacca la strada agro-silvo-pastorale per la Valle di Campovecchio, dove è posta una bacheca. Ignoriamo la deviazione e proseguiamo diritti in falsopiano fino a raggiungere la piana dove incontriamo le Baite Francesconi, continuiamo a salire fino a che raggiungiamo le Baite Brandet dove possiamo scorgere in lontananza il monte Telenek e il Monte Seller.

Passiamo accanto alla chiesetta dedicata a Giovanni Paolo II e proseguiamo quasi in piano fino a raggiungere

il Rifugio Brandet.

Lasciato il rifugio riprendiamo il sentiero e raggiungiamo il “Ponte del Gallina” dove troviamo anche una zona picnic.

Proseguiamo sempre sul sentiero 129 che costeggia il fiume, superiamo altre zone pic nic

e giungiamo al fondo valle dove troviamo Malga Casazza circondata da magnifici pascoli e fitti boschi.

PUNTO DI PARTENZA : S.Antonio Corteno Golgi 1127m (BS)

SENTIERO: 129

DISLIVELLO: 347m

DIFFICOLTA’: E

Valle Adamè Rifugio Lissone 2020m e Baita Adamè 2150m

La Valle Adamè è ritenuta da molti una delle più belle, se non la più bella valle del gruppo dell’Adamello, è di origine glaciale percorsa dal torrente Poia o Poglia d’Adamè. L’escursione ha inizio dalla Malga Lincino in Val Saviore che si raggiunge da Cedegolo, in Val Camonica, dove uscendo dalla strettoia centrale del paese troviamo sulla destra, per chi proviene da Brescia, le indicazioni per Valle, Ponte e Isola. Imbocchiamo questa deviazione e sempre seguendo le indicazioni per Valle e Rifugio Lissone, dopo 11 km raggiungiamo il paese di Valle che è il centro amministrativo della Val Saviore. Oltrepassiamo il paese e continuiamo sulla strada asfaltata che dopo aver passato un centro sportivo si fa più stretta e ripida, superiamo il ristorante Stella Alpina e dopo alcuni stretti tornanti, da percorrere con la dovuta attenzione, raggiungiamo Malga Lincino dove possiamo lasciare l’auto oppure possiamo proseguire per qualche centinaio di metri e parcheggiare presso la stazione a valle della teleferica 1620m. Lasciata l’auto seguiamo le indicazioni per il rifugio Lissone sentiero 15, attraversiamo inizialmente un prato e ci dirigiamo alla base di una parete rocciosa da dove iniziano le famose “scale dell’Adamè” che ci permetteranno, su gradini di pietra o legno e con numerosi tornanti, di superare in tutta sicurezza questo enorme balzo roccioso.

Giunti alla stazione di arrivo della teleferica entriamo nella magnifica Valle Adamè, incontriamo la diga che forma il laghetto e dall’altro lato del torrente Poia vediamo il rifugio Città di Lissone, appartenete all’omonimo C.A.I, che si può raggiungere attraversando un ponte.

Presso la diga troviamo numerosi segnavia, noi seguiamo il sentiero numero 1.

Proseguiamo quindi sul lato sinistro della valle risalendo la piana alluvionale percorsa dal serpeggiante e tumultuoso torrente Poia circondati da spettacolari cime.

Superiamo parecchi massi erratici, incontrando alcune torbiere naturali,

fino a raggiungere il rifugio Baita Adamè gestito dai volontari dell’ Associazione Gruppo Baita Adamè – ONLUS .

Il panorama è splendido possiamo ammirare in fondo alla valle il Monte Fumo e la sua anticima e il Corno d’Adamè che sovrastano la vedretta d’Adamè,

mentre sulla destra ci sono le cime appartenenti alla catena delle Levade che fa da confine con la trentina Val di Fumo, sul versante sinistro invece vediamo le vette che ci separano dalla Valle di Salarno.

PUNTO DI PARTENZA : Malga Lincino (BS) 1620m

SENTIERO: 15, 1

DISLIVELLO: 530m

DIFFICOLTA’: E

Case di Bles 2080m

Le Case di Bles sono un piccolo agglomerato di due baite situate sul versante meridionale del Corno di Bles, queste baite sono gestite dal CAI di Manerbio, una è riservata ai soci mentre l’altra è un bivacco aperto a tutti.
L’escursione inizia da Canè, frazione del comune di Vione, che si raggiunge da Edolo (Bs) seguendo la statale 42 della Val Camonica in direzione Tonale fino a che superato il paese di Vezza d’Oglio incontriamo una deviazione a sinistra per Stadolina, imbocchiamo questa strada e superati i paesi di Stadolina e Vione giungiamo a Canè dove parcheggiamo nei pressi del cimitero. Procediamo fra le case fino alla chiesa

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dove ci dirigiamo a sinistra

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verso un arco che oltrepassiamo, subito dopo, imbocchiamo un ripido sentiero acciottolato

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alla fine del quale ci immettiamo, sempre a sinistra, brevemente in una stradina lastricata e poi, oltrepassata via Pergola,

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prendiamo la successiva strada cementata dove troviamo le indicazioni del sentiero 84 fino a raggiungere il limite alto del paese. Proseguiamo fino ad un incrocio dove a sinistra vi è una Cappella votiva

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mentre sulla destra vi è un punto panoramico sul gruppo dell’Adamello dove sono posti un altare e una Croce.

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Proseguiamo a sinistra fino ad un altro incrocio dove ci dirigiamo, sempre sinistra, seguendo le indicazioni scritte sul muro per Saline e Case di Bles. Saliamo tra muretti e boschi superando alcuni tratti con fondo cementato fino a raggiungere le Case di Saline,

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piccolo gruppo di antiche baite alpine. Presso una fontana troviamo le indicazioni per le Case di Bles.

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Continuiamo in questa direzione tra boschi e prati, superiamo la sorgente “Funtana Guciola”

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e proseguiamo salendo con alcuni tornanti nel bosco

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e seguendo le indicazioni raggiungiamo finalmente le Case di Bles.

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PUNTO DI PARTENZA : Canè 1476m (BS)

SENTIERO: 84

DISLIVELLO: 604m

DIFFICOLTA’: E

Cima Comer 1279m e Monte Denervo 1459m

La Cima Comer e il Monte Denervo sono delle montagne bresciane che si affacciano sul lago di Garda. L’escursione ha inizio da Briano, piccola frazione di Gargnano (BS) che si raggiunge da Gargnano risalendo la strada per la Valvestino, dopo alcuni tornanti raggiungiamo un grande incrocio con alcuni cartelli segnaletici. Qui lasciamo la strada della Valvestino per seguire le indicazioni per Briano, proseguiamo per alcuni chilometri ,tralasciando le indicazioni per Sasso e altre frazioni, fino a che, superata una Santella detta Bocca del Santo di Liano, sulla nostra destra troviamo le indicazioni per Briano, imbocchiamo questa strada e proseguiamo per pochi chilometri fino a che, sulla nostra destra, si stacca la stradina cementata che porta al Rifugio degli Alpini qui lasciamo l’auto negli spazi a margine dei prati e risaliamo questa stradina dove troviamo le indicazioni del sentiero 31 per Cima Comer e 32 per Monte Denervo.

Passiamo accanto al Rifugio degli Alpini

per poi entrare nel bosco che risaliamo con alcuni tornanti tra rocce affioranti fino a raggiungere un bivio con il sentiero 32 per il Monte Denervo, ma noi proseguiamo sul sentiero 31 per Cima Comer. Continuiamo sempre in salita

fino a raggiungere un altro bivio dove troviamo due possibilità per raggiungere la Cima Comer, noi proseguiamo sullo stretto sentiero con indicazioni per l’osservatorio.

Raggiungiamo l’osservatorio dell’Ersaf per l’avifauna dove abbiamo una magnifica vista sul lago di Garda.

Continuiamo sul sentiero in salita fino a raggiungere una prima croce con una Madonnina rivolta verso il Lago di Garda.

Infine raggiungiamo la Croce di vetta,

dalla cima il panorama è grandioso e comprende quasi tutto il lago con i suoi paesi e i suoi monti.

Per raggiungere il monte Denervo lasciamo la cima e seguiamo la traccia di sentiero, che passa dietro la croce, dove ci inoltriamo nel bosco e brevemente in discesa raggiungiamo un incrocio di sentieri. Noi seguiamo il sentiero con indicazioni “Denervo”, su una roccia, procediamo diritti fino a che incontriamo il sentiero 32, che proviene dall’incrocio incontrato durante la salita. Seguiamo questo sentiero sempre in salita, che percorre la cresta che unisce le due montagne, fino a raggiungere la cima sud del Denervo dove troviamo una piccola Croce

con vista sulla Valvestino con il suo lago, sul Pizzoccolo, sullo Spino e sul Monte Castello di Gaino.

Da qui ci dirigiamo a nord, superiamo una cascina diroccata

e in breve seguendo sempre il sentiero

raggiungiamo la cima nord con una piccola croce.

Per il ritorno torniamo sui nostri passi scendiamo fino ad incontrare le indicazioni per Briano e torniamo al parcheggio.

PUNTO DI PARTENZA : Briano (BS) 979m

SENTIERO: 31, 32

DISLIVELLO: 480m

DIFFICOLTA’: E

Passo San Nicolò 2340m

Il Passo San Nicolò, in trentino, divide la Val Contrin dalla Valle San Nicolò. L’escursione inizia dal parcheggio dell’impianto del Ciampac ad Alba di Canazei (TN), dopo aver lasciato l’auto ci incamminiamo sulla strada sterrata che parte in fondo al piazzale dove

troviamo le indicazioni del sentiero 602.

La strada sale ripida, nel bosco, ma grazie ad un sentiero possiamo tagliare i numerosi tornanti. Raggiungiamo la piccola Baita Locia de Contrin 1736m addossata ad una roccia e dove possiamo godere di un magnifico scorcio sul Sassolungo.

Procediamo in falso piano sulla strada che si inoltra nel bosco della Val Contrin. Usciti dal bosco, oltrepassiamo un cancello in legno ed entriamo in un pascolo dove incontriamo un vecchia fornace per calce restaurata.

Continuiamo sulla carrareccia che si mantiene sulla destra del torrente Ruf de Contrin in un ambiente idilliaco tra prati e mucche. Giungiamo ad un bivio dove continuiamo sul sentiero 602.

Attraversiamo il torrente e proseguiamo in salita fino a Malga Cianci

la oltrepassiamo e continuiamo, sempre in salita tra gli alberi, fino ad arrivare al Rifugio Contrin posto ai piedi della Marmolada.

Al tempo della Prima Guerra Mondiale il rifugio era il centro logistico principale Austriaco.

Nei pressi del Rifugio troviamo le indicazioni del sentiero 608 per il rifugio Passo di San Nicolò. Imbocchiamo questo sentiero, oltrepassiamo Malga Contrin

e scendiamo al torrente che attraversiamo su un ponticello di legno dove possiamo ammirare la Cima d’Ombretta.

Risaliamo il sentiero, superiamo un bosco fuori dal quale possiamo ammirare i monti circostanti

e la Val Contrin.

Continuiamo fino a giungere al Passo San Nicolò e all’omonimo rifugio posto ai piedi del Colle Ombert, magnifico il panorama che spazia dal Catinaccio, al Sella, al Pordoi e alla Marmolada.

PUNTO DI PARTENZA : Piazzale Funivia Ciampac 1486m – Alba di Canazei (TN)

SENTIERO: 602, 608

DISLIVELLO: 854m

DIFFICOLTA’: E

Cima Larici 2033m e Cima Manderiolo o Mandriolo 2049m

L’escursione inizia dal Rifugio Malga Larici 1658m che si raggiunge dalla SS 349 (Val d’Assa) che collega Asiago con Trento. Provenendo da Asiago dopo circa 12Km (oppure provenendo da Trento dopo pochi chilometri dall’Osteria Passo del Termine) incontriamo un bivio con le indicazioni per il Rifugio Val Formica e per il Rifugio Cima Larici, continuiamo superando alcuni tornanti fino a incontrare le indicazioni “Rifugio Larici da Alessio” che seguiamo fino a giungere al Rifugio. Parcheggiata l’auto nel piazzale imbocchiamo il sentiero 825 per Bocchetta Larici

e proseguiamo fra pascoli fino

a che raggiungiamo la bocchetta. Qua prendiamo il sentiero 209 in direzione Cima Larici

che in ripida salita, tra i pini mughi, ci porta in vetta a Cima Larici

dove possiamo godere di una magnifica vista sulla Valsugana.

Lasciata la vetta torniamo a Bocchetta Larici e seguiamo il sentiero 209 per Porta Manazzo. Raggiunto questo luogo, che nei secoli fu per gli abitanti dell’Altopiano la porta d’accesso alla Val di Sella e alla Valsugana, proseguiamo sul sentiero 205.

Attraversiamo un bosco e risaliamo una cresta fino a raggiungere Cima Manderiolo o Mandriolo dove è posta una grande croce metallica.

Il panorama è grandioso con vista sulla Valsugana, sui laghi di Levico e di Caldonazzo, sulla catena dei Lagorai con la cima d’Asta e sulle vette dell’Altopiano.

Per il ritorno tagliamo liberamente per prati in direzione della sottostante pozza d’alpeggio dove incontriamo la carrareccia che collega il Passo Vezzena al rifugio Larici, ci dirigiamo poi nella stessa direzione d’andata percorrendo la strada militare che ci riporta sotto Porta Manazzo.

Da porta Manazzo continuiamo sulla mulattira fino al rifugio Val Formica, lo superiamo

e torniamo al Rifugio Malga Larici.

PUNTO DI PARTENZA : Rifugio Malga Larici 1658m

SENTIERO: 209, 205, 825

DISLIVELLO: 391m

DIFFICOLTA’: E