Escursioni

Rifugio Kostner 2500m

Il Rifugio Kostner al Vallon si trova alle pendici del massiccio del Sella più precisamente ai piedi della parete del Piz da Lech. Franz Kostner, leggendario scalatore ed operatore turistico della Val Badia, ne intraprese la costruzione nel 1913, ma rimase incompiuta a causa dello scoppio della prima guerra mondiale. Negli anni ’80 Erich Kostner, figlio di Franz, completò la costruzione in memoria del padre, a cui dedicò il rifugio. L’escursione inizia dal parcheggio dell’Ovovia Boè a Corvara, dove prendiamo il sentiero 639, una mulattiera, che attraversa boschi e pascoli

fino a giungere al rifugio Ütia Crëp de Munt.

Dalla terrazza del rifugio possiamo godere una vista incantevole verso le cime dolomitiche dove distinguiamo la Marmolada con il suo ghiacciaio, la Civetta, il Col di Lana e il Settsass.

Lasciamo il rifugio e proseguiamo fino alla stazione a monte della cabinovia Boè dove imbocchiamo il sentiero 638 che costeggia brevemente la seggiovia del Vallon

e poi si dirige verso lago Boè, un laghetto alpino a forma circolare.

Dal lago continuiamo sul sentiero 638 che si dirige verso sinistra, sempre in salita, percorriamo una dorsale rocciosa fino a giungere alla località Vallon, da qui proseguiamo passando sotto alle pareti del Piz da Lech, del Sas dles Diesc e del Sas dles Nu.

e in breve raggiungiamo il rifugio Kostner.

PUNTO DI PARTENZA : Corvara (BZ) 1541m

SENTIERO: 639, 638

DISLIVELLO: 959m

DIFFICOLTA’: E

Monte Resciesa di Fuori 2281m

Il monte Resciesa di Fuori è una montagna che si trova sopra l’abitato di Ortisei, sulla sua cima è posta una grande croce di legno con un Cristo che è stato realizzato, con 6 mesi di duro lavoro, dal fondatore della ditta BEJO S.N.C. Bernardi Josef con legno di cirmolo montano. Il Cristo ha un altezza di oltre 3 metri mentre la croce è alta 7 metri. L’escursione inizia direttamente alla stazione a monte della funicolare che si trova nei pressi lo Chalet Ristorante Resciesa. Lasciata la funicolare seguiamo il sentiero con il segnavia 35 che su strada sterrata

ci porta fino al rifugio Resciesa – Raschötz, dove incontriamo alcuni cavalli al pascolo.

Da qui seguiamo il sentiero 10 che passa dietro il rifugio e risale i prati fino

ad arrivare alla croce del Monte Resciesa di Fuori.

Il panorama che si gode dalla cima è magnifico e spazia dalle Dolomiti alle valli d’Isarco, Funes e Gardena, ai monti della Val Venosta, alle Odle, al gruppo Stevia, allo Scilar ed al Sassolungo. Dalla vetta scendiamo brevemente dal sentiero 31 per proseguire

fino alla cappella della Santa Croce.

Per il ritorno proseguiamo sulla mulattiera che ci riporta al Rifugio e infine alla funicolare.

PUNTO DI PARTENZA : Ortisei (BZ) stazione a monte funicolare Resciesa 2.163 m

SENTIERO: 35 – 10 – 31

DISLIVELLO: 118m

DIFFICOLTA’: E

Rifugio De Marie al Volano 1480m

Il Rifugio De Marie al Volano è un vecchio rifugio fondato negli anni ’30 si trova nella splendida conca del Volano, di fronte alle cime del gruppo del Tredenus che chiudono la testata della valle. Sulla destra invece possiamo ammirare la piramide del Pizzo Badile Camuno. L’escursione inizia dal paese di Cimbergo, che raggiungiamo da Brescia seguendo sulla SS 42 del Tonale che lasciamo a Capo di Ponte (sito archeologico Unesco). Lasciata la statale ci dirigiamo a destra in direzione Cimbergo. Giunti a Cimbergo proseguiamo fino alla parte alta del paese in Via Don Battista Polonioli e parcheggiamo nei pressi delle indicazioni”Volano”. Lasciata l’auto proseguiamo su strada asfaltata, attraversiamo dei un gruppi di case e continuiamo sulla mulattiera sempre seguendo le indicazioni per il Rifugio. Raggiungiamo la località Valina 1075m dove troviamo una fontana.

Proseguiamo sempre in salita e passiamo accanto ad una Santella.

Giunti ad un bivio dove sulla destra c’è una altra santella con una statua della madonna troviamo un cartello che indica sulla destra il Rifugio De Marie e il Volano mentre a sinistra si stacca una stradina che porta al torrente Re. Noi continuiamo seguendo le indicazioni, sulla mulattiera che diviene sempre più ripida fino a giungere alla località al Volano dove si trovano alcune baite, da qui proseguiamo e in breve

raggiungiamo il Rifugio De Marie.

Il panorama che si apre è spettacolare sul gruppo del Tredenus e sul Pizzo Badile Camuno.

PUNTO DI PARTENZA : Cimbergo (BS) 850m

SENTIERO: 16

DISLIVELLO: 630m

DIFFICOLTA’: E

Col Plo Alt 2331m

Il Col Plo Alt è una montagna che fa parte del gruppo Puez-Odle. L’escursione inizia dal paese di La Villa in val Badia, dove prendiamo la Seggiovia Gardenaccia che ci porta a 1780 m, da qui seguiamo il sentiero numero 5

che sale ripido e serpeggiante attraverso il bosco.

Raggiungiamo il Rifugio Gardenacia dove possiamo godere di una meravigliosa vista sul ghiacciaio della Marmolada e sulle cime del Sassongher e del Para dai Giai.

Dal Rifugio seguiamo il segnavia 1A con le indicazioni per il Col Plo Alt.

Il sentiero si dirige a nord, continuiamo a camminare in leggera salita attraverso prati dove fioriscono piante aromatiche e stelle alpine.

Proseguendo possiamo osservare sulla sinistra massicce formazioni rocciose, mentre sulla destra vediamo la valle.

Raggiungiamo il bivio con il sentiero che porta al rifugio Puez, noi continuiamo sempre sul sentiero 1A.

Superati i cartelli dobbiamo prestare un poco di attenzione perché il sentiero, per un breve tratto, diventa stretto ed esposto.

Superato questo breve settore possiamo già vedere la croce della cima.

Continuiamo in salita seguendo il sentiero e raggiungiamo la croce di vetta. Dalla cima si gode di una meravigliosa vista sul Gruppo di Fanes, con le vette del Sasso di Santa Croce, Lavarella, Conturines, Fanes, Croda del Becco, Lagazuoi, Settsass, e anche verso nord sulla principale catena alpina e in direzione nord-ovest verso il Sass de Putia. Per il ritorno ripercorriamo la via dell’andata.

PUNTO DI PARTENZA : La Villa (BZ), stazione a monte seggiovia Gardenaccia 1780m

SENTIERO: 5 – 1A

DISLIVELLO: 551m

DIFFICOLTA’: E – EE

Laghetti di Pietra Rossa 2585m

I laghetti di Pietrarossa si trovano in alta Val Canè, una valle laterale della Valcamonica, in una conca a sud del Passo di Val Canè. Per raggiungere la valle risaliamo la statale 42 della Val Camonica, superiamo Edolo e ci dirigiamo verso Ponte di Legno. Dopo Vezza d’Oglio, a Stadolina, prendiamo a sinistra la provinciale 80 con la quale arriviamo a Vione.
Da qui, seguendo le indicazioni, giriamo ancora a sinistra e saliamo alla frazione di Canè. Giunti a Canè, attraversiamo l’abitato percorrendo la via principale fino ad incontrare un ponte sul torrente, lo superiamo ed entriamo in un vasto parcheggio sterrato dove lasciamo l’auto.
In fondo al parcheggio troviamo una bacheca con una grande cartina della zona e dei cartelli segnaletici.

Noi seguiamo il sentiero 165 su cui sono riportate le indicazioni per il nostro obbiettivo. Proseguiamo in leggera salita su di una strada con il fondo in cemento e pietre e incontriamo la Baita Stodegarda dove troviamo un cartello con una curiosa scritta “Le vere meraviglie non costano una lira. Camminare rende lieti. Sotterrate i pensieri … e i barattoli vuoti.” Continuiamo, in falso piano, sulla mulattiera, attraverso prati,

larici e baite, fino a raggiungere Cortebona 1766m dove troviamo un parcheggio, un area pic-nic e la Baita con il centro informazioni. Proseguiamo e poco dopo incontriamo una fornace da calce (calchèra) con un cartello che ne illustra le caratteristiche, appena più alto c’è una fontana. Riprendiamo a salire tra gli alberi, superiamo un’altra calchera, incontriamo un cartello con le indicazioni per il Bivacco Valzetoren e un ponte di legno che ci permette di superare il torrente. Continuiamo tra prati, rododendri e larici fino a raggiungere il Plazzo della Casera, una vasta prateria. Da qui, mentre si inizia vedere il bivacco, proseguiamo fino ad incontrare un ponte di legno, che attraversiamo, poco più avanti incontriamo le indicazioni per il bivacco. Ora il sentiero diviene più stretto, più ripido e serpeggiante, passiamo fra rocce e rododendri, superiamo un ruscelletto e

torniamo a vedere il bivacco.

che raggiungiamo poco dopo. Il Bivacco Valzeroten 2208m è una costruzione di pietra posta in una magnifica posizione, domina la valle con una spettacolare vista sul gruppo dell’Adamello. Qui non è raro incontrare degli stambecchi.

Superiamo il bivacco e percorriamo il sentiero che sale serpeggiante tra erba e pietre.

Raggiungiamo e superiamo un torrente che forma la cascata, ora il sentiero diviene più ripido, continuando sul percorso superiamo un canalino aiutandoci con gradini di pietra. Percorriamo alcuni stretti tornanti, sempre in salita e continuiamo tra spuntoni di roccia e erba.

Incontriamo e risaliamo un altro ripido canalino, poi proseguiamo con minore pendenza e dopo aver percorso altri tornanti arriviamo ad un pianoro con una bellissima vista sulla valle.

Continuiamo sul sentiero e in leggere discesa raggiungiamo la conca dove si trovano i laghetti.

PUNTO DI PARTENZA : Canè (BS) 1476m

SENTIERO: 165

DISLIVELLO: 1109 m

DIFFICOLTA’: E

Cascate del Pisciadu’ 1784m

Le Cascate del Pisciadù sono una bella e facile escursione nel Gruppo del Sella. L’escursione ha inizio dal parcheggio del Hotel Lujanta di Colfosco (BZ), situato all’ingresso del paese per chi proviene dalla Val Gardena. Lasciata l’auto seguiamo le indicazioni per le cascate del Pisciadù.

Imbocchiamo una larga sterrata pianeggiante che si dirige, tra prati e larici,

verso le strapiombanti pareti delle cime del Gruppo Sella.

Oltrepassiamo il bivio per la Val Mezdì, da dove si scorgono la Torre Col Fosco e la Torre Brunico. Proseguiamo all’interno di uno scenario spettacolare avvicinandosi sempre di più alle pareti dove iniziamo ad intravedere le cascate.

Superiamo una staccionata ed entriamo in una area Pic-nic, da qui imbocchiamo un sentierino che in breve ci porta in prossimità delle cascate che possiamo ammirare da un ponticello in legno.

PUNTO DI PARTENZA : Colfosco (BZ) 1645 m

SENTIERO: sentiero cascate

DISLIVELLO: 139 m

DIFFICOLTA’: T

Bivacco Capanna Tita Secchi

Il Bivacco Capanna Tita Secchi è situato al Passo Portole, tra la Cima Caldoline a est e il Corno Barzò a ovest, al centro delle Piccole Dolomiti Bresciane. E’ dedicato alla memoria del partigiano bresciano Tita Secchi ucciso all’età di 29 anni e dei suoi compagni d’armi della Brigata Perlasca e Margheriti. L’escursione inizia dal parcheggio del Passo Maniva (Bs) che si raggiunge percorrendo la strada provinciale 345 della Val Trompia superando gli abitati di Collio e San Colombano da dove iniziano i tornanti che ci portano al Passo Maniva. Dal parcheggio ci dirigiamo verso la chiesetta e prendiamo la strada provinciale, che passando sul fianco del Dosso Alto, conduce poi al Baremone e quindi al lago d’Idro. La strada era stata costruita dal Genio Militare nei primi del ‘900 e per cui prende anche il nome di strada dei soldati. Percorriamo questa strada, oltrepassiamo una galleria paramassi fino a che raggiungiamo il Passo Dosso Alto. Già dal passo si può vedere in lontananza il Bivacco che si trova tra il Corno Barzò e la Cima Caldoline.

Gli abitanti della Valle Trompia, si tramandano una leggenda secondo cui il cui profilo di questa cima ricorda il viso di una bellissima fanciulla, la principessa Manuela, tenuta prigioniera nel monte da un antico sortilegio che solo l’amore di un montanaro avrebbe potuto rompere, ma la cima era troppo alta e nessuno mai aveva osato scalarla. Un bel giorno la principessa si innamorò, ricambiata, di un giovane montanaro di San Colombano che volle liberarla dalle catene del maleficio. Il montanaro un giorno, attesa l’alba, iniziò a scalare la vetta, facendo attenzione a non far rumore, per non destare il terribile Maniva, ma quando fu a pochi passi dalla sua amata, la montagna lo sentì e si svegliò irritata. Si scosse e fece cadere sotto il peso di enormi massi il povero ragazzo, che precipitò nell’abisso. Le lacrime della principessa sgorgarono copiose, irrigando i rododendri, i mughi, i fiori e le erbe che crescono rigogliose sulla cima. Da allora le rocce non sono rimaste fredde, ma sono calduline, cioè tiepide, come dicono in dialetto gli scalatori che hanno la fortuna di spingersi fin sulla vetta: calduline come le gote della bella e sfortunata principessa Manuela, che ancora rimane prigioniera lassù. Per questo fatto, dice la leggenda, questo luogo viene chiamato Cima “Caldoline”. Dal passo del Dosso Alto seguiamo le indicazioni per Capanna Tita Secchi

il sentiero si sviluppa tra pini mughi e prati fino a che giungiamo al Passo Portole.

Proseguiamo in salita, su pietrisco verso un altare dedicato al prof. Luigi Zampedri – primo reggente CAI di Collio e presidente dell’Opera bresciana chiesette alpine, fondata nel 1935 da Mons. Giuseppe Bonomini e dall’avv. Giovanni Brunelli. E’ inoltre dedicata ai caduti della montagna, in pace ed in guerra, ed in particolare è dedicato ai caduti delle Brigate Fiamme Verdi Perlasca e Mergheriti, che operavano in questa zona sul finire della seconda guerra mondiale.

Ogni anno su questo altare si celebra per tutti loro una Santa Messa. Proseguiamo e in breve raggiungiamo il Bivacco Capanna Tita Secchi.

Il panorama si apre sul Dosso Alto e la Corna Blacca.

PUNTO DI PARTENZA : Passo Maniva 1664m (BS)

SENTIERO: 3V- 3V variante bassa

DISLIVELLO: 71m

DIFFICOLTA’: E

Rifugio Val Brandet e Malga Casazza 1474m

Il rifugio Val Brandet e la Malga Casazza si trovano nella Val Brandet, che fa parte della Riserva Naturale delle valli di S. Antonio, in provincia di Brescia. L’escursione inizia da S. Antonio, paesino della Val Camonica, che si raggiunge da Edolo seguendo la direzione Sondrio/Passo dell’Aprica. Superato il paese di Corteno Golgi, ignoriamo la prima indicazione per S.Antonio, proseguiamo lungo la statale e troviamo la seconda indicazione per S.Antonio imbocchiamo la strada che si stacca a sinistra e giungiamo alla località chiamata “Campagnola”. Seguendo le indicazioni raggiungiamo dopo circa 3 km il parcheggio a pagamento prima del paese di S.Antonio. Lasciata l’auto proseguiamo verso le baite dell’abitato di S.Antonio e seguiamo le indicazioni per il Rifugio Val Brandet sentiero 129.

Attraversiamo un ponte che ci porta sulla destra del Torrente Brandet e percorriamo una ripida strada, inizialmente lastricata che poi diviene sterrata che prosegue nel bosco. Raggiungiamo un bivio dove sulla destra si stacca la strada agro-silvo-pastorale per la Valle di Campovecchio, dove è posta una bacheca. Ignoriamo la deviazione e proseguiamo diritti in falsopiano fino a raggiungere la piana dove incontriamo le Baite Francesconi, continuiamo a salire fino a che raggiungiamo le Baite Brandet dove possiamo scorgere in lontananza il monte Telenek e il Monte Seller.

Passiamo accanto alla chiesetta dedicata a Giovanni Paolo II e proseguiamo quasi in piano fino a raggiungere

il Rifugio Brandet.

Lasciato il rifugio riprendiamo il sentiero e raggiungiamo il “Ponte del Gallina” dove troviamo anche una zona picnic.

Proseguiamo sempre sul sentiero 129 che costeggia il fiume, superiamo altre zone pic nic

e giungiamo al fondo valle dove troviamo Malga Casazza circondata da magnifici pascoli e fitti boschi.

PUNTO DI PARTENZA : S.Antonio Corteno Golgi 1127m (BS)

SENTIERO: 129

DISLIVELLO: 347m

DIFFICOLTA’: E

Valle Adamè Rifugio Lissone 2020m e Baita Adamè 2150m

La Valle Adamè è ritenuta da molti una delle più belle, se non la più bella valle del gruppo dell’Adamello, è di origine glaciale percorsa dal torrente Poia o Poglia d’Adamè. L’escursione ha inizio dalla Malga Lincino in Val Saviore che si raggiunge da Cedegolo, in Val Camonica, dove uscendo dalla strettoia centrale del paese troviamo sulla destra, per chi proviene da Brescia, le indicazioni per Valle, Ponte e Isola. Imbocchiamo questa deviazione e sempre seguendo le indicazioni per Valle e Rifugio Lissone, dopo 11 km raggiungiamo il paese di Valle che è il centro amministrativo della Val Saviore. Oltrepassiamo il paese e continuiamo sulla strada asfaltata che dopo aver passato un centro sportivo si fa più stretta e ripida, superiamo il ristorante Stella Alpina e dopo alcuni stretti tornanti, da percorrere con la dovuta attenzione, raggiungiamo Malga Lincino dove possiamo lasciare l’auto oppure possiamo proseguire per qualche centinaio di metri e parcheggiare presso la stazione a valle della teleferica 1620m. Lasciata l’auto seguiamo le indicazioni per il rifugio Lissone sentiero 15, attraversiamo inizialmente un prato e ci dirigiamo alla base di una parete rocciosa da dove iniziano le famose “scale dell’Adamè” che ci permetteranno, su gradini di pietra o legno e con numerosi tornanti, di superare in tutta sicurezza questo enorme balzo roccioso.

Giunti alla stazione di arrivo della teleferica entriamo nella magnifica Valle Adamè, incontriamo la diga che forma il laghetto e dall’altro lato del torrente Poia vediamo il rifugio Città di Lissone, appartenete all’omonimo C.A.I, che si può raggiungere attraversando un ponte.

Presso la diga troviamo numerosi segnavia, noi seguiamo il sentiero numero 1.

Proseguiamo quindi sul lato sinistro della valle risalendo la piana alluvionale percorsa dal serpeggiante e tumultuoso torrente Poia circondati da spettacolari cime.

Superiamo parecchi massi erratici, incontrando alcune torbiere naturali,

fino a raggiungere il rifugio Baita Adamè gestito dai volontari dell’ Associazione Gruppo Baita Adamè – ONLUS .

Il panorama è splendido possiamo ammirare in fondo alla valle il Monte Fumo e la sua anticima e il Corno d’Adamè che sovrastano la vedretta d’Adamè,

mentre sulla destra ci sono le cime appartenenti alla catena delle Levade che fa da confine con la trentina Val di Fumo, sul versante sinistro invece vediamo le vette che ci separano dalla Valle di Salarno.

PUNTO DI PARTENZA : Malga Lincino (BS) 1620m

SENTIERO: 15, 1

DISLIVELLO: 530m

DIFFICOLTA’: E

Case di Bles 2080m

Le Case di Bles sono un piccolo agglomerato di due baite situate sul versante meridionale del Corno di Bles, queste baite sono gestite dal CAI di Manerbio, una è riservata ai soci mentre l’altra è un bivacco aperto a tutti.
L’escursione inizia da Canè, frazione del comune di Vione, che si raggiunge da Edolo (Bs) seguendo la statale 42 della Val Camonica in direzione Tonale fino a che superato il paese di Vezza d’Oglio incontriamo una deviazione a sinistra per Stadolina, imbocchiamo questa strada e superati i paesi di Stadolina e Vione giungiamo a Canè dove parcheggiamo nei pressi del cimitero. Procediamo fra le case fino alla chiesa

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dove ci dirigiamo a sinistra

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verso un arco che oltrepassiamo, subito dopo, imbocchiamo un ripido sentiero acciottolato

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alla fine del quale ci immettiamo, sempre a sinistra, brevemente in una stradina lastricata e poi, oltrepassata via Pergola,

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prendiamo la successiva strada cementata dove troviamo le indicazioni del sentiero 84 fino a raggiungere il limite alto del paese. Proseguiamo fino ad un incrocio dove a sinistra vi è una Cappella votiva

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mentre sulla destra vi è un punto panoramico sul gruppo dell’Adamello dove sono posti un altare e una Croce.

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Proseguiamo a sinistra fino ad un altro incrocio dove ci dirigiamo, sempre sinistra, seguendo le indicazioni scritte sul muro per Saline e Case di Bles. Saliamo tra muretti e boschi superando alcuni tratti con fondo cementato fino a raggiungere le Case di Saline,

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piccolo gruppo di antiche baite alpine. Presso una fontana troviamo le indicazioni per le Case di Bles.

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Continuiamo in questa direzione tra boschi e prati, superiamo la sorgente “Funtana Guciola”

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e proseguiamo salendo con alcuni tornanti nel bosco

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e seguendo le indicazioni raggiungiamo finalmente le Case di Bles.

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PUNTO DI PARTENZA : Canè 1476m (BS)

SENTIERO: 84

DISLIVELLO: 604m

DIFFICOLTA’: E