Escursioni Alto-Adige

Grosshorn 2630m

La  Cima Grosshorn è una montagna che fa parte delle Alpi Retiche e sovrasta l’abitato di San Valentino alla Muta. L’escursione inizia dal paese di Curon che si raggiunge seguendo la statale per il Passo Resia, si superano l’abitato di Malles Venosta e successivamente San Valentino alla Muta fino ad incontrare le indicazioni per Curon.  Parcheggiata l’auto nei pressi del municipio di Curon seguiamo per alcuni metri la strada asfaltata che porta in Vallelunga per poi deviare a destra  quando incontriamo  le indicazioni per L’Endkopf e Granuer Alm (Malga di Curon).

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Oltrepassiamo un ponte e proseguiamo  sulla mulattiera che si innalza nel bosco e dove in alcuni punti abbiamo una magnifica vista sui laghi di San Valentino e di Resia.

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Seguendo il sentiero giungiamo fino alla malga di Curon.

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L’oltrepassiamo la malga e proseguiamo nella valletta erbosa fino a giungere ai cartelli con indicazioni Grosshorn sentiero 6A

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e proseguiamo sul sentiero che si inoltra nella valletta
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passiamo accanto ad un laghetto e continuiamo sempre sul sentiero poco segnato ma evidente.
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Costeggiamo un fiumiciattolo fino ad un masso che ci indica che il sentiero svolta a destra.
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Guadiamo il fiumiciattolo  e

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seguendo i segni sui sassi  arriviamo sulla “cresta” molto esposta
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fino a giungere alla croce di vetta.

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Il panorama dalla cima  spazia sulle montagne circostanti e sul lago di San Valentino alla Muta.
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PUNTO DI PARTENZA : Municipio Curon 1520m

SENTIERO: 10A, 6A

DISLIVELLO: 1110m

DIFFICOLTA’: EE

 

Endkopf 2652m

La  Cima Endkopf  appartenente alla catena  delle Alpi Retiche è una montagna calcarea che si trova a picco sul paese di Curon in Alta Val Venosta. L’escursione inizia proprio dal paese di Curon che si raggiunge seguendo la statale per il Passo Resia, si superano l’abitato di Malles Venosta e successivamente San Valentino alla Muta fino ad incontrare le indicazioni per Curon. Parcheggiata l’auto nei pressi del municipio di Curon seguiamo per alcuni metri la strada asfaltata che porta in Vallelunga per poi deviare a destra  quando incontriamo  le indicazioni per l’Endkopf e Granuer Alm (Malga di Curon).

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Oltrepassiamo un ponte e proseguiamo sulla mulattiera che si innalza nel bosco

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percorrendo la quale incontriamo alcuni scorci con  una magnifica vista sul lago di Resia.DSC05098
Continuando sul sentiero giungiamo fino alla malga di Curon. Oltrepassiamo la malga e proseguiamo nella valletta erbosa fino a giungere ai cartelli con le indicazioni per  il sentiero 10 che si stacca a sinistra per l’Endkopf. Lo seguiamo

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proseguendo in ripida salita

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fino a giungere alla sella Schartl 2536m. Dalla sella ci dirigiamo a sinistra su un sentiero ben marcato e sassoso con tantissime stelle alpine.

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Giunti presso la cima il sentiero devia leggermente a sinistra e in falsopiano ci porta alla croce che si trova su un aerea spalla.

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Dalla cima possiamo ammirare il lago di Resia

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e il paese di Curon con il campanile nel lago.

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PUNTO DI PARTENZA : Municipio Curon 1520m

SENTIERO: 10A,10

DISLIVELLO: 1132m

DIFFICOLTA’: E

 

Hintere Schöntaufspitze – Punta Beltovo di Dentro 3325m

La Punta Beltovo è una montagna delle Alpi Retiche.L ‘escursione ha inizio a Solda un paese che raggiungiamo dalla Val Venosta passando da Prato allo Stelvio e seguendo le indicazioni Solda. Arrivati al paese parcheggiamo l’auto nei pressi della funivia e prendiamo il sentiero 1 che sale nel bosco di larici fino ad incrociare la carrareccia che ci porta al Rifugio città di Milano a quota 2581m. Da qui prendiamo l’evidente sentiero 151

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che segue i piloni della seggiovia Madriccio

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passiamo accanto al Rifugio omonimo a quota 2818m, proseguiamo sul sentiero 151 in continua salita, transitiamo  presso la stazione a monte dello skilift a 2900m e sempre sul sentiero arriviamo fino al Passo del Madriccio quota 3123m.

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Dal passo  risaliamo le roccette del crinale della montagna, superiamo grazie ad alcuni comodi appigli un breve sperone roccioso,

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proseguiamo su un crinale detritico,

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fino a raggiungere  un piccolo terrazzo oltre il quale, seguendo  gli ometti di sassi, arriviamo alla cima della punta Beltovo di dentro a quota 3325m con la sua stazione meteo.

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Il panorama è stupendo sul gruppo dell’Ortles, sul Cevedale, sul paese di Solda e sulla val Martello.

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PUNTO DI PARTENZA : Solda 1860m

SENTIERO: 1,151

DISLIVELLO: 1465m

DIFFICOLTA’: E-EE

Schoenegg 1775 m

Il Monte Schoenegg è una montagna che fa parte della Costiera della Mendola, un gruppo montuoso che divide la Valle dell’Adige dalla Valle di Non, il nome deriva da Schönes Eck in italiano “incantevole scorcio”. L’escursione inizia dal Passo delle Palade che collega Lana d’Adige con Fondo in Trentino. Arrivati al Passo Palade  lasciamo l’auto nel  parcheggio sul bordo della strada ed imbocchiamo  il sentiero numero 50 che inizia

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su strada forestale che  poco dopo  abbandoniamo per seguire sempre il sentiero 50 che sale a sinistra nel bosco.

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Il percorso alternando salita e discesa continua  nel bosco fino ad arrivare al Mittagsscharte 1636 m,

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proseguiamo sempre sul sentiero 50, transitiamo in località  Wechsel dove  il sentiero sale  a sinistra, sempre in mezzo al bosco, con continui saliscendi fino a che

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raggiungiamo la cima dove  troviamo una grande croce.

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Il panorama spazia  su tutta la Val d’Adige da Merano  fino a Bolzano, sulla Val Passiria e sulle Dolomiti.

PUNTO DI PARTENZA : Passo delle Palade 1518m

SENTIERO:  50

DISLIVELLO: 257m

DIFFICOLTA’: E

 

 

Innerer NockenKopf 2772 m

L’Innerer NockenKopf o Dosso di Dentro è una montagna delle Alpi Retiche, molto frequentata in inverno dagli sci-alpinisti. L’escursione parte dal villaggio di Roja 1973m che si trova in Val di Roja, piccola valle laterale all’Alta Val Venosta. Parcheggiata l’auto nel piccolo villaggio di Roja prendiamo il sentiero numero 13

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che inizia con un largo sentiero a gradini  costeggiato da uno steccato che ci porta fino a un bivio con dei cartelli, noi seguiamo sempre il 13. Il sentiero prosegue con vari saliscendi tra grandi pascoli di mucche.

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Arriviamo fino ad un bivio con vari sentieri, ma noi continuiamo sempre sul sentiero 13,

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che risale la dorsale del monte fino ad arrivare alla vetta con la sua croce di legno.

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Il panorama è magnifico sulle montagne dell’alta Val Venosta, sulle Alpi svizzere e le montagne della valle dell’Inn.

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PUNTO DI PARTENZA : Roja  1973m

SENTIERO: 13

DISLIVELLO: 799m

DIFFICOLTA’: E

Glurnser Köpfl – Monte di Glorenza 2395 m

Il Glurnser Köpfl  o monte di Glorenza è una montagna che fa parte delle alpi Retiche. L’escursione parte da Glorenza, caratteristico paesino della Val Venosta circondato da mura, che si raggiunge seguendo la strada statale per il passo Resia e arrivati al paese di  Malles si svolta a sinistra per Glorenza. Usciamo dalla  porta sud o porta di Tubre, attraversiamo l’Adige e lasciamo l’auto nel parcheggio vicino alla chiesa parrocchiale. Passiamo accanto alla chiesa, attraversiamo la strada provinciale nr 50 che porta a Prato allo Stelvio e imbocchiamo  una stradina asfaltata con indicazioni per la malga di Glorenza.

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La strada ci porta verso la cappella di San Martino. Seguiamo sempre l’indicazione Glurnser Alm (Malga Glorenza) con  sentiero alquanto ripido nel bosco che taglia la strada forestale e ci porta alla malga Glurnser Alm (1978 m). Adesso continuiamo seguendo le indicazione Glurnser Köpfl (Monte di Glorenza) sempre sul sentiero 24, che successivamente ci porta sulla dorsale del monte con una spettacolare vista sull’Ortles.

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Continuiamo sul sentiero in ripida salita fino a raggiungere la croce e la vicina vetta .

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Il panorama domina la Val Venosta, le Alpi svizzere e il Gruppo dell’Ortles.

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PUNTO DI PARTENZA : Glorenza 908m

SENTIERO: 24

DISLIVELLO: 1487m

DIFFICOLTA’: E

Zehner Kopf- Cima Dieci 2675m

Cima Dieci o Zehner Kopf è una montagna delle Alpi Retiche che fa parte del piccolo gruppo delle Ore solari di Val Roja ( Rojner sonnenhur ), infatti Cima Dieci (Zehnerkopf)  assieme alle vicine  Cima Undici (Elferspitze) e Cima Dodici (Zwolferkopf) hanno da sempre costituito una sorta di piccola meridiana naturale usata dagli abitanti di Roia (Rojen), piccolo paese che si trova a circa 2000 m di altezza e perciò considerato il paese italiano più alto nelle Alpi orientali abitato tutto l’anno.  L’escursione parte da questo paesino che si raggiunge, seguendo le indicazioni, da Resia. Lasciamo l’auto al parcheggio ricavato sul tornante che si trova sotto il paese, da qui imbocchiamo la strada asfaltata  che porta  alla stazione a monte dell’impianto di risalita  nei pressi della località Belpiano. Da questo punto seguiamo il sentiero 9b  Cima Dieci, Cima Undici (Zehner Kopf, Elfer Kopf).DSC02311Il sentiero prosegue  tagliando  le piste da sci e risale verso le pendici settentrionali della sovrastante Cima  Dieci.

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Poco prima di una stazione  a monte degli impianti di risalita  il sentiero devia a sinistra  abbandonando la  strada bianca e inerpicandosi sui ripidi prati che segnano le pendici di Cima Dieci. L’itinerario ora sale in direzione sud regalandoci bellissimi scorci sul Lago di Resia.

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Giunti a circa 2500 m incontriamo un bivio, dove su un sasso, troviamo le indicazioni per il sentiero 9b che continua in direzione di Cima Undici, noi invece prendiamo il sentiero 9a che sale a destra fra detriti e sfasciumiDSC02302sempre in elevata pendenza

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fino a sbucare sulla cima dove troviamo una croce.DSC02281

Il panorama spazia sulla sottostante Val Venosta, sul Lago di Resia, alla Valle Lunga e sulla Cima Undici.

PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio sotto il paese di Roja 1927

SENTIERO: 11,9B,9A

DISLIVELLO: 748m

DIFFICOLTA’:EE

Monte Piana (Cima Sud) 2324m e Monte Piano (Cima Nord) 2320m

Il Monte Piana  è una montagna che fa parte  delle Dolomiti di Sesto, tra le provincie di Bolzano e di Belluno e  prende il nome dalla sua conformazione piatta. Purtroppo il monte è divenuto celebre per le sanguinose battaglie che qui si sono  svolte durante la Prima Guerra Mondiale. Il fronte era diviso in questo modo: la Cima sud chiamata  Monte Piana era occupata  dagli italiani mentre  la cima nord chiamata  Monte Piano era occupata dagli austriaci. Le due cime sono divise  come allora dalla Forcella dei Castrati. Qui ci furono  i primi morti italiani sul fronte del Cadore, 2 alpini della 67ª compagnia, che intorno alle 8:30 del 24 maggio furono colpiti da una granata sparata dalla batteria austriaca dal Monte Rudo. Dopo due anni, le battaglie sul Monte Piana non portarono vantaggi a nessuno dei due schieramenti, ma  causarono circa 14.000 vittime in totale. Il 3 novembre 1917 le postazioni sul Piana vennero abbandonate dai reparti italiani per ripiegare e schierarsi sulla linea del Grappa. Tra il 1977 e il 1981, su iniziativa del Colonello austriaco Schaumann , venne istituito il “Museo Storico all’aperto di Monte Piana” visitabile da tutti  e vennero risistemate le trincee, i camminamenti, le gallerie e le scalinate dell’epoca  dal gruppo “Amici delle Dolomiti”. L’escursione ha inizio dal parcheggio, a pagamento, nei pressi del Bar Genzianella sulla strada che porta al Rifugio Auronzo e alle Tre Cime di Lavaredo. Dal parcheggio prendiamo a sinistra l’ex  strada militare sentiero 122 con indicazioni per il Rifugio Angelo Bosi, la strada in parte asfaltata attraversa il bosco del Col de la Selva e de le Saline, dopo un paio di tornanti raggiungiamo  un grande spiazzo, ora la strada sale con tornanti fino a raggiungere la Forcella Alta. Dalla Forcella  la strada prosegue inizialmente con un paio di tornanti, poi con un lungo rettilineo in salita, a tratti scavato nella roccia  fino a raggiungere  il Rifugio Maggiore Angelo Bosi 2205 m. Durante l’estate è attivo anche un servizio di  navetta a pagamento, che dal parcheggio Genzianella  porta direttamente al Rifugio Angelo Bosi. Dal piazzale posto  dietro al Rifugio, una scalinata porta alla Cappella dei Caduti costruita dalla Fondazione “Monte Piana”nei primi anni sessanta. Accanto alla Cappella si trova un cannone  Skoda residuato della Grande Guerra.

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DSCF4645Dal Rifugio partono  numerose tracce di sentiero, alcune per sentieri   attrezzati. Noi imbocchiamo  il sentiero 122 che risale  il crinale del monte con una serie di saliscendi,  durante questo percorso   attraversiamo appostamenti militari e trincee,  transitiamo successivamente nei pressi della Piramide Carducci e della Capanna Carducci  a ricordo della visita del poeta

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e giungiamo infine  alla croce di vetta.

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Il panorama dalla cima è grandioso e spazia dalle  Val di Landro, al Monte  Cristallo e alla Croda Rossa.

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Torniamo alla Piramide Carducci

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e prendiamo  la traccia di  sentiero che scende   fino alla Forcella dei Castrati dove incrociamo i sentieri che  provengono da Carbonin e da Rimbianco.DSCF4614

Da qui risaliamo per il sentiero che porta al Monte Piano fino ad incontrare la campana dell’amicizia che  fu realizzata in memoria delle vittime della Grande Guerra quale  monito per le generazioni future. La Campana venne  posta nel 1988 sulla vecchia linea del fronte in occasione del 70º anniversario della fine della Grande Guerra. DSCF4617

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Vicino troviamo anche una targa commemorativa che ricorda la visita del re Vittorio Emanuele III su questo fronte durante la guerra. Seguendo ora il sentiero 6A sul versante di Rimbianco possiamo visitare le  trincee e  postazioni di guerra austriache e

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proseguire fino alla cima del Monte Piano (cima nord)  e raggiungere poi la Croce di Dobbiaco. Questa Croce  venne posta in questo luogo  nel  1773 quale punto di orientamento per i viaggiatori e per i viandanti.

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Dalla cima il  panorama spazia da Carbonin, al Lago di Landro, al Monte  Cristallo, alla Croda Rossa, alle Tre Cime di Lavaredo e ai Rondòi-Baranci.

PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio Bar Genzianella 1756m

SENTIERO: 122,6A

DISLIVELLO: 568m

DIFFICOLTA’: E

 

Monte Scorluzzo 3083m

Il Monte Scorluzzo fa parte delle Alpi Retiche ,durante la prima guerra mondiale fu teatro di duri combattimenti , tra soldati italiani e “Kaiserschützen” austro-ungarici,quest’ultimi nell’estate del 1915 riuscirono a occuparlo e a tenerlo fino al termine della guerra .Il suo possesso assicurava un’assoluta superiorità strategica perché dalla sua cima si dominavano le posizioni avversarie: dall’Umbrail al Cristallo, dalla Bocca del Braulio a Trafoi. L’escursione inizia dal Passo dello Stelvio che si può raggiungere  dalla Valtellina ,dalla Val Venosta o dalla Svizzera attraverso la Val Monastero; dietro l’hotel Pirovano prendiamo la strada sterrata dove incontriamo alcune caverne costruite dagli Austriaci durante la prima guerra mondiale ,proseguiamo passando davanti al Rifugio Compagnoni, fino a raggiungere il passo delle Platigliole.

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Qui incontriamo dei cartelli che ci indicano il Monte Scorluzzo , imbocchiamo il sentiero di destra che su terreno friabile e con

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alcuni ripidi tornanti ci porta fino alla croce di vetta.

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Lungo il tragitto di questo sentiero storico militare incontriamo ruderi della prima guerra mondiale e tavole didattiche. Dalla cima il panorama spazia sul Gruppo Ortles, sulla valle del Braulio,sulle Alpi svizzere e sul sottostante passo dello Stelvio.

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PUNTO DI PARTENZA : Passo dello Stelvio 2757m

SENTIERO: 13

DISLIVELLO: 326 m

DIFFICOLTA’: E

Guardaskopf 2720m e Tellakopf 2527m

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Il Guardaskopf (in italiano Cima dei Greppi)  e il Tellakopf sono montagne che fanno parte delle Alpi Retiche e più precisamente del gruppo del Sesvenna.L’escursione parte dal maso Egghof raggiungibile in auto  dal paese di Tubre in Alta Val Venosta  al confine con la Svizzera. Dal maso seguendo il sentiero 6 si passa vicino ad una cappella e poi ai resti del vecchio maso Sammhof. Salendo a zig zag tra pascoli e lariceti arriviamo fino alla Malga di Tella.

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Sempre sul sentiero 6 passiamo attraverso pascoli di mucche fino a raggiungere il Tellajoch 2358 m,  un passo che collega Tubre alla Vall’Arunda. A questo punto il sentiero 6 si divide, a sinistra indica il Guardaskopf mentre a destra indica  il Tellakopf.

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Noi prendiamo il sentiero 6 di sinistra che tra detriti e prati magri porta alla cima del Guardaskopf con la sua croce di legno.

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Dalla cima abbiamo una bellissima vista sul gruppo del Sesvenna .  Tornati  indietro al Tellajoch  ora ci incamminiamo in direzione opposta verso il  Tellakopf.  Il sentiero prosegue sulla dorsale erbosa fino alla cima del Tellakopf, dove è posta una croce che ha lo scopo di proteggere dalle tempeste.

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Dalla cima abbiamo una vista a 360° che spazia dalle vette del gruppo dell’Ortles, alle alpi  Venoste, al  gruppo del Sesvenna , alle Alpi della Val Monastero  e al Piz Chavalatsch.

PUNTO DI PARTENZA : Egghof 1723m

SENTIERO:  6

DISLIVELLO: 997m

DIFFICOLTA’: E