Escursioni Comasche

Monte Bollettone 1317m, Pizzo dell’Asino 1272m,Monte Palanzone 1436m e Monte Puscio 1130m

Il Monte Bollettone, il Pizzo dell’Asino, il Monte Palanzone e il Monte Puscio sono montagne che fanno parte del triangolo lariano. L’escursione inizia dall’Alpe del Vicerè che si raggiunge  dal paese di Albavilla (CO) seguendo una strada carrozzabile per 6 km. Parcheggiata l’auto seguiamo la facile mulattiera che ci porta fino nei pressi del rifugio Capanna Mara e continuiamo, sempre sulla mulattiera, fino a che incontriamo dei cartelli

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dove prendiamo a sinistra il sentiero che ci porta fino alla vetta del Monte Bollettone.

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Dalla cima abbiamo un bellissimo panorama e una bellissima vista sul Monte Rosa.

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Riscendiamo fino ai cartelli  e seguiamo le indicazioni per il Monte Palanzone, fino ad arrivare alla Bocchetta di Lemna.

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Proseguiamo fino ad incontrare le deviazione per il Pizzo dell’Asino che seguiamo

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e con un ripido sentiero arriviamo in cima dove

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possiamo ammirare il lago di Como.

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Continuiamo per il sentiero, attraversiamo una faggeta, fino a scendere alla bocchetta di Palanzo  e risaliamo fino al monte Palanzone, dove troviamo una cappella.

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Abbiamo un bellissima vista sulla pianura, sulle Grigne e sul Resegone.

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Riscendiamo e torniamo indietro fino al rifugio Capanna Mara e seguiamo le indicazioni per la croce di Puscio e attraversiamo un bosco fino a sbucare alla croce .

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Torniamo indietro fino al rifugio e riprendiamo la mulattiera per tornare  al parcheggio.

PUNTO DI PARTENZA :  Alpe Vicere 903m

SENTIERO: sentieri non numerati, ma nominativi

DISLIVELLO: 533m

DIFFICOLTA’: E

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Monte Rai 1259m, Monte Prasanto 1235m e Sasso Malascarpa 1187m

Il monte Rai, il monte Prasanto e il Sasso Malascarpa fanno parte delle montagne del triangolo lariano. L’escursione  ha inizio dalla località Gajum che raggiungiamo da Canzo (CO) dove imbocchiamo via Gajum e la percorriamo tutta fino ad un parcheggio. Parcheggiata l’auto prendiamo la strada acciottolata di destra seguendo le indicazioni per san Miro,

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dopo poche centinaia di metri superiamo  una sbarra che impedisce  il passaggio delle auto ed entriamo nel luogo chiamato“parco dei massi erratici” a causa dei vari tipi di massi erratici presenti, usciamo da questo parco e dopo alcuni tornanti raggiungiamo il piazzale della chiesetta dell’Eremo di San Miro.

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Ora prendiamo il sentiero 6 che si stacca accanto alla chiesa e sale tra le rocce che costeggiano il torrente Ravella

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che attraversiamo un paio di volte su alcuni ponti in legno.
Il sentiero sale ripidamente nel bosco, nell’ultimo tratto della ripida ascesa attraversiamo una fitta pineta fino ad incrociare il sentiero che sale da Terz’Alpe, in località Alpe Alto, di questa Alpe non restano che pochi ruderi, continuiamo seguendo le indicazioni per il monte Cornizzolo, il sentiero  quasi in piano sbuca sulla strada asfaltata che proviene da Pusiano. Ora ci dirigiamo a sinistra e risaliamo l’evidente traccia fino al monte Rai. Dalla cima abbiamo una  bellissima vista sul Resegone, sulle Grigne, sulla Pianura e sui laghi.

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Adesso seguiamo il sentiero che ci porta fino alla Bocchetta di San Miro

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e risaliamo fino al monte Prasanto con le sue Antenne,

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dove possiamo ammirare  il Resegone e Lecco con il suo lago.

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Da qui scendiamo fino a raggiungere il Sasso Malascarpa. Questa cima è costituita da vistosi affioramenti verticali di calcare bianco con un caratteristico aspetto “a blocchi” con  fratture orizzontali e verticali perpendicolari tra loro, dovute all’azione chimica dell’acqua.

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Queste rocce sedimentarie carbonatiche formatesi in ambienti lagunari e marini nell’Era Mesozoica caratterizzano la muraglia, questo è dimostrato  dalla presenza di resti di organismi fossili, come ad esempio le conchiglie del Mollusco Bivalve Conchodon che hanno una forma a cuore,

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alcune leggende popolari narrano che sono le impronte di zoccoli dei cavalli delle streghe che, usavano lanciarsi in diaboliche cavalcate su queste impervie pareti. Secondo alcuni studiosi, anche il nome “Sasso Malascarpa”, sarebbe una storpiatura del nome dialettale “Sass de la Mascarpa”, derivato dal longobardo “masca” ovvero strega.
Dal Sasso Malascarpa abbiamo una bella vista sui Corni di Canzo.

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Ora seguiamo la strada che ci porta fino alla base delle antenne del monte Prasanto, le oltrepassiamo e seguendo sempre la strada asfaltata arriviamo fino ad un bivio che ci indica San Miro, raggiungiamo l’ Alpe Alto e torniamo al bivio che ci porterà fino a San Miro e a Gajum.

PUNTO DI PARTENZA : Gajum (CO) 485m

SENTIERO:2 e 6

DISLIVELLO: 774m

DIFFICOLTA’: E

Monte Megna 1048m

Il Monte Megna è una montagna che fa parte del triangolo lariano, ma poco conosciuta in confronto alle altre. L’escursione parte da Pagnano frazione di Asso (Como) che si raggiunge dalla provinciale per Bellaggio, dopo la galleria sulla sinistra troviamo un grande parcheggio dove lasciamo l’auto. Prendiamo la strada che sale a destra vicino al cartello con il nome del paese e seguiamo le indicazioni per l’Alpe Megna. Attraversiamo via Italia fino a incrociare via Burlone, seguiamo questa via  fino ad un  bivio che ci porta su una mulattiera selciata.

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Seguiamo la mulattiera fino a giungere ad un altro bivio dove svoltiamo a destra continuando a seguire le indicazione per l’Alpe Megna .

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Arrivati all’Alpe Megna, piccolo borgo caratteristico, seguiamo il sentiero 12 Monte Megna, il sentiero sale lungo il fianco della montagna per poi addentrarsi in un bosco e proseguire con  alcuni tornanti fino a raggiungere una sella boscosa dove si incrociano vari sentieri. Prendiamo il sentiero di sinistra con indicazione Monte Megna, in breve giungiamo ad un altro bivio dove si diramano due sentieri entrambi marcati con segnavia biancorosso, ma noi seguiremo il sentiero di sinistra dove  troviamo una scritta su un sasso “Croce Giubileo 2000”

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che ci  indica la direzione. Dopo pochi minuti  il sentiero ci porta  sul crinale erboso e in breve alla grande croce di vetta.

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Questa croce è stata costruita in occasione del Giubileo del 2000 grazie a Don Francantonio Monsignore di Asso e alle associazioni locali. Il Panorama spazia dal Bolettone, al Palanzone, al San Primo, al Grignone e Grignetta, al Moregallo e ai Corni di Canzo.

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PUNTO DI PARTENZA : Pagnano 520 m

SENTIERO: 12

DISLIVELLO: 528m

DIFFICOLTA’: E

 

Monte Lenno 1589m , Monte Tremezzo 1700m, Monte Crocione 1641m e Monte Galbiga 1696m

I monti Lenno,Tremezzo, Crocione e Galbiga fanno parte delle prealpi Luganesi e si trovano in provincia di Como,sulla sponda occidentale del lago. L’escursione parte dal Rifugio Alpe di Colonno raggiungibile salendo da  Argegno sul lago di Como a Castiglione d’Intelvi, poi si prosegue per Pigra e da qui seguendo le indicazioni si arriva al rifugio. Parcheggiata l’auto seguiamo la strada asfaltata fino a raggiungere il rifugio Boffalora, proseguiamo per  la strada che sale vicino alla cappella degli alpini. Arrivati all’ alpe Ossuccio abbandoniamo la strada e saliamo a sinistra senza sentiero tra pascoli fino a  raggiungere il Monte di Lenno. Sulla cima troviamo una bandiera italiana in legno e un panorama mozzafiato su lago di Lugano.
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Scendiamo dalla parte opposta oltrepassando un cippo di confine per poi scendere  verso l’ alpeggio monte Lenno. Ritornati sulla strada asfalta che taglia la dorsale dei monti proseguiamo  fino a raggiungere il rifugio Venini. Continuiamo sulla strada pianeggiante fino alla Bocchetta dell’Alpetto. Seguiamo ora la strada militare per un paio di tornanti dove troviamo i resti  di  opere difensive  costituite da una serie di  bocche da fuoco nascoste e ancora in ottimo stato di conservazione, queste postazioni facevano parte della Frontiera Nord della Linea Cadorna, un’imponente serie di postazioni di artiglieria  che andava  dal Verbano alle Orobie, costituita da 296 Km e voluta dal Generale Cadorna, riprendendo un vecchio progetto del 1882 per timore di un’invasione dell’esercito tedesco attraverso la Svizzera, un lavoro immane che impiegò oltre 20.000 operai, tra i quali molte donne.

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Oltrepassati questi manufatti   procediamo sulla cresta erbosa fino alla cima del Monte di Tremezzo.
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DSC01255Scendiamo dal versante opposto, passiamo i ruderi dell’Alpe di Tremezzo,la Bocchetta di Tremezzo e  risaliamo fino alla cima del Monte Crocione  dove troviamo una grossa croce d’acciaio e un panorama stupendo sul lago di Como.

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Torniamo  indietro fino all’Alpe di Tremezzo e  proseguiamo sul sentiero che  taglia a mezza costa e che ci porta fino all’Alpe di Mezzegra e dove  ritroviamo la strada militare che ci riporta alla Bocchetta dell’Alpetto e al Rifugio Venini.

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Dal rifugio, prendiamo il sentiero che porta  all’Osservatorio astronomico e risaliamo sulla dorsale che conduce alla cima del Monte Galbiga, dove troviamo una grande croce e uno spazio adibito a chiesa.

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Il panorama spazia dal Monte Grona, alla val Perlana, alla val d’Intelvi e il monte Rosa.

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PUNTO DI PARTENZA : Rifugio alpe di Colonno 1322m

SENTIERO: 2 var., traccia di sentiero

DISLIVELLO: 378 m

DIFFICOLTA’: E