Escursioni Trentine

Lago di Tovel 1178m

Il lago di Tovel è uno splendido lago alpino che si trova in val di Non e un tempo veniva anche chiamato Lago Rosso perché le sue acque durante i mesi estivi si tingevano di un colore rossastro. Secondo studi scientifici questo fenomeno era dovuto dalla presenza di un’alga chiamata Tovellia Sanguine, ma improvvisamente nel 1964, questo fenomeno cessò. Una leggenda popolare invece racconta che la principessa Tresenga, la figlia re di Ragoli, chiesta in sposa da molti pretendenti che però insisteva a rifiutare. Lavinto re di Tuenno, non era assolutamente propenso a rassegnarsi, e dopo essere stato respinto, mandò il suo esercito contro Ragoli. Né la principessa né il suo popolo però, erano disposti a sottomettersi al re Lavinto e risposero all’attacco. La leggenda dice che la battaglia si sia combattuta sulle rive del lago e che la principessa Tresenga sia stata trafitta da un colpo di spada proprio dallo stesso Lavinto. Il popolo di Ragoli venne sterminato sulle rive del lago e il sangue dei morti in battaglia tinse il lago. L’escursione inizia dal parcheggio in prossimità del lago, arrivati in Val di Non raggiungiamo il paese di Tuenno e imbocchiamo la SP14 della Val di Tovel, arriviamo all’ultimo parcheggio a pagamento e lasciamo l’auto. Proseguiamo fino al piccolo negozio di souvenir, l’escursione circolare può essere intrapresa in entrambe le direzioni, verso il bosco o verso l’albergo “Lago Rosso”, noi prendiamo il sentiero lungo la riva sinistra.

Proseguiamo su questo sentiero che diviene ripido e stretto ma protetto in alcuni punti più esposti con corde d’acciaio, superiamo alcuni scalini dove dobbiamo prestare un po’ di attenzione, a causa della strapiombante parete rocciosa, superato questo breve tratto esposto, continuiamo in discesa e raggiungiamo le piccole spiagge di ghiaia bianca, dove possiamo ammirare il lago in tutto il suo splendore.

Proseguiamo concedendoci una breve deviazione per ammirare la Cascata del Rislà

Riprendiamo il sentiero, ora più largo, in direzione del lago e proseguiamo attraverso il bosco a ridosso della riva. Proseguiamo fino a giungere all’albergo Lago Rosso, poco oltre incontriamo l’interessante centro visitatori, dove vale la pena di fermarsi, ed infine sempre seguendo il sentiero raggiungiamo il parcheggio.

Lago di Tovel

PUNTO DI PARTENZA : parcheggio lago di Tovel 1150m (TN)

SENTIERO: C03

DISLIVELLO: 28m

DIFFICOLTA’: E

Val di Fumo e Rifugio Val di Fumo 1997 m

La Val di Fumo è una valle trentina posizionata alla base del Carè Alto, seconda cima del gruppo dell’Adamello. Questa magnifica valle ha conservato nei secoli il suo fascino selvaggio, si ritiene che il suo nome che derivi dalle lotte che si verificavano tra gli abitanti delle valli Giudicarie e della Val Camonica per il possesso di questo territorio. I contadini bruciavano i pascoli della valle per impedire ai rivali contendenti il loro uso, da cui il nome val di Fumo. L’escursione ha inizio dal parcheggio a pagamento della Diga di Malga Bissina a 1850 m, che si raggiunge percorrendo la strada asfaltata della Valle di Daone che inizia dai Forti di Lardaro, si superano i paesi di Praso e Daone, fino a raggiungere il citato parcheggio.

Lasciata l’auto seguiamo le indicazioni del segnavia 240 e imbocchiamo la strada sterrata che costeggia ad ovest il lago artificiale di Malga Bissina

e raggiungiamo Malga Breguzzo.

Davanti a noi si apre un panorama molto suggestivo.

In primo piano notiamo una piccola cascata del Chiese dall’acqua spumeggiante e sullo sfondo la Val di Fumo chiusa dall’imponente mole del Carè Alto 3465 m.

Continuiamo sul sentiero 240 che si inoltra nella valle

salendo dolcemente tra i mughi nelle vicinanze del fiume Chiese, raggiungiamo in seguito alcune praterie dove possiamo vedere cavalli al pascolo.

Proseguiamo su un pianoro erboso, sempre a fianco del Chiese, fino a giungere alla Malga Val di Fumo 1880 m, attraversiamo il fiume su di un ponticello di legno e percorriamo la breve salita che ci porta al Rifugio Val di Fumo 1997 m

Dal rifugio possiamo ammirare un magnifico panorama che comprende il Lago di Malga Bissina e la Val Daone mentre sul lato opposto abbiamo il Carè Alto e, alla sua sinistra, vediamo le cime del suo Gruppo che sono state teatro di aspre battaglie durante la Grande Guerra: il Corno di Mezzo 2800 m, il Corno di Vigo 2939 m e la Cresta di San Valentino 2800 m, mentre alla sua destra vi sono il Monte Folletto 3300 m, i Denti di Folletto 3200 m e il Corno di Cavento 3400 m.

PUNTO DI PARTENZA : parcheggio presso il Lago artificiale di Malga Bissina 1790m

SENTIERO: 240

DISLIVELLO: 207m

DIFFICOLTA’: E

Rifugio Nino Pernici 1600m

Il Rifugio Nino Pernici si trova in Trentino tra il lago di Garda e la valle di Ledro. L’escursione inizia da Malga Trat di Lenzumo nella Val Concei. Per raggiungere il punto di partenza dell’escursione dobbiamo arrivare a Bezzecca, che si raggiunge con la S.S. 240 sia da Riva del Garda attraverso la Val di Ledro sia da Storo (Valle del Caffaro). Da qui si seguono le indicazioni per Lenzumo. Giunti al paese seguiamo la segnaletica per il rifugio e proseguiamo per circa 7 km lungo una stradina asfaltata. Lasciamo l’auto al parcheggio a poche centinaia di metri da Malga Trat. Iniziamo l’escursione, seguendo le indicazioni per il sentiero 403, percorrendo una strada sterrata

fino a Malga Trat a quota 1504m.

Oltrepassiamo la malga e proseguiamo su strada forestale fino a Bocca di Trat dove imbocchiamo il sentiero 413 che attraverso uno splendido ambiente montano ci permette di raggiungere il Rifugio Nino Pernici posto a 1600m.

Il Rifugio, ricavato da vecchi baraccamenti Austro-Ungarici, venne inaugurato nel 1929. Bellissimo il panorama sulle Giudicarie e le altra montagne circostanti.

PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio Malga Trat 1500m

SENTIERO: 413, 403

DISLIVELLO: 100m

DIFFICOLTA’: T

Passo San Nicolò 2340m

Il Passo San Nicolò, in trentino, divide la Val Contrin dalla Valle San Nicolò. L’escursione inizia dal parcheggio dell’impianto del Ciampac ad Alba di Canazei (TN), dopo aver lasciato l’auto ci incamminiamo sulla strada sterrata che parte in fondo al piazzale dove

troviamo le indicazioni del sentiero 602.

La strada sale ripida, nel bosco, ma grazie ad un sentiero possiamo tagliare i numerosi tornanti. Raggiungiamo la piccola Baita Locia de Contrin 1736m addossata ad una roccia e dove possiamo godere di un magnifico scorcio sul Sassolungo.

Procediamo in falso piano sulla strada che si inoltra nel bosco della Val Contrin. Usciti dal bosco, oltrepassiamo un cancello in legno ed entriamo in un pascolo dove incontriamo un vecchia fornace per calce restaurata.

Continuiamo sulla carrareccia che si mantiene sulla destra del torrente Ruf de Contrin in un ambiente idilliaco tra prati e mucche. Giungiamo ad un bivio dove continuiamo sul sentiero 602.

Attraversiamo il torrente e proseguiamo in salita fino a Malga Cianci

la oltrepassiamo e continuiamo, sempre in salita tra gli alberi, fino ad arrivare al Rifugio Contrin posto ai piedi della Marmolada.

Al tempo della Prima Guerra Mondiale il rifugio era il centro logistico principale Austriaco.

Nei pressi del Rifugio troviamo le indicazioni del sentiero 608 per il rifugio Passo di San Nicolò. Imbocchiamo questo sentiero, oltrepassiamo Malga Contrin

e scendiamo al torrente che attraversiamo su un ponticello di legno dove possiamo ammirare la Cima d’Ombretta.

Risaliamo il sentiero, superiamo un bosco fuori dal quale possiamo ammirare i monti circostanti

e la Val Contrin.

Continuiamo fino a giungere al Passo San Nicolò e all’omonimo rifugio posto ai piedi del Colle Ombert, magnifico il panorama che spazia dal Catinaccio, al Sella, al Pordoi e alla Marmolada.

PUNTO DI PARTENZA : Piazzale Funivia Ciampac 1486m – Alba di Canazei (TN)

SENTIERO: 602, 608

DISLIVELLO: 854m

DIFFICOLTA’: E

Cima Larici 2033m e Cima Manderiolo o Mandriolo 2049m

L’escursione inizia dal Rifugio Malga Larici 1658m che si raggiunge dalla SS 349 (Val d’Assa) che collega Asiago con Trento. Provenendo da Asiago dopo circa 12Km (oppure provenendo da Trento dopo pochi chilometri dall’Osteria Passo del Termine) incontriamo un bivio con le indicazioni per il Rifugio Val Formica e per il Rifugio Cima Larici, continuiamo superando alcuni tornanti fino a incontrare le indicazioni “Rifugio Larici da Alessio” che seguiamo fino a giungere al Rifugio. Parcheggiata l’auto nel piazzale imbocchiamo il sentiero 825 per Bocchetta Larici

e proseguiamo fra pascoli fino

a che raggiungiamo la bocchetta. Qua prendiamo il sentiero 209 in direzione Cima Larici

che in ripida salita, tra i pini mughi, ci porta in vetta a Cima Larici

dove possiamo godere di una magnifica vista sulla Valsugana.

Lasciata la vetta torniamo a Bocchetta Larici e seguiamo il sentiero 209 per Porta Manazzo. Raggiunto questo luogo, che nei secoli fu per gli abitanti dell’Altopiano la porta d’accesso alla Val di Sella e alla Valsugana, proseguiamo sul sentiero 205.

Attraversiamo un bosco e risaliamo una cresta fino a raggiungere Cima Manderiolo o Mandriolo dove è posta una grande croce metallica.

Il panorama è grandioso con vista sulla Valsugana, sui laghi di Levico e di Caldonazzo, sulla catena dei Lagorai con la cima d’Asta e sulle vette dell’Altopiano.

Per il ritorno tagliamo liberamente per prati in direzione della sottostante pozza d’alpeggio dove incontriamo la carrareccia che collega il Passo Vezzena al rifugio Larici, ci dirigiamo poi nella stessa direzione d’andata percorrendo la strada militare che ci riporta sotto Porta Manazzo.

Da porta Manazzo continuiamo sulla mulattira fino al rifugio Val Formica, lo superiamo

e torniamo al Rifugio Malga Larici.

PUNTO DI PARTENZA : Rifugio Malga Larici 1658m

SENTIERO: 209, 205, 825

DISLIVELLO: 391m

DIFFICOLTA’: E

Forcellina di Montozzo 2613m

La Forcellina di Montozzo è un passo di montagna dell’alta Val Camonica che divide la Conca del Montozzo (provincia di Brescia) dalla Valle di Peio (provincia di Trento). Durante la prima guerra mondiale la Forcellina fu teatro di aspri scontri tra i nostri Alpini e gli Austro-ungarici per la conquista dello strategico Torrione d’Albiolo, a queste operazioni belliche partecipò anche Cesare Battisti. L’escursione inizia dal piccolo borgo alpino di Case di Viso frazione di Ponte di Legno (BS). Per raggiungere questo paesino percorriamo la SS del Tonale, oltrepassiamo Ponte di Legno fino a imboccare la deviazione per il Passo Gavia, proseguiamo fino ad incontrare le indicazioni per la frazione di Pezzo che raggiungiamo, per poi proseguire  fino a raggiungere la località Case di Viso. Lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio e seguiamo le indicazioni per il Rifugio Bozzi. Raggiungiamo l’area Pic-Nic del Parco Nazionale dello Stelvio e seguiamo il sentiero 152 per il Rifugio Bozzi.

Proseguiamo su una comoda mulattiera di guerra che risale il costone orientale della valle,

in una splendida posizione panoramica, con la possibilità di avvistare branchi di stambecchi e camosci.

Dopo alcuni tornanti arriviamo nella Conca del Montozzo dove incontriamo il lago superiore del Montozzo

sopra il quale sorge il rifugio Bozzi, posto ai piedi della Cima del Montozzo. Il rifugio è intitolato al Tenente degli Alpini Angelino Bozzi, medaglia d’argento al valore, caduto in combattimento sul Torrione d’Albiolo nel 1915.

Nei pressi del lago incontriamo il segnavia del sentiero 111 per la Forcellina di Montozzo.

Mentre saliamo lungo il sentiero alle nostre spalle si apre un panorama bellissimo sulla valle di Viso e sui gruppi montuosi della Presanella e dell’Adamello.

Seguiamo il sentiero e giungiamo alla Forcellina di Montozzo

dove troviamo resti di trincee della prima guerra mondiale e una stele a ricordo. Intorno a noi possiamo ammirare le cime del Torrione d’Albiolo, Punta d’Albiolo con il Passo dei Contrabbandieri che la divide dalla Cima Casaiole.

Dalla forcella inoltre si gode un bellissimo panorama sulla valle Trentina di Peio.

PUNTO DI PARTENZA : Case di Viso Ponte di Legno (BS) 1753m

SENTIERO: 152, 111

DISLIVELLO: 860m

DIFFICOLTA’: E

Escursione Invernale al Lago delle Malghette

Il Lago delle Malghette è un lago di sbarramento di origine naturale, si trova nel Parco Naturale Adamello-Brenta, più precisamente nell’alta val Meledrio. Per fare questa escursione raggiungiamo Madonna di Campiglio (TN) e proseguiamo per Passo Campo Carlo Magno. Parcheggiamo l’auto al passo e continuiamo brevemente in discesa in direzione della Val di Sole e appena dopo il Condominio Falzè troviamo i cartelli che indicano Malga Vigo. Imbocchiamo la stradina sterrata in direzione della malga

e continuiamo sulla mulattiera che attraversa il bosco

fino raggiungere la Malga di Vigo 1830m aperta anche d’inverno.

Dalla Malga possiamo ammirare un magnifico panorama sulle Dolomiti di Brenta.

Vicino alla Malga troviamo anche il collegamento degli impianti di risalita di Madonna di Campiglio e Folgarida.
Dalla stazione di partenza dell’impianto Genziana ci dirigiamo a sinistra seguendo, con la dovuta attenzione e solo per pochi metri, la pista da sci , prendiamo, quindi, una traccia battuta che porta verso la partenza della teleferica del Rif. Malghette, fino ad incontrare le indicazioni per il rifugio e il lago delle Malghette, procediamo su questo percorso, che ricalca il sentiero estivo 201,

fino a giungere al Lago delle Malghette 1890m.

Arrivati al lago troviamo il rifugio omonimo, chiuso d’inverno, accanto a cui sorge una caratteristica chiesetta.

Anche da qua possiamo ammirare una bellissima vista sulle Dolomiti di Brenta.

Per il ritorno seguiamo il sentiero 265 direzione Malga Vigo e superiamo il piccolo ponte sull’emissario del lago passando sotto i fili della teleferica, Il sentiero ci conduce nuovamente a valle passando alle pendici del Monte Vigo. Tornati nei pressi di Malga Vigo ripercorriamo a ritroso la stradina seguita nell’andata.

PUNTO DI PARTENZA : Passo Campo Carlo Magno 1682m- Madonnadi Campiglio (TN)

SENTIERO: 201, 265

DISLIVELLO: 208m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)


Rifugio San Pietro

L’escursione inizia dal parcheggio a pagamento del Lago di Tenno, nei pressi del Club Hotel Lago di Tenno, che si raggiunge da Riva del Garda (TN) seguendo le indicazioni stradali per il paese di Tenno.
Questo lago ha avuto un’origine particolare, infatti si è formato a seguito di una enorme frana che si è staccata dal monte Misone ed ha sbarrato l’afflusso del torrente Ri Sec che successivamente è divenuto l’unico immissario.

Lasciata l’auto scendiamo le scale che portano al lago, ci dirigiamo a destra oltrepassiamo una zona pic-nic e proseguiamo a sinistra sempre seguendo la riva del lago e le indicazioni del sentiero 406 in direzione Terra Rossa.

Lasciamo alle nostre spalle il lago di Tenno sempre seguendo la mulattiera.

Giunti a Terra Rossa imbocchiamo il sentiero 406A per Casa Bastiani,

il sentiero sale nel bosco con alcuni tornanti fino a giungere alla caratteristica Casa Bastiani.

A questo punto seguiamo le indicazioni per il Rifugio San Pietro, proseguiamo immettendoci sulla strada asfaltata che proviene da Ville del Monte, continuiamo fino ad un bivio dove troviamo nuove indicazioni che ci permettono, dopo aver superato un caratteristico cancello a volta, di raggiungere

il rifugio San Pietro 974m.

Accanto al rifugio sorge la bellissima Chiesetta datata XI secolo, si tratta di un antico luogo di culto frequentato, da secoli, dalle persone dei paesi circostanti.

Dal rifugio possiamo ammirare un magnifico panorama sulla parte settentrionale del lago di Garda e

delle montagne circostanti.

Per il ritorno possiamo fare un percorso ad anello, quando ritorniamo a Casa Bastiani non seguiamo il percorso di andata, ma imbocchiamo il sentiero 406 e dopo una ripida discesa giungiamo al caratteristico paese medioevale di Canale.

Dal paese seguiamo le indicazioni per il lago di Tenno e torniamo al parcheggio.

PUNTO DI PARTENZA :parcheggio Lago di Tenno 550m (TN)

SENTIERO: 406A, 406

DISLIVELLO: 424m

DIFFICOLTA’: E

Ciaspolata ad anello a Malga Vaglianella

L’escursione ha inizio dal centro sci di fondo “Malghette” presso la località di Campo Carlo Magno che si raggiunge da Madonna di Campiglio (TN) superando il tunnel e successivamente il parcheggio Grostè. Possiamo lasciare l’auto nel parcheggio a pagamento del Centro Fondo oppure negli appositi spazi, sempre a pagamento lungo la strada. Lasciata l’auto entriamo nel Centro Fondo e calzate le ciaspole seguiamo le indicazioni per Malga Vaglianella e Malga Mondifrà.

Lungo il percorso si elevano davanti a noi le punte di Pietra Grande e Cima Grostè. Attraversiamo le piste di fondo cercando di non danneggiarle e ci inoltriamo nel bosco di larici.

Procediamo in moderata salita fino a raggiungere una radura ai piedi di Pietra Grande.

Qui incontriamo Malga Mondifrà, punto di ristoro sempre aperto in inverno.

Lasciamo la malga e, seguendo le indicazioni, ci dirigiamo verso malga Vaglianella.

Il sentiero si inerpica, con pendenza maggiore, rispetto alla prima parte, sul crinale sinistro della Val Gelada.

Procediamo nel bosco superando la pendenza con alcuni tornanti fino a giungere a Maglia Vaglianella 1826m. La malga in inverno rimane chiusa.

Dalla Malga possiamo ammirare alcuni splendidi scorci sul Crozzon di Lares e sul Gruppo dell’Adamello.

Presso la malga troviamo le indicazioni per il percorso ad anello che, percorrendo in discesa il Tovo di Vagliana, ci riporterà a Malga Mondifrà e al Centro fondo.

PUNTO DI PARTENZA : Centro sci di fondo “Malghette”1665m, Madonna di Campiglio (TN)

SENTIERO: percorso racchette da neve “Malga Vaglianella”

DISLIVELLO: 161m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

Ciaspolata a Malga Ritorto

La ciaspolata inizia dal villaggio di Patascoss, posto appena sopra Madonna di Campiglio oltre la piana di Nambino, che si raggiunge seguendo le indicazioni per Passo Campo Carlo Magno, appena fuori dal tunnel della tangenziale di Madonna di Campiglio. Lasciata l’auto nel parcheggio della pista da sci, procediamo in direzione della pista che attraversiamo con cautela ed attenzione per poi immetterci sulla mulattiera per Malga Ritorto.

Passiamo accanto ad un grosso masso di granito chiamato “sass dal Bargianela” la leggenda narra che il signor Bargianèla, un personaggio rendenese dell 800, trovò rifugio sul masso minacciato da un orsa che difendeva i suoi piccoli. Il Bargianèla aspettò per ore sul masso, fino a quando l orsa se ne andò. In ricordo di quel brutto incontro, il Bargianèla fece dipingere un ex-voto, che appese alla parete della chiesa dedicata alla Madonna di Campiglio. Quel macigno, poi, che lo aveva salvato dagli artigli dell’orsa inferocita, ancora oggi è chiamato il Sass del Bargianèla.


Proseguendo, sopra gli alberi, possiamo ammirare ampi scorci sulle le Dolomiti di Brenta.

Proseguiamo sulla mulattiera fino a giungere alla Malga Ritorto dove troviamo l’omonimo rifugio.

Qui possiamo ammirare quello che è probabilmente il più bel balcone sulle sulle Dolomiti di Brenta, lo sguardo infatti abbraccia le maggiori cime del gruppo.

PUNTO DI PARTENZA : Patascoss 1698m, Madonna di Campiglio (TN)

SENTIERO: strada forestale

DISLIVELLO: 55m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)