Escursioni Trentine

Rifugio Mandrone o Mandron 2450m

Il Rifugio Mandron “Città di Trento” si trova presso i Laghi del Mandron, in magnifica posizione su di un altopiano di fronte alle vedrette delle Lobbie e del Mandron e quindi all’area glaciale dell’Adamello, la più estesa delle Alpi italiane. L’itinerario ha inizio dal parcheggio di Malga Bedole 1584m

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in Val di Genova (Tn), che si raggiunge dal paese di Carisolo percorrendo tutta la Val di Genova. Ricordiamo che in stagione  il parcheggio è a pagamento e che si può raggiungere la Malga anche con il bus navetta che parte da Ponte di Carisolo  facendo servizio lungo tutti i parcheggi della valle. Durante l’attraversamento della valle raccomandiamo una sosta per ammirare le famose cascate di Nardis. Lasciata l’auto nel grande parcheggio, seguendo le indicazioni,  imbocchiamo la sterrata che ci porta al Rifugio Bedole 1641m.

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Superato il Rifugio imbocchiamo il sentiero 212

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che risale il fianco della valle, con numerosi tornanti, in questo settore oltrepassiamo un ponte in legno

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su una cascata.

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Salendo nel bosco godiamo di alcuni scorci sul sottostante fiume Sarca.

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Usciti dal bosco possiamo ammirare, sull’altro versante della valle, i ghiacciai del Matarot e del Mandron da cui scendono impetuose cascate.

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Raggiungiamo e superiamo l’indicazione di metà percorso,

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ora il sentiero prosegue in diagonale in direzione ovest, oltrepassiamo un passaggio con corde fisse e

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raggiungiamo  il bivio del sentiero 220 chiamato i Crozzetti.

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Sempre sul sentiero 212 affrontiamo due passaggi esposti,

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ma protetti con funi di sicurezza e raggiungiamo il

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Centro Glaciologico Julius Payer,

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bel punto di osservazione sul ghiacciaio del Mandron e dentro il quale vi sono pannelli descrittivi  sui ghiacciai e sull’ambiente montano.

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Proseguiamo oltrepassando un ponticello di legno

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e incontriamo la chiesetta del Mandron.

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Da qui in breve raggiungiamo il Rifugio Mandron

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con magnifica vista sui vicinissimi laghetti omonimi,

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sulla vedretta delle Lobbie, sul ghiacciaio Mandron e sulla catena delle cime adamelline che fanno da confine con la provincia di Brescia.

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PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio Malga Bedole (TN) 1584m

SENTIERO: 212

DISLIVELLO: 866m

DIFFICOLTA’: E-EE ( in caso pioggia o ghiaccio)

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Monte Tonale Orientale 2696m

Il Monte Tonale Orientale è una delle ultime propaggini meridionali del Gruppo Ortles/Cevedale, si eleva nel versante trentino del Passo del Tonale, per cui durante  la grande guerra era sede dei comando austro-ungarico e si opponeva alle truppe italiane che si trovano sul dirimpettaio Monte Tonale Occidentale e sul Gruppo dell’Adamello. L’escursione ha inizio dall’Ospizio San Bartolomeo che si raggiunge dal passo del Tonale dirigendosi verso il parcheggio della seggiovia Val Albiolo e imboccando successivamente la stradina asfaltata che si dirige a destra verso la visibile costruzione del Ospizio. Lasciata l’auto nei pressi dell’ospizio,

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ci dirigiamo sul retro di quest’ultimo, dove troviamo e seguiamo la traccia in salita che ci porta in breve ad un incrocio dove sono posti vari segnavia.

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Noi imbocchiamo il sentiero 161 che inizia con un lungo traverso tra  pascoli e marmotte.

 

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Il sentiero  si sviluppa in parallelo con la seggiovia della Val Albiolo. Nel proseguo incrociamo il sentiero proveniente dalla Malga Albiolo.

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Da qui iniziamo a risalire il fianco del monte con alcuni tornanti, abbiamo così la possibilità di ammirare alcune belle vedute sulla Presanella e sull’adiacente Gruppo dell’Adamello.

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Lungo il percorso possiamo osservare sul terreno le buche lasciate dalle bombe italiane sparate dal fronte adamellino durante la grande guerra.

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Raggiungiamo un altro incrocio che ci indica una deviazione che premette di visitare, per chi lo volesse, alcune trincee austroungariche. Risaliamo sempre il sentiero 161, passiamo accanto ad una grotta,

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superiamo un ponticello leggermente esposto, ma protetto con una fune di sicurezza

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e giungiamo infine alla Sella della Città Morta

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i cui resti vediamo sotto di noi.

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Questo era il centro logistico di comando degli imperiali. Iniziamo ora l’ascesa alla cima del monte,

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qui il fondo del sentiero cambia e diviene roccioso per cui in caso di pioggia si deve  prestare la dovuta attenzione.  Risaliamo con alcuni brevi tornanti, superiamo i resti di una costruzione e in breve

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giungiamo sulla vetta dove troviamo due croci , una metallica e una piccola in legno.

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Magnifico il panorama a 360° che comprende  il sottostante Passo del Tonale, la cima dell’Adamello con il suo gruppo, la Cima Presanella con il suo ghiacciaio, il monte Vioz,

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il monte Redival, la Torre e la Punta d’Albiolo, il Passo dei Contrabbandieri, la Cima Casaiole e il monte Tonale occidentale.

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PUNTO DI PARTENZA : Ospizio San Bartolomeo – Passo del Tonale 1971m

SENTIERO: 161

DISLIVELLO: 725m

DIFFICOLTA’: E-EE ( in caso pioggia o ghiaccio)

 

 

 

Cima Cavallazza 2324m

Cima Cavallazza è una montagna che fa parte del Gruppo del Lagorai e si trova a sud-ovest di Passo Rolle. Questa cima fu teatro di sanguinosi combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale, infatti, ancora oggi, possiamo trovare resti di trincee, camminamenti, fortificazioni e gallerie. L’escursione inizia da Malga Rolle a 1910 m che si trova nei pressi del Passo Rolle, raggiungibile sia dal paese di Predazzo in val di Fiemme sia da San Martino di Castrozza in Valle del Primiero. Lasciata l’auto nel parcheggio di Malga Rolle seguiamo le indicazioni per il Rifugio e i laghi Colbricon.

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Passiamo accanto ad una seggiovia e ci inoltriamo nel bosco, seguendo sempre le indicazioni per il rifugio. Ci troviamo su un sentiero “adottato” da AKU trekking & outdoor footwear.

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Arrivati al rifugio Colbricon

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possiamo ammirare i laghi e il Monte Colbricon.

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Oltrepassiamo il rifugio e incontriamo il bivio per Cima Cavallazza.

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Il sentiero sale ripido tra prati e moreniche.

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Sotto la cima deviamo per raggiungere la croce, qui

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incontriamo delle trincee della Prima Guerra Mondiale, proseguiamo

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e giungiamo sulla Cima Cavallazza dove è posta una croce di legno.

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Da qui possiamo ammirare il Cavallazza Piccolo, le Pale di San Martino, Latermar e gli altri gruppi Dolomitici.

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PUNTO DI PARTENZA : Malga Rolle 1900m

SENTIERO: 348

DISLIVELLO: 424m

DIFFICOLTA’: E

Rifugio Roda di Vael 2283m e Monumento a Christomannos

Un aquila di bronzo è il monumento, costruito nel 1912 e ripristinato nel 1959, dedicato a Theodor Christomannos, nato a Vienna da famiglia di origine greca, che, si narra, salì il Monte Ortles calzando scarpe da cerimonia. Christomannos fu un grande estimatore della zona dolomitica, ne capì le potenzialità turistiche e ideò la Grande Strada delle Dolomiti che collega Bolzano con Cortina e Dobbiaco. L’escursione ha inizio dal Passo Costalunga detto anche Passo Carezza che possiamo raggiungere da Vigo di Fassa (TN) o da Nova Levante (BZ). Dal Passo seguiamo il sentiero 548 per il Rifugio Paolina

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fino a raggiungere un bivio dove lasciamo il sentiero 548 e imbocchiamo il sentiero 552 sempre per il Rifugio Paolina.

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Il sentiero sale nel bosco, in questo tratto possiamo godere di alcuni splendidi scorci  sul Latemar. Passiamo accanto ad una baita e sempre seguendo il sentiero per il Rifugio passiamo sotto la funivia, che

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raggiunge il rifugio Paolina, proseguiamo lungo il sentiero fino a raggiungere il rifugio.

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Ora seguiamo il sentiero 539 che sale al Monumento Christomannos.

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Il sentiero sale verso il monumento con magnifica vista  sul Latemar.

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Raggiungiamo infine la roccia su cui è posta la maestosa Aquila di bronzo dedicata a Christomannos .

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Ci lasciamo alle spalle il monumento e

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proseguiamo in leggera discesa sul sentiero 549 fino a

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raggiungere un bivio, che al ritorno ci porterà al Passo Costalunga.  Proseguiamo quindi fino a giungere al Rifugio Roda di Vael (Rotwandhutte), la cui costruzione si deve  proprio a Christomannos e

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in breve  raggiungiamo anche la vicina Baita Pederiva 2275m

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con il suo tetto con la scritta “Ciao”.

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Da questo punto di osservazione  il panorama è stupendo in particolare sul Gruppo del Catinaccio.

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Scendiamo al bivio precedente e ritorniamo al Passo Carezza detto anche  Passo Costalunga .

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PUNTO DI PARTENZA : Passo Costalunga o Passo Carezza 1752m

SENTIERO: 548, 552, 539, 549

DISLIVELLO: 531m

DIFFICOLTA’: E

Cima Dodici 2336m o Monte Ferozzo

La Cima Dodici o Cima XII oppure, come veniva chiamata nella antica parlata cimbra, monte Ferozzo e’ la vetta più alta dell’Altopiano di Asiago e di tutta la provincia di Vicenza con i suoi 2336 metri di quota. Il nome Cima Dodici invece ha avuto origine nel paese di Borgo Valsugana poiché in alcuni periodi dell’anno, il sole alle ore 12 scompare per alcuni minuti coperto dall’ombra proveniente dalla cima del monte. Questa montagna si eleva nella parte nord dell’Altopiano, sul confine con il Trentino e curiosamente la Cima si trova in parte in territorio Veneto e in parte in Trentino.  L’escursione inizia da Malga Galmarara che si raggiunge da Asiago percorrendo la strada che conduce a Camporovere di Roana, quindi si prosegue lungo la SS349 in direzione di Passo Vezzena dove in corrispondenza di una curva a destra inizia la mulattiera che conduce a Malga Galmarara. Arrivati alla malga parcheggiamo la macchina negli appositi spiazzi e imbocchiamo il  sentiero 830.

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Il sentiero inizia tra i mughi e per un paio di km prosegue con continui saliscendi, mentre percorriamo questo settore possiamo ammirare il Corno di Campo Bianco,

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quindi raggiungiamo e oltrepassiamo il Bivacco Bivio Italia.

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Dal Bivacco scendiamo di pochi metri e giungiamo al Bivio Italia

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dove confluiscono vari sentieri. Dal bivio iniziamo a vedere la Cima.

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Ora  imbocchiamo il sentiero 835 detto anche “Kaiser Karl Strasse”.

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In questo settore incontriamo ciò  che resta di alcune fortificazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

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Giungiamo ad una altro bivio dove lasciamo la carrareccia che ci porterebbe al Monte Ortigara e proseguiamo sul sentiero per Cima Dodici. Sul percorso passiamo accanto ad una voragine che sul fondo conserva ancora neve anche durante il periodo estivo.

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Proseguiamo tra i pini mughi fino a giungere al  Bivio con Sentiero 208 e continuiamo sempre verso Cima Dodici.

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Da qui il sentiero si fa più ripido e dobbiamo procedere con la dovuta attenzione in caso di pioggia o ghiaccio, per la presenza di rocce carsiche,

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continuiamo fino a raggiungere la cima dove troviamo una Croce in legno piantata qui dagli abitanti di Asiago in occasione dell’Anno Santo e poco distante

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troviamo la Croce in ferro posta l’anno 1969 dalla Sezione Sat di Borgo Valsugana.

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Dalla vetta possiamo godere l’ampio panorama sulla Valsugana e sull’Altipiano dei sette comuni.

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PUNTO DI PARTENZA : Malga Galmarara 1614m (VI)

SENTIERO: 830,835

DISLIVELLO: 722m

DIFFICOLTA’: E

Lago Antermoia, Rifugio Antermoia 2496m e Monte Mantello 2567m

Il lago d’Antermoia è un lago di origine glaciale ed è uno dei più alti laghi delle Dolomiti,  si trova vicino al Rifugio Antermoia. L’escursione inizia da Campitello di Fassa, paese della Val di Fassa che raggiungiamo seguendo la strada statale 48 delle Dolomiti. Parcheggiamo l’auto in prossimità della “Streda de Salin” dove troviamo le indicazioni per il Rifugio Antermoia.

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Seguendo le indicazioni ci incamminiamo sulla strada, superiamo un piccolo parcheggio e risaliamo su una strada cementata

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seguendo le indicazioni per il rifugio Micheluzzi. Lungo il percorso incontriamo alcune caratteristiche santelle votive.

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Raggiungiamo e superiamo la baita Fraines,

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proseguiamo fino a giungere al Rifugio Micheluzzi.

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Da qui seguiamo le indicazioni per il Rifugio Antermoia.

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Lasciamo il rifugio Micheluzzi e continuiamo in falso piano, in questo tratto di escursione  possiamo ammirare il fascino della Val Duron con le sue baite , i pascoli verdeggianti e il  caratteristico rio Duron che la percorre. La Val Duron è stata classificata sito SIC (Site of Community Importance), zona speciale di conservazione e protezione perché luogo di riproduzione di relitti glaciali in via di estinzione.

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Questa valle si trova tra la Val di Dona a sinistra e il Sassopiatto a destra, davanti a noi possiamo intravedere le Cime di Terra Rossa.

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Ci inoltriamo nella valle, superiamo la baita Brach,

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e giungiamo ad un ponte dove abbandoniamo la mulattiera e imbocchiamo

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un sentiero che risale ripidamente un pascolo per poi

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raggiungere il Passo delle Ciaregole 2282 m dove il panorama si fa grandioso sulle cime circostanti. Continuiamo sul sentiero 580,

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che da erboso diviene pietroso, passiamo sotto le pareti della Cima Principale di Dona che incombono sulla nostra destra.

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Continuiamo a salire con alcuni tornanti

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fino al Passo di Dona 2516m dove giunge anche la teleferica del Rifugio Antermoia. In prossimità del Passo imbocchiamo la traccia che si stacca a sinistra,

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seguendo le evidenti tracce e ometti di pietra fino a raggiungere il Monte Mantello. Dalla cima erbosa il panorama spazia dal Sassolungo, al gruppo del Sella, alla Marmolada e  alle Pale di S. Martino.

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Dalla Cima ritorniamo al Passo di Dona e seguiamo il sentiero che ci porta

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al Rifugio Antermoia. Da qui in breve raggiungiamo

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il bellissimo Lago di Antermoia.

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PUNTO DI PARTENZA : Campitello di Fassa (TN) 1448m

SENTIERO: 578, 580

DISLIVELLO: 1119m

DIFFICOLTA’: E

Ciaspolata al Monte Cimone 1525m

Il Monte Cimone è posto tra l’altipiano di Lavarone e la Val Sugana. L’escursione ha inizio dal paesino di Bertoldi che, seguendo le indicazioni, si raggiunge da Lavarone. Lasciamo l’auto al parcheggio del centro Triangolo posto di fronte alle piste baby e di slittino. Raggiungiamo la vicina Chiesetta dove troviamo le indicazioni per il Monte Cimone,

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risaliamo fino alla caratteristica fontana del Tomaso

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dove calziamo le ciaspole e ci dirigiamo a sinistra

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sempre  sul sentiero 224 .

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Ci inoltriamo in un magnifico bosco, oltrepassiamo una casa diroccata e seguiamo i cartelli

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fino a giungere ad un bivio dove noi ci manteniamo sul sentiero 224.

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Raggiungiamo un altro bivio con il sentiero 220 e indicazioni per il monte Cimone,

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imbocchiamo questo sentiero e in breve giungiamo sulla cima del Monte Cimone

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dove possiamo ammirare alcuni scorci sulla sottostante  Val Sugana.

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Torniamo sui nostri passi fino a rincontrare il precedente bivio dove avevamo cambiato sentiero, adesso seguiamo le indicazioni per  la baita Belem. Continuiamo sul sentiero fino ad un magnifico balcone naturale  sulla Val Sugana con vista sui laghi di Caldonazzo e Levico.

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Proseguiamo con percorso in saliscendi, sempre seguendo i segnavia bianco e rossi, fino al bivio dove seguiamo sempre le indicazioni per Baita Belem

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che raggiungiamo  in poco tempo.

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Questo  Bivacco è stato costruito sui ruderi dell’ ex malga Belem ed è di proprietà della Sat sez. Lavarone.  Continuiamo in discesa,  seguendo le indicazioni per Gionghi – Lavarone, fino ad incontrare i cartelli con le indicazioni per il Cimitero Austroungarico che

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raggiungiamo in breve tempo.

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Il Cimitero Austroungarico di  Slaghenaufi venne costruito nei pressi di un ospedale militare austroungarico ed è curato dai Cavalieri di Malta. Vi sono sepolti  i resti di 748 soldati  caduti sul fronte degli Altipiani tra il 1916 ed il 1918 ed è posto su di una piccola altura. DSC08421

Proseguiamo oltre il cimitero seguendo le indicazioni per Bertoldi, superiamo la  piccola frazione di Slaghenaufi e raggiungiamo nuovamente il parcheggio.

PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio Bertoldi Frazione di  Lavarone (TN) 1173m

SENTIERO:  224, 220, 223

DISLIVELLO: 352m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

Ciaspolata sul Monte Maggio 1853m

Il Monte Maggio  è una montagna dell’Altopiano di Folgaria  posta  sul confine tra le provincie di Trento e Vicenza. Durante la Grande Guerra sulla sua dorsale passava il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico. L’escursione ha inizio da Passo Coe (TN) dove si lascia l’auto nel parcheggio a pagamento del Centro Fondo posto nelle vicinanze del  Rifugio La Stua. Dal parcheggio si può già vedere la grande croce del Monte Maggio. Lasciata l’auto ci dirigiamo verso il Rifugio dove troviamo le indicazioni del sentiero 124 per il Monte Maggio, che qui coincide con il  sentiero europeo E5. Calzate le ciaspole seguiamo  le indicazioni  e attraversiamo con cautela,

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per non danneggiare i binari,  le piste di fondo. Proseguiamo seguendo le indicazioni e ci

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inoltriamo nel bosco in un paesaggio incantato. Attraversiamo un cancelletto di legno,

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superiamo un paio di volte la pista di fondo e proseguiamo brevemente in parallelo

 

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a quest’ultima fino a che il sentiero inizia ad inerpicarsi,

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lo seguiamo e dopo una regolare salita

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raggiungiamo la croce di vetta.

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Il panorama è immenso e spazia dal Gruppo del Pasubio con il Col Santo, Il Col Santino, il Roite, I Denti e il Palon, mentre dal lato della Val Lagarina vediamo lo Stivo e il Bondone,  sul lato della pianura vicentina possiamo vedere il Toraro e il Campomolon.

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PUNTO DI PARTENZA : Passo Coe 1610 m (TN)

SENTIERO: 124

DISLIVELLO: 243m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

 

Piz Boè 3152m

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Il Piz Boè  è il picco più alto del massiccio del Sella, dalla sua posizione si può ammirare  un panorama straordinario e unico sui più famosi  gruppi dolomitici come il Catinaccio, il Sassolungo, le Odle, la Marmolada, le Tofane, il Pelmo, il Civetta e molti altri. L’escursione ha inizio dal Passo Pordoi 2239 m dove lasciamo l’auto e saliamo sulla funivia che in breve tempo ci porta al Sass Pordoi 2950 m.

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Scesi dalla funivia  imbocchiamo  il sentiero 627A  per il Rifugio Forcella Pordoi .

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L’ambiente che ci circonda ha un aspetto lunare. Scendiamo seguendo il sentiero fino

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a che dopo aver  superando alcune facili roccette raggiungiamo la forcella Pordoi

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con l’omonimo rifugio. Dalla forcella prendiamo il sentiero 627 Rifugio Boè,

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passiamo accanto ad un crocifisso e vediamo la nostra meta davanti a noi.

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Continuiamo sul sentiero fino ad incontrare il bivio con il sentiero 638,

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imbocchiamo quest´ultimo e raggiungiamo un vasto altopiano antistante la vetta.

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Inizia ora la parte più impegnativa dell’ascensione. Risaliamo il sentiero, superiamo alcuni tratti esposti  protetti  da corde fisse, fino a che

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raggiungiamo  il  rifugio e la croce posta sulla vetta del Piz Boè 3152 m

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Il panorama è spettacolare.

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Per la discesa ripercorriamo il percorso di salita.

 

PUNTO DI PARTENZA : Funivia Sass Pordoi 2950m (TN)

SENTIERO: 627A, 627, 638

DISLIVELLO: 202m

DIFFICOLTA’: EE

Cristo Pensante sul Castellazzo 2333m

Il Cristo Pensante è una statua di marmo bianco di Predazzo, scolpito da Paolo Lauton, che rappresenta Gesù seduto su una roccia mentre sta pensando. La corona di spine è stata realizzata con il filo spinato della Grande Guerra. La statua  è stata posata sul Castellazzo il 16 giugno 2009. L’escursione inizia dal Passo Rolle dove lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio.  Ci incamminiamo in discesa in direzione di San Martino di Castrozza, dove alla prima curva troviamo le indicazioni per il Castellazzo

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oltre ad un  piccolo stabile. Da qui proseguiamo, sulla sinistra, su di una stradina sterrata , lungo questo tratto di percorso abbiamo la possibilità di ammirare le Pale di San Martino con lo spettacolare Cimon della Pala, detto anche il Cervino delle Dolomiti.

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Raggiungiamo quindi  il Rifugio Capanna Cervino

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dove possiamo già ammirare il Castellazzo. Continuiamo, sempre sulla sterrata, fino ad arrivare ad un bivio con indicazioni

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per il Castellaz  dove noi ci dirigiamo  passando attraverso prati .

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Giunti ai piedi del Castellaccio continuiamo sul sentiero che ora  sale  ripido sul versante sud, proseguiamo attraverso un grande ghiaione, che

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risaliamo con ripidi tornantini  fino a raggiungere la statua del Cristo Pensante.

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Continuando sul sentiero con una breve deviazione fino a raggiungere la vera cima del Castellazzo dove

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troviamo resti di costruzioni risalenti alla  prima guerra mondiale.

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Magnifico il panorama che spazia su gran parte delle Dolomiti.

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Scendiamo dal versante opposto sul sentiero

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che con stretti tornanti ci consente di raggiungere un  pianoro  dove troviamo  le indicazioni per Baita Segantini .

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Dalla Baita possiamo godere un magnifico panorama sulle Pale di San Martino.

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Da questo punto,  seguendo le indicazioni, raggiungiamo la Capanna Cervino e infine a Passo Rolle.

 

PUNTO DI PARTENZA : Passo Rolle 1984m (TN)

SENTIERO: Castellaz e Cristo Pensante

DISLIVELLO: 349m

DIFFICOLTÀ’: E