Escursioni Trentine

Piz Boè 3152m

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Il Piz Boè  è il picco più alto del massiccio del Sella, dalla sua posizione si può ammirare  un panorama straordinario e unico sui più famosi  gruppi dolomitici come il Catinaccio, il Sassolungo, le Odle, la Marmolada, le Tofane, il Pelmo, il Civetta e molti altri. L’escursione ha inizio dal Passo Pordoi 2239 m dove lasciamo l’auto e saliamo sulla funivia che in breve tempo ci porta al Sass Pordoi 2950 m.

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Scesi dalla funivia  imbocchiamo  il sentiero 627A  per il Rifugio Forcella Pordoi .

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L’ambiente che ci circonda ha un aspetto lunare. Scendiamo seguendo il sentiero fino

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a che dopo aver  superando alcune facili roccette raggiungiamo la forcella Pordoi

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con l’omonimo rifugio. Dalla forcella prendiamo il sentiero 627 Rifugio Boè,

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passiamo accanto ad un crocifisso e vediamo la nostra meta davanti a noi.

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Continuiamo sul sentiero fino ad incontrare il bivio con il sentiero 638,

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imbocchiamo quest´ultimo e raggiungiamo un vasto altopiano antistante la vetta.

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Inizia ora la parte più impegnativa dell’ascensione. Risaliamo il sentiero, superiamo alcuni tratti esposti  protetti  da corde fisse, fino a che

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raggiungiamo  il  rifugio e la croce posta sulla vetta del Piz Boè 3152 m

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Il panorama è spettacolare.

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Per la discesa ripercorriamo il percorso di salita.

 

PUNTO DI PARTENZA : Funivia Sass Pordoi 2950m (TN)

SENTIERO: 627A, 627, 638

DISLIVELLO: 202m

DIFFICOLTA’: EE

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Cristo Pensante sul Castellazzo 2333m

Il Cristo Pensante è una statua di marmo bianco di Predazzo, scolpito da Paolo Lauton, che rappresenta Gesù seduto su una roccia mentre sta pensando. La corona di spine è stata realizzata con il filo spinato della Grande Guerra. La statua  è stata posata sul Castellazzo il 16 giugno 2009. L’escursione inizia dal Passo Rolle dove lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio.  Ci incamminiamo in discesa in direzione di San Martino di Castrozza, dove alla prima curva troviamo le indicazioni per il Castellazzo

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oltre ad un  piccolo stabile. Da qui proseguiamo, sulla sinistra, su di una stradina sterrata , lungo questo tratto di percorso abbiamo la possibilità di ammirare le Pale di San Martino con lo spettacolare Cimon della Pala, detto anche il Cervino delle Dolomiti.

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Raggiungiamo quindi  il Rifugio Capanna Cervino

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dove possiamo già ammirare il Castellazzo. Continuiamo, sempre sulla sterrata, fino ad arrivare ad un bivio con indicazioni

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per il Castellaz  dove noi ci dirigiamo  passando attraverso prati .

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Giunti ai piedi del Castellaccio continuiamo sul sentiero che ora  sale  ripido sul versante sud, proseguiamo attraverso un grande ghiaione, che

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risaliamo con ripidi tornantini  fino a raggiungere la statua del Cristo Pensante.

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Continuando sul sentiero con una breve deviazione fino a raggiungere la vera cima del Castellazzo dove

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troviamo resti di costruzioni risalenti alla  prima guerra mondiale.

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Magnifico il panorama che spazia su gran parte delle Dolomiti.

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Scendiamo dal versante opposto sul sentiero

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che con stretti tornanti ci consente di raggiungere un  pianoro  dove troviamo  le indicazioni per Baita Segantini .

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Dalla Baita possiamo godere un magnifico panorama sulle Pale di San Martino.

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Da questo punto,  seguendo le indicazioni, raggiungiamo la Capanna Cervino e infine a Passo Rolle.

 

PUNTO DI PARTENZA : Passo Rolle 1984m (TN)

SENTIERO: Castellaz e Cristo Pensante

DISLIVELLO: 349m

DIFFICOLTÀ’: E


Gallerie del Padon

Il Padon è una montagna che si trova tra il Col di Lana e la Marmolada, sulla quale si trovano testimonianze di ciò che è accaduto tra l’estate del 1915 e l’autunno del 1917 durante la prima guerra mondiale. Qui troviamo camminamenti, trincee e postazioni militari. L’escursione inizia dalla stazione a monte della seggiovia Padon. In prossimità della stazione possiamo vedere un obice italiano che risale, però, al secondo conflitto mondiale.

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Dalla seggiovia  seguiamo le indicazioni per il bivacco Bontadini.

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Il sentiero sale ripidamente con alcuni tratti esposti che si superano con l’aiuto

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di funi metalliche.

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Risaliamo le pendici fino a raggiungere il bivacco a 2552m dedicato alla memoria del Colonnello degli Alpini Ernesto Bontadini di Monza, combattente della Prima Guerra Mondiale.
Il bivacco e’ collocato nel punto in cui, in periodo bellico, c’era una postazione d’artiglieria.

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Da questa posizione abbiamo una magnifica vista sulla Marmolada.

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Nei pressi del Bivacco sono ancora ben visibili i resti delle postazioni italiane: tra esse, appare di particolare interesse una lunga galleria

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(circa 300 m) scavata nella roccia,

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con numerose diramazioni che portano a postazioni e feritoie con campo di tiro ed osservazione verso il ghiacciaio della Marmolada.
Nella medesima galleria ha anche termine la Ferrata delle Trincee.

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PUNTO DI PARTENZA : Seggiovia Capanna Bill- Passo Padon  2401m (BL)

SENTIERO: sentiero Bivacco Bontadini

DISLIVELLO:  154m

DIFFICOLTA’: EE

Rifugi ai Brentei 2182m, Tuckett 2272m e Casinei 1850m Dolomiti di Brenta

Le Dolomiti di Brenta sono l’unico gruppo dolomitico trentino che si trova ad ovest del fiume Adige inoltre fanno parte del Parco naturale Adamello-Brenta. L’escursione ha inizio dal Rifugio Vallesinella a Madonna di Campiglio che raggiungiamo in auto prima delle 9.45 perchè dopo si può raggiungere il rifugio solo con il bus navetta. Lasciata l’auto o il bus nel grande parcheggio proseguiamo seguendo le indicazioni del sentiero 317 in direzione Rifugio Casinei,

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oltrepassiamo una tettoia e scendiamo fino al ponte di legno che ci permette di superare il torrente Sarca di Vallesinella.

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Dopo il ponte proseguiamo nel bosco, risaliamo i numerosi tornanti, anche con l’ausilio di alcuni gradini nei punti più scivolosi,

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fino a raggiungere il Rifugio Casinei 1850m.

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Il Rifugio, costruito nel 1909, è posto in una radura circondato da un bosco di abeti.  Bellissima la vista sui gruppi della Presanella e dell’Adamello,

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inoltre il rifugio è un importante snodo di vari sentieri. Noi imbocchiamo il sentiero  318 per il rifugio Brentei.

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Il sentiero taglia i fianchi della montagna ed entra nella valle di Brenta Alta da dove iniziamo ad vedere i colossi dolomitici Crozzon di Brenta e cima Tosa.

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Procediamo sul sentiero prestando la dovuta attenzione ad alcuni tratti leggermente esposti.

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Raggiungiamo la Valle del Fridolin dove vi è l’incrocio con il sentiero 328 per la Sella del Fridolin e il Rifugio Tuckett che imboccheremo al ritorno.

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Proseguiamo sul sentiero 318 fino ad una cengia esposta ma dotata di funi metalliche,

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successivamente  incontriamo la caratteristica Galleria Arnaldo Bogani.

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Raggiungiamo infine il pianoro erboso dove sorge il Rifugio Maria e Alberto ai Brentei, posto al centro del gruppo di Brenta e gestito dal CAI di Monza. Dietro il rifugio sorge la caratteristica chiesetta dedicata ai caduti della montagna con sullo sfondo la cima di Brenta Bassa.

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Nei pressi del rifugio partono alcune delle classiche escursioni ferrate del Brenta. L’ambiente che lo circonda è grandioso e spazia dalle Punte di Campiglio, alla Cima Mandron mentre alle sue spalle possiamo vedere l’immensa parete est del Crozzon di Brenta con il ghiacciato Canalone Neri che lo collega alla Cima Tosa.

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Torniamo fino alla Valle del Fridolin, imbocchiamo il sentiero 328 e saliamo attraverso mughi fino alla Sella del Fridolin, proseguiamo quindi attraverso ghiaioni e massi enormi

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fino a raggiungere i Rifugi Sella e Tuckett 2272m che sorgono ai piedi del Castelletto Inferiore e di fronte alla Punta Massari.

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Il Rifugio Tuckett fu costruito nel 1906 dagli alpinisti della Sektion Berlin del D.u.Oe.A.V che lo dedicarono all’alpinista britannico Francis Fox Tuckett. Mentre il Rifugio Quintino Sella venne costruito dai membri della Sat sempre nel 1906 in competizione con i tedeschi, oggi entrambi i rifugi sono gestiti dal Sat di Trento. Lasciamo i rifugi e imbocchiamo in discesa il sentiero 317 che,

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prima tra rocce e successivamente tra prati,

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ci riporta al Rifugio Casinei e successivamente al parcheggio di Vallesinella.

 

PUNTO DI PARTENZA : Rifugio Vallesinella 1513m Madonna di Campiglio (TN)

SENTIERO: 317, 318 e 328

DISLIVELLO: 762m

DIFFICOLTA’: E

Cima Juribrutto 2697m e Cima Bocche 2754m

Cima Bocche e Cima Juribrutto sono delle montagne trentine che fanno parte della   catena di Cima Bocche, poste fra il Gruppo della Marmolada, il Lagorai e le Pale di San Martino. Durante la prima  guerra mondiale sono state zone di grandi combattimenti fra l’esercito Austriaco posizionato su Cima Bocche, e quello Italiano schierato su Cima Juribrutto, dove ancora oggi sono ben evidenti i resti di trincee e postazioni. Salendo da Moena raggiungiamo il passo San Pellegrino e parcheggiamo l’auto nel piazzale della Funivia Col Margherita dove prendiamo la funivia. Arrivati alla stazione a monte proseguiamo verso una porta di legno

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e seguiamo le indicazioni  Alta Via Mariotta.

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Proseguiamo sul  sentiero lungo una dorsale panoramica

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e avanziamo tra resti di trincee e baraccamenti della grande guerra. Continuiamo sul sentiero

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fino a giungere all’attacco della ripida dorsale per cima Juribrutto; risaliamo

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il tratto ripido e oltrepassando alcuni tratti esposti e arriviamo ad una prima croce e

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poi in breve raggiungiamo la Cima Juribrutto 2697m.

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Continuiamo sul sentiero che scende sul versante opposto tra grossi massi e resti di trincee fino a raggiungere il Passo Juribrutto 2381m,

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qui imbocchiamo il sentiero 628 per Cima Bocche. Seguiamo il sentiero che sale ripido tra sassoni, lungo il percorso possiamo ammirare dall’alto il lago di Juribrutto.

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Arriviamo alla Forcella di Lasté di Bocche e

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seguiamo le indicazioni per Cima Bocche.

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Proseguiamo sulla dorsale finale dove le pendenze sono più moderate

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ed in breve giungiamo in vetta dove troviamo un crocifisso di legno.

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Attorno a noi abbiamo un panorama stupendo sulle Dolomiti, sulle Pale di San Martino, sui Lagorai e sulla Marmolada.

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Ritorniamo al Passo di Juribrutto dove prendiamo il sentiero 628 per il Passo San Pellegrino. Cominciamo a scendere e

 

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giungiamo alla Forcella Grana 2340m.

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Continuiamo sul sentiero fino a giungere al Col de le Palue dove troviamo i resti della prima linea italiana e dove si possono vedere ancora oggi le gallerie e i ricoveri.

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Continuiamo sul sentiero

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che ci porta fino al passo San Pellegrino e al parcheggio della funivia.

PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio Funivia Col Margherita 2513m – Passo San Pellegrino (TN)

SENTIERO: Alta via Mariotta, 628

DISLIVELLO: 836m

DIFFICOLTA’: E-EE

Rifugio Vajolet 2243m, Rifugio Preuss 2243m, Rifugio Re Alberto I° 2621m e Rifugio Passo Principe 2601m

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I rifugi Vajolet, Preuss, Re Alberto I° e  Passo Principe si trovano nel Gruppo del Catinaccio nelle Dolomiti. L’escursione inizia dal rifugio Gardeccia che si raggiunge da Pera di Fassa con un servizio di pulmini. Arrivati al rifugio Gardeccia

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proseguiamo per il rifugio Vajolet sentiero 546

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che raggiungiamo su comoda mulattiera.

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Vicino al rifugio Vajolet troviamo anche il rifugio Preuss costruito dalla guida alpina Tita Piaz e da lui dedicato a Paul Preuss  famoso scalatore del 1900 e precursore dell’arrampicata libera.

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Salendo si possono ammirare in tutta la loro ampiezza il Catinaccio e le Torri del Vajolet. Proseguiamo sulla mulattiera fino a trovare il bivio per il rifugio Re Alberto.

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Qui imbocchiamo il sentiero 542 che

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si inerpica su un percorso misto di roccette e ghiaia, ma il sentiero, nei passaggi più impegnativi, è dotato di  funi di ferro che ci permettono di superarli in modo più sicuro.

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Durante la salita alle nostre spalle possiamo vedere i rifugi Vajolet e Preuss.

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Raggiungiamo il rifugio Re Alberto e qui

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il panorama è magnifico, si possono ammirare le torri del Vajolet

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la conca del Gartl, circondata dalla Croda di Re Laurino e dalla parete nord del Catinaccio.

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Torniamo indietro sui nostri passi fino al bivio e proseguiamo sulla mulattiera sentiero 584 per il Rifugio Passo Principe lungo un ampio vallone.

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Arriviamo al Passo Principe – Grasleitenpass m.2600 ed all’omonimo rifugio.

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PUNTO DI PARTENZA : Rifugio Gardeccia 1949m – Pozza di Fassa (TN)

SENTIERO: 546, 542 E 584

DISLIVELLO: 672m

DIFFICOLTA’: E-EE

Sass d’Adam 2430m e Su l’Aut 2515m

Il Monte Su l’Aut e il Sass d’Adam sono montagne trentine situate in Val di Fassa e fanno parte di un sotto gruppo della Marmolada chiamato il Buffaure. L’escursione ha inizio dal parcheggio della cabinovia Buffaure a Pozza di Fassa. Giunti a Moena si prosegue in direzione Canazei fino a Pozza di Fassa dove alla rotonda si prosegue sulla destra fino al parcheggio della funivia. Lasciata l’auto prendiamo la funivia Buffaure fino alla stazione a monte, da qui scendiamo brevemente verso il rifugio Buffaure e poi, seguendo le indicazioni, imbocchiamo il sentiero 613,

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oltrepassiamo Baita Cuz e risaliamo

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fino al  Col de  Valvacin dove giunge anche la seggiovia Pala del Geiger 2372m e dove si trova il rifugio Zendron. Continuiamo sul sentiero 613

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e risaliamo la cresta del Sass d’Adam

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fino a raggiungere la panchina di vetta con grandioso panorama sulle Dolomiti di Fassa.

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Da qui proseguiamo sul sentiero fino alla Sella Brunech 2419 dove arriva la funivia del Ciampac

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e dove possiamo ammirare le pareti della Marmolada.

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Dalla Sella si imbocca l’evidente sentiero a sinistra dietro la funivia che, passando sul filo di cresta,

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ci porta fino alla cima del Su l’Aut con la piccola croce di vetta.

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Il panorama a 360 gradi  è veramente mozzafiato  e comprende  il Latemar, Odle, Catinaccio, Vajolet, Antermoia, Sassopiatto, Sassolungo, Gruppo del Sella, Sass Pordoi,

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Piz Boè, Marmolada, Gran Vernel, Cima Uomo e Monzoni.

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PUNTO DI PARTENZA : Stazione a monte cabinovia Buffaure 2050m – Pozza di Fassa (TN)

SENTIERO: 613 e traccia di sentiero

DISLIVELLO: 465m

DIFFICOLTA’: E

Cima Casaiole 2783m, Passo dei Contrabbandieri 2681m, Cima senza nome 2731m e Monte Tonale occidentale 2681m

Il Passo dei Contrabbandieri, Cima Casaiole, La Cima senza nome e il Monte Tonale Occidentale sono luoghi segnati dalle vicissitudini della Prima Guerra Mondiale. L’escursione ha inizio dal Passo del Tonale, dal piazzale antistante la seggiovia Val Albiolo, che si raggiunge dalla Val Camonica seguendo la S. Statale 42, giunti al Passo del  Tonale, appena la strada inizia a scendere in Trentino, svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni Hotel Mirandola e dopo un paio di curve raggiungiamo il piazzale della seggiovia. Lasciata l’auto nel grande parcheggio possiamo prendere la seggiovia che porta alla malga Valbiolo 2244m oppure risalire la strada che si stacca accanto alla seggiovia e risalire a piedi fino alla stessa malga. Dalla Malga Valbiolo seguiamo le indicazioni del sentiero 111 per il Passo dei Contrabbandieri.

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Risaliamo il ripido sentiero che passa accanto ad una pista da sci

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fino ad un muro anti valanghe, qui proseguiamo per un tratto su questo muro fino ad imboccare un sentierino che con alcuni ripidi tornanti ci permette di raggiungere  il Passo dei Contrabbandieri che segna il limite meridionale del Parco nazionale dello Stelvio. Il nome di questo Passo deriva dall’intensa attività di contrabbando che si svolgeva in queste zone, nei periodi successivi alla Grande Guerra.

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Qui iniziamo ad incontrare resti di costruzioni e di trincee risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Dal Passo si può scendere, con un pò di attenzione data la ripida discesa, al Rifugio Bozzi, noi invece ci dirigiamo a sinistra (direzione Tonale) e risaliamo la cresta di cima Casaiole seguendo una labile traccia

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e superando, con la dovuta attenzione, alcune roccette fino a raggiungere la piccola Croce di vetta,

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dove abbiamo l’opportunità di ammirare lo splendido panorama a 360° che va dalla Presanella, al sottostante Rifugio Angelino Bozzi, alla Valle di Viso, al Corno tre signori, al Torrione d’Albiolo,

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al ghiacciaio del Pisgana, al gruppo dell’Adamello e al Passo del Tonale. Sull’ampia cima incontriamo altri manufatti risalenti alla Grande Guerra.

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Scendiamo dalla parte opposta

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tra sassi e erba, senza percorso obbligato,

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verso un ampia sella a quota 2671m, da alcuni chiamata Passo Casaiole, da qui risaliamo su una traccia che ci porta ad una panoramica cima senza nome a quota 2731m da dove scorgiamo le Dolomiti del Brenta e dove troviamo altri manufatti militari.

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Proseguiamo, ora su una vecchia mulattiera militare che costeggia alcune trincee,

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fino ad una sella da dove risaliamo l’ampia cresta che ci porta in vetta al Monte Tonale Occidentale.

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PUNTO DI PARTENZA : Piazzale Seggiovia Valbiolo Passo del Tonale 1890m

SENTIERO:111 e traccia di sentiero

DISLIVELLO: 893m

DIFFICOLTA’: EE

Monte Colodri 418m

Il Monte Colodri si eleva sopra Arco (Tn) ed è famoso per le vie di arrampicata e le ferrate che attirano scalatori da tutto il Mondo. L’escursione ha inizio dal parcheggio del Castello di Arco che si raggiunge da Arco seguendo via Calvario. Lasciata l’auto proseguiamo seguendo le indicazioni per il Santuario di Santa Maria di Laghel, ci incamminiamo su una strada circondata da ulivi dove troviamo anche delle belle stazioni della Via Crucis.

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Giunti al Santuario imbocchiamo il sentiero 431 per il monte Colodri

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che prosegue superando con alcuni tornanti le falesie della scuola di roccia,

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Durante il percorso possiamo ammirare alcuni magnifici scorci sul lago di Garda.

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Arriviamo all’incrocio con il segnavia per il Monte Colt, ma noi proseguiamo per la Croce dei Colodri.

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Risaliamo delle roccette e

 

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raggiungiamo l’ampia cima del Monte Colodri dove troviamo una grande croce posta tra curiose rocce carsiche .

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Abbiamo una bellissima vista sull’alto lago di Garda e su Arco.

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PUNTO DI PARTENZA : parcheggio del Castello di Arco 218m

SENTIERO: 431,431B

DISLIVELLO:200m

DIFFICOLTA’:E

Monte Brione 376m

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Il Monte Brione è la collina situata tra Riva del Garda e Torbole. L’escursione ha inizio dal parcheggio del Porto San Nicolò a Riva del Garda che si raggiunge dal centro di Riva seguendo il lungo lago, con  direzione  Torbole, fino a che, appena prima della galleria, troviamo il parcheggio e il porticciolo. Lasciata l’ auto proseguiamo brevemente in direzione del Forte San Nicolò, costruito dagli austriaci nel 1861, costeggiamo la pista ciclabile per Torbole fino a raggiungere le scale che risalgono le mura del Forte dove troviamo il cartello che indica il sentiero della pace.

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Imbocchiamo questo sentiero che risale il bordo del monte con numerosi gradoni, in questo modo  abbiamo la possibilità di ammirare il vasto panorama del versante nord del lago di Garda.

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Il  percorso attraversa delle coltivazioni di ulivi mentre sullo strapiombante versante del lago è protetto da una recinzione .

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Lungo il percorso incontriamo il Forte Garda costruito dagli austriaci  nel  1904 e terminato nel 1907. La funzione strategica di questo forte, che disponeva di 200 soldati, era quella di contrastare un eventuale attacco italiano via lago.

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Continuando la salita incontriamo una postazione fortificata di artiglieria. Il sentiero prosegue con discreta pendenza finché non raggiungiamo la grande croce di legno della vetta.dsc05466

PUNTO DI PARTENZA : Parcheggio Porto San Nicolò 66m

SENTIERO: Sentiero della Pace

DISLIVELLO: 310m

DIFFICOLTA’: T