Escursioni Vicentine

Cima Dodici 2336m o Monte Ferozzo

La Cima Dodici o Cima XII oppure, come veniva chiamata nella antica parlata cimbra, monte Ferozzo e’ la vetta più alta dell’Altopiano di Asiago e di tutta la provincia di Vicenza con i suoi 2336 metri di quota. Il nome Cima Dodici invece ha avuto origine nel paese di Borgo Valsugana poiché in alcuni periodi dell’anno, il sole alle ore 12 scompare per alcuni minuti coperto dall’ombra proveniente dalla cima del monte. Questa montagna si eleva nella parte nord dell’Altopiano, sul confine con il Trentino e curiosamente la Cima si trova in parte in territorio Veneto e in parte in Trentino.  L’escursione inizia da Malga Galmarara che si raggiunge da Asiago percorrendo la strada che conduce a Camporovere di Roana, quindi si prosegue lungo la SS349 in direzione di Passo Vezzena dove in corrispondenza di una curva a destra inizia la mulattiera che conduce a Malga Galmarara. Arrivati alla malga parcheggiamo la macchina negli appositi spiazzi e imbocchiamo il  sentiero 830.

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Il sentiero inizia tra i mughi e per un paio di km prosegue con continui saliscendi, mentre percorriamo questo settore possiamo ammirare il Corno di Campo Bianco,

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quindi raggiungiamo e oltrepassiamo il Bivacco Bivio Italia.

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Dal Bivacco scendiamo di pochi metri e giungiamo al Bivio Italia

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dove confluiscono vari sentieri. Dal bivio iniziamo a vedere la Cima.

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Ora  imbocchiamo il sentiero 835 detto anche “Kaiser Karl Strasse”.

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In questo settore incontriamo ciò  che resta di alcune fortificazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

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Giungiamo ad una altro bivio dove lasciamo la carrareccia che ci porterebbe al Monte Ortigara e proseguiamo sul sentiero per Cima Dodici. Sul percorso passiamo accanto ad una voragine che sul fondo conserva ancora neve anche durante il periodo estivo.

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Proseguiamo tra i pini mughi fino a giungere al  Bivio con Sentiero 208 e continuiamo sempre verso Cima Dodici.

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Da qui il sentiero si fa più ripido e dobbiamo procedere con la dovuta attenzione in caso di pioggia o ghiaccio, per la presenza di rocce carsiche,

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continuiamo fino a raggiungere la cima dove troviamo una Croce in legno piantata qui dagli abitanti di Asiago in occasione dell’Anno Santo e poco distante

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troviamo la Croce in ferro posta l’anno 1969 dalla Sezione Sat di Borgo Valsugana.

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Dalla vetta possiamo godere l’ampio panorama sulla Valsugana e sull’Altipiano dei sette comuni.

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PUNTO DI PARTENZA : Malga Galmarara 1614m (VI)

SENTIERO: 830,835

DISLIVELLO: 722m

DIFFICOLTA’: E

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Ciaspolata a Gallio all’Osservatorio Militare

Il Centro fondo di Gallio è situato sull’Altopiano di Asiago (VI) e si raggiunge da Asiago seguendo le indicazioni per Gallio. Giunti a Gallio si seguono le indicazioni per  Campomulo 1500m che raggiungiamo dopo alcuni chilometri e dove entriamo nella strada a pagamento e nel grande parcheggio. Indossate le ciaspole seguiamo la pista battuta  vicino al Snow Fun Park,

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entriamo nel bosco e possiamo ammirare

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alcuni scorci sulle montagne circostanti.

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Seguiamo il sentiero invernale fino ad

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uscire dal bosco.

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Ora ci dirigiamo verso il  monumento dedicato al Papa Giovanni Paolo II,

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che venne eretto dopo una Sua visita in Altopiano. Appena dopo l’altare del Papa

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proseguiamo diritti fino ad incontrare l’ indicazione per l’osservatorio,

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continuiamo in piano fino ad arrivare all’Osservatorio Militare della Grande Guerra dal quale si può ammirare uno splendido panorama che comprende gran parte dell’Altopiano dei 7 Comuni.

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PUNTO DI PARTENZA : Centro fondo Campomulo 1500m- Gallio (VI)

SENTIERO: Pista Osservatorio Militare

DISLIVELLO: 117 m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

Monte Lemerle 1233m

Il monte Lemerle ha avuto una grande importanza storica durante la Grande Guerra, infatti fu teatro di due distinte battaglie. Qui si svolse  infatti una prima importante battaglia che segno la fine della famosa “Strafexpedition” la spedizione punitiva Austroungarica del 1916. Il 6 giugno 1916  la 34 divisione austroungarica assistita da tre brigate di artiglieria  iniziò l’attacco del monte Lemerle  che era l’ultima difesa italiana all’invasione della pianura veneta. Ma i fanti italiani delle Brigate Forlì, Piemonte e Trapani riuscirono a resistere per 10 giorni finché gli imperiali si ritirarono. La seconda battaglia si svolse invece nel giugno del 1918 e questa volta furono le truppe inglesi a contrastare l’ultimo disperato attacco degli imperiali sull’Altipiano. L’escursione inizia dal parcheggio dei cimiteri inglese e italo-austriaco di Val  Magnaboschi che si raggiunge da Cesuna sull’altopiano di Asiago. Nel centro del paese troviamo le indicazioni per i cimiteri militari e imbocchiamo sulla destra, per chi proviene da Vicenza, via Magnaboschi che seguiamo fino al parcheggio vicino alla cappella di Sant’Antonio. Lasciata l’ auto ci dirigiamo brevemente in direzione della cappella

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dove, seguendo le indicazioni, imbocchiamo

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la mulattiera sulla sinistra. Saliamo circondati dal magnifico bosco nero di Cesuna,

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raggiungiamo la Selletta del Lemerle dove troviamo i primi resti di costruzioni militari.

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Qui nel 2015 una troupe di History Channel  ritrovò un elmetto e i resti di un soldato italiano che venne chiamato “il soldato del Lemerle” sulle cui vicende venne scritto un libro. Lasciata la selletta seguiamo le indicazioni delle postazioni inglesi

 

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e poco oltre troviamo il bunker del comando del “9° South Staffordshire”

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e altre costruzioni militari inglesi. Sempre seguendo le indicazioni raggiungiamo la cima del monte dove troviamo due cippi e una grande croce a ricordo dei caduti su questa vetta.

 

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Per il ritorno possiamo seguire le indicazioni che ci fanno compiere un percorso circolare e ci riportano alla selletta e poi al parcheggio. Giunti al parcheggio consigliamo di visitare entrambi i cimiteri che si trovano uno di fronte all’altro nella zona che è stata dichiarata “Zona Sacra del Fante” e dove si svolge l’adunata nazionale.

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Accanto al cimitero italiano si trova  la colonna proveniente da un antico tempio romano e donata dalla città di Roma.

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Questa colonna segna il punto di massima penetrazione raggiunto dagli austro-ungarici durante  la Strafexpedition. Il cimitero inglese è uno dei  5 cimiteri inglesi posti sull’Altopiano che sono sotto la tutela  della Commonwealth War Graves  Commission.

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PUNTO DI PARTENZA :  Parcheggio Cimiteri Val Magnaboschi 1087m – Cesuna (VI)

SENTIERO: sentiero monte Lemerle

DISLIVELLO: 146m

DIFFICOLTA’: T

Monte Ortigara 2106m, Monte Lozze 1959m e Cima Caldiera 2124m

Questa escursione  si svolge sull’altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, in una delle zone in cui si è consumata, da giugno del 1916 a novembre del 1917, una delle più grandi tragedie per i nostri soldati durante la Grande Guerra ed infatti questa zona viene  chiamata “il Calvario degli Alpini” poiché qui caddero 20.000 nostri soldati.  Vi sono vari  itinerari per l’Ortigara, ma quello che percorreremo noi sarà un itinerario circolare che ci permetterà di comprendere completamente gli avvenimenti che qui accaddero. L’itinerario ha inizio da Piazzale Lozze 1771m che si raggiunge da Asiago seguendo le indicazioni per Gallio e successivamente per Campomulo fino ad incontrare le indicazioni per la zona sacra del monte Ortigara. Superato il rifugio Campomulo inizia la strada per il monte Ortigara. Questa strada è asfaltata fino al rifugio Campomuletto poi diventa sterrata con carreggiata larga, ma con molte buche, dopo circa 6 km diviene nuovamente asfaltata fino al Piazzale Lozze. Lasciata l’auto nel piazzale procediamo seguendo le indicazioni del sentiero 841

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per Cima della Caldiera, entriamo nella zona sacra, il sentiero passa accanto alla chiesetta del monte Lozze e al Sacrario che visiteremo al ritorno,

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oltrepassati la chiesetta seguiamo  le indicazioni per “itinerario giallo opere militari”.

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Sul percorso passiamo accanto a ruderi di costruzioni, tralasciamo le indicazioni  per Cima della Campanella,  oltrepassiamo caverne, trincee e varie costruzioni militari.

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La cima Caldiera è visibile davanti a noi.

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Continuando sul sentiero

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passiamo in un intaglio roccioso ed entriamo in un panoramico pianoro. Sotto di noi abbiamo Prà della Porta mentre di fronte a noi possiamo ammirare: la Valsugana oltre cui vediamo la catena dei Lagorai con Cima Asta, le Pale di San Martino e in lontananza la Marmolada, mentre a destra si osservano  le Alpi Feltrine  e il Grappa.

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Attraversiamo questo pianoro passando accanto a postazioni di artiglieria ricavate nel fianco di Cima della Caldiera

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e risaliamo, su una strada militare, il versante est. All’altezza di un tornante troviamo le indicazioni per l’osservatorio “Torino”

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costruito nella roccia nel 1917 e che è interessante visitare per la spettacolare vista sulla sottostante Valsugana

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e sull’Ortigara.  Usciti dall’osservatorio continuiamo in salita e raggiungiamo  l’ osservatorio esterno chiamato “Elsa G”  con impressionante vista sulla Valsugana.

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Superiamo altre postazioni  e raggiungiamo Cima della Caldiera con la sua grande Croce.
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Dalla vetta possiamo abbracciare l’intero campo di battaglia che spazia da Cima della Campanella al Monte Lozze, al Pozzo della Scala, al Monte Campanaro e al Monte Ortigara.

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Seguiamo ora i segnali e scendiamo verso il Pozzo della Scala, superiamo, con la dovuta attenzione,  un caratteristico “campo solcato”, cioè un fenomeno carsico superficiale su roccia nuda e incontriamo altri ruderi di costruzioni. In questa piccola valle si ammassavano i reparti italiani prima di assaltare i reticolati austriaci,

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i soldati oltrepassando il Monte Campanaro, sfociavano nel Vallone del Agnellizza  e partivano all’attacco delle formidabili difese dell’ Ortigara. Noi, seguendo la linea di assalto italiana, passiamo sotto il monte Campanaro  e scendiamo ripidamente nel Vallone dell’Agnellizza, detto anche Vallone della Morte, poiché durante la battaglia era colmo di morti.

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Raggiungiamo le pendici dell’Ortigara dove giunge anche un sentiero che proviene dal Baito omonimo. Iniziamo a risalire il monte, incontriamo una piccola sorgente chiamata “Pozzetto dei feriti” perché durante l’assalto era utilizzato per dissetare i feriti.

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Lungo la salita oltrepassiamo una  postazione austriaca in caverna per 5 mitragliatrici, incontriamo alcuni scalini e  un corrimano che ci conduce in  una breve galleria a  gomito chiamata Galleria Biancardi dedicata al comandante della Brigata Regina che qui posizionò i suoi soldati prima dell’assalto.

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Usciamo sul sentiero che ora si  innalza ripido su gradini, ma protetto da corrimano metallico. Raggiungiamo infine il carsico crinale dell’Ortigara e  incontriamo,

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subito il Cippo eretto nel 1961 in memoria dei reparti austro-ungarici che difesero la montagna.

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Proseguiamo in un paesaggio lunare costellato di buche e doline.

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Risaliamo crinale in moderata salita, lasciando sulla destra la Dolina grande e raggiungiamo la vetta dove troviamo la colonna mozza qui eretta nel 1920 dall’Associazione nazionale Alpini.

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Il panorama è spettacolare e comprende  gran parte dell’Altipiano dei sette comuni con  le sue Cime più alte Cima Dodici e Cima Portule. Per la discesa imbocchiamo il sentiero 840 detto anche sentiero tricolore,

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sulla destra si apre la Dolina del Circo “Zirkus Doline”, dove vi erano le trincee e i comandi austriaci. Scendiamo lungo il Coston dei Ponari  e raggiungiamo il Baito Ortigara a quota 1973 m.

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Continuiamo ora in falso piano nella “Pozza dell’Ortigara”  fino a raggiungere il Monte Lozze  1959 m con ampia vista sul campo di battaglia e dove troviamo, eretta su una colonna, la statua della Madonna degli Alpini

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Scendendo incontriamo prima  il Rifugio dedicato al tenente Giovanni Cecchin, medaglia d’oro al valore militare e successivamente la Chiesetta del Lozze,

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costruita dagli alpini del battaglione Verona dopo la battaglia del giugno del 1917. Nelle vicinanze della chiesetta sorge il piccolo Ossario contenente i resti dei caduti che ancor ‘oggi si possono trovare sul percorso. Da qui proseguiamo e raggiungiamo in breve il Piazzale Lozze.

 

PUNTO DI PARTENZA : Piazzale Lozze 1771m

SENTIERO:841 e 840

DISLIVELLO: 353m

DIFFICOLTA’: E-EE (dove ci sono i corrimano)

 

Forte Interrotto e Cimiteri Mosciagh

Il Forte Interrotto era una caserma militare progettata nel 1885 sulla cima dell’omonimo Monte, fu realizzato dagli Italiani sull’Altopiano di Asiago per controllare il confine con l’impero Austroungarico. La sua posizione permetteva di avere una visuale completa sulla parte centrale dell’Altopiano.  Durante la Strafexpedition venne abbandonato dalla guarnigione italiana e utilizzato dalle truppe austro-ungariche come postazione di osservazione. L’escursione ha inizio da Camporovere, piccolo paese subito a nordovest di Asiago, giunti presso questa località si prende, verso nord, via Forte Interrotto e, usciti dalle case, si continua in moderata salita sulla strada asfaltata tra grandi prati, con magnifica vista sull’ Altopiano di Asiago. Dopo alcune curve parcheggiamo lungo gli spiazzi accanto la strada e percorriamo a piedi  la strada sterrata fino a raggiungere il forte.

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Dal forte possiamo godere una magnifica vista sull’Altopiano.

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Dopo aver visitato il Forte seguiamo le indicazioni per Cimiteri di Mosciagh e

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continuiamo sulla mulattiera che entra nel bosco.

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Passiamo accanto ad un edificio diroccato e

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proseguiamo seguendo le indicazioni per i Cimiteri Mosciagh. Continuiamo sulla mulattiera fino a raggiungere il cippo eretto in onore del 141º Reggimento Fanteria della Brigata Catanzaro a ricordo del loro eroico comportamento durante  la battaglia di cima Mosciagh:  il 26 maggio del 1916 gli austriaci erano riusciti ad impossessarsi di 6 cannoni italiani e a scacciare dalla vetta gli Artiglieri, ma la notte del 27 il II Battaglione del 141º Fanteria attaccò alla baionetta e riusci a recuperare sei cassoni portamunizioni ed un cannone mentre i rimanenti cannoni, già danneggiati, vennero resi inutilizzabili. Da ciò derivò il motto del 141º «Su monte Mosciagh la baionetta ricuperò il cannone».

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Proseguiamo sulla mulattiera fino a giungere ai Cimiteri Austroungarici 1 e

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2 del Mosciagh in questi cimiteri  riposano 1142 soldati dell’armata Austroungarica che sono caduti in questo territorio durante la prima guerra mondiale.

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Continuiamo ora  verso il Cimitero Mosciagh 3 seguendo il sentiero 833, superiamo alcune bivi, ma seguiamo sempre le indicazioni per il cimitero Mosciagh 3.

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Dopo una ripida salita giungiamo al Cimitero 3 dove sono sepolti altri 209 soldati dell’armata Austroungarica .

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PUNTO DI PARTENZA : Strada per il Forte Interrotto  1250m- Camporovere (VI)

SENTIERO: 833

DISLIVELLO:  280m

DIFFICOLTA’: E

Ciaspolata Croce del Civello 1697m

L’escursione ha inizio dal Centro Fondo di Campolongo in provincia di Vicenza, che si raggiunge da Vicenza percorrendo tutta l’autostrada della Valdastico fino a Piovene Rocchette, da qui si seguono le indicazioni per Asiago. Giunti sull’Altopiano proseguiamo, sempre seguendo le indicazioni per Asiago,  fino a Canove di Roana dove, alla rotonda troviamo le indicazioni per Roana e Rifugio Campolongo. Proseguiamo sempre seguendo le indicazioni Centro Fondo Campolongo fino a giungere al grande  grande parcheggio a pagamento. Seguiamo il percorso ciaspole per la Croce del Civello.

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Il tracciato torna verso la strada asfaltata e la attraversa per risalire, passando accanto ad una pozza, fino allo Spiazzo dei Mercanti dove troviamo la deviazione per Malga Erio e malga Quarti di Verena,

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noi invece proseguiamo verso sinistra per la Croce del Civello. Attraversiamo uno splendido bosco

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fino a raggiungere la Croce del Civello.

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Dalla Croce proseguiamo il giro ad anello seguendo le indicazioni  per Campolongo, scendiamo attraversando un bosco fino ad incontrare la strada asfaltata che proviene dal centro sciistico Verena, passiamo accanto alla Casara di Campovecchio e

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proseguendo accanto alla strada asfaltata torniamo al parcheggio di Campolongo.

 

PUNTO DI PARTENZA : Centro fondo Campolongo 1551m Rotzo (VI)

SENTIERO: Pista ciaspole Croce del Civello

DISLIVELLO: 240m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

 

Ciaspolata Rifugio Moline 1740m

Il Centro fondo di Gallio è situato sull’Altopiano di Asiago (VI) e si raggiunge da Asiago seguendo le indicazioni per Gallio. Giunti a Gallio si seguono le indicazioni per  Campomulo 1500m che raggiungiamo dopo alcuni chilometri e dove entriamo nella strada a pagamento e nel grande parcheggio.

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Calzate le ciaspole seguiamo le indicazioni per il percorso Moline che con una lunghezza di 7.5 km (di sola andata ) ci porterà al Rifugio Adriana Malga Moline. Iniziamo a percorrere la pista costeggiando le piste di fondo fino ad immergerci in un bosco,

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continuiamo passando in prossimità della Malga Fiara che sorge accanto ad una pista di fondo.

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Da qui proseguiamo con continui saliscendi nel bosco dei Castellari. La pista prosegue tra il Monte dei Compari a sinistra e lo Spitz Keserle a destra.

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Raggiungiamo infine il Rifugio Adriana Malga Moline 1740m dove giunge anche una Pista di Fondo.

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Da qui si possono raggiungere due località simbolo dei tragici eventi della Grande Guerra : Il Monte Ortigara e la Cima della Caldiera.

 

PUNTO DI PARTENZA : Centro fondo Campomulo 1500m- Gallio (VI)

SENTIERO: Pista ciaspole Moline

DISLIVELLO: 240m

DIFFICOLTA’: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

Monte Cengio 1354m

Il Monte Cengio, zona sacra alla Patria, è uno dei luoghi più spettacolari e allo stesso tempo tragici della Prima Guerra mondiale. Si trova sull’Altopiano dei sette Comuni di Asiago ed è un magnifico balcone sulla Valdastico. Proprio grazie alla sua posizione panoramica divenne un punto strategico durante la Grande Guerra. Sul Monte Cengio si batterono coraggiosamente i Granatieri di Sardegna contro gli Austro Ungarici che, durante la Strafexpedition del 1916, tentavano di calare nella Valdastico e raggiungere la pianura vicentina. Gli imperiali infine conquistarono il monte, ma la tenace resistenza delle truppe italiane bloccò la loro avanzata. Le perdite di questa battaglia furono enormi, circa 20.000 uomini tra imperiali e Italiani. L’Escursione ha inizio dal Piazzale Principe di Piemonte che si raggiunge dall’autostrada della Valdastico proseguendo in direzione Asiago, si superano i tornanti della salita del Costo e quando la strada diviene falsopiano, superato sulla destra un ex cimitero di guerra, troveremo le indicazioni per il monte Cengio e imboccheremo a sinistra una strada che ci condurrà, dopo alcuni chilometri, al Piazzale Principe di Piemonte dove lasceremo l’auto. Qui troviamo la  chiesetta dedicata ai donatori dell’ Avis e un monumento ai caduti.

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A lato del piazzale troviamo dei pannelli con la descrizione della zona, accanto  imbocchiamo la stradina sterrata. Incontriamo inizialmente una galleria con postazioni di artiglieria, poi un’altra galleria con osservatorio e continuiamo fino ad raggiungere  delle trincee restaurate.

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Scendiamo alcuni scalini a fianco delle trincee e giungiamo davanti a una galleria, prima dell’ entrata troviamo un pannello che descrive quanto accaduto in questo punto. Entriamo nella galleria,

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che è anche la  più lunga, dove è consigliata una torcia elettrica anche se in alcuni punti vi è la luce artificiale. All’interno di questa galleria vi è un punto di vedetta con panorama sulla Valdastico.

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Usciti all’aperto, il sentiero si fa strapiombante sulla valle, comunque la mulattiera è abbastanza larga e sempre protetta da corrimano in filo d’acciaio.

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Continuiamo fino a giungere al Piazzale dei Granatieri dove è possibile continuare per le gallerie fino alla Cima del Cengio oppure proseguire verso il Rifugio al Granatiere.

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Noi proseguiamo verso la galleria, di cui possiamo vedere l’ ingresso.

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Attraversando questa galleria notiamo scolpito nella roccia  il simbolo dei granatieri.

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Proseguiamo in saliscendi fino a giungere ad una strettoia naturale tra due colonne di roccia

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e giungiamo alla Galleria Comando che si sviluppa in forma elicoidale verso la cima del monte. Usciti da quest’ultima galleria ci troviamo nel piazzale Pennella, da qui seguiamo il percorso che ci porta sulla cima del Cengio dove è posta la grande croce con vicino un altare.

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Il panorama è splendido e la vista spazia a360°.

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Scendiamo dalla cima e seguiamo le indicazioni per il Rifugio al Granatiere, proseguiamo fino alla Chiesetta votiva dei granatieri di Sardegna al cui interno si trova la Pala della Madonna del Granatiere.

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All’esterno è posizionato  il monumento al granatiere costruito con pezzi di granate esplose.

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Da qui scendiamo al Rifugio al Granatiere e seguendo la strada asfaltata raggiungiamo nuovamente il piazzale Principe di Piemonte.

PUNTO DI PARTENZA : Piazzale Principe di Piemonte (VI) 1286m

SENTIERO: 651 La Granatiera

DISLIVELLO: 68m

DIFFICOLTA’: E

Cima Posta 2215m e Cima Carega 2259m

Cima Posta fa parte del Gruppo del Carega, gruppo montuoso posto tra le provincie di Verona, Trento e Vicenza. Curiosamente i mappatori dell‘800 hanno spesso confuso i nomi della due più alte cime del gruppo: Cima Carega  e Cima Posta, infatti sulle prime rudimentali carte topografiche troviamo invertiti i nomi delle due cime. Il medesimo errore è  riprodotto nelle carte del Regio esercito del 1873 e 1888. Inoltre i tipografi austriaci del Trentino, giacché dalla valle trentina di Ronchi la cima più alta che appare è proprio Cima Posta, diedero ad essa il nome Carega. La situazione venne rimessa in ordine solamente nel le carte IGM del 1959 e 1969. L’escursione parte dal Rifugio Revolto che si raggiunge dal paese di Giazza in Val d’Illasi (Vr) percorrendo una strada asfalta di 8km. Parcheggiata l’auto nei pressi del rifugio, seguiamo le evidenti segnalazioni per il sentiero 186 che passa per un bosco fino a raggiungere una strada militare su cui ci immettiamo. Questa strada è stata realizzata dal Genio Militare della 1° Armata nel 1917-18 per rafforzare il sistema difensivo dopo gli aspri combattimenti di Passo Buole. Proseguendo incontriamo il Passo Pertica 1573m, con l’omonimo rifugio, da qui si prosegue sempre sulla stessa strada che ora è indicata come sentiero 109 della Val di Ronchi, superiamo  la galleria  e proseguiamo fino ad incontrare il segnavia 108B del Vallone della Teleferica, cosi chiamato poiché vi passava una teleferica attiva durante la Grande Guerra, di cui rimangono alcuni piloni in cemento.

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Imbocchiamo questo sentiero che risale, tra i mughi,le  pendici della Costa Media. Oltrepassati i  mughi, il sentiero prosegue inizialmente  in modesta salita  per poi guadagnare quota con alcuni tornanti, in questa zona spesso si incontrano gruppi di camosci.  Proseguiamo risalendo la parte terminale del Vallone della Teleferica,

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fino a giungere  al Rifugio Fraccaroli 2238m. Qui in pochi minuti risaliamo Cima Carega 2259m.

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Scesi dalla cima lasciamo sulla sinistra il Rifugio e proseguiamo in discesa sul sentiero 108  che con larghi tornanti ci porta in una spettacolare  vallata dolomitica. Difronte a noi vediamo due grandi montagne Il Molare e la Cima Posta,

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continuiamo sul sentiero 108

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superiamo il Monte Molare e un piccolo promontorio che lo divide dalla Cima Posta

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e arrivati sotto Cima Posta  saliamo  per  intuibile esile traccia sul fianco della montagna.

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Giunti sulla cresta troviamo una trincea della Grande Guerra che ci porta alla piccola croce di vetta.

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Dalla cima la vista spazia sul gruppo del Carega, sul Pasubio e sui Lessini.

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PUNTO DI PARTENZA : Rifugio Revolto 1336m

SENTIERO: 186, 109, 108b, 108

DISLIVELLO: 923m

DIFFICOLTA’: E – EE

Strada delle 52 Gallerie

La strada delle 52 Gallerie è una straordinaria opera militare, che misura  6.555 metri, creata durante la prima guerra mondiale come collegamento per il Monte Pasubio in alternativa alla strada degli Scarubbi molto più esposta al tiro di fuoco austriaco. Si tratta di un opera eccezionale, considerando le condizioni di pericolo e l’epoca in cui fu costruita, nonché la rapidità d’esecuzione, infatti i lavori cominciarono il 6 febbraio 1917 e furono conclusi nel novembre 1917. L’opera fu realizzata dalla 33ª Compagnia minatori del 5° reggimento dell’Arma del Genio dell’Esercito Italiano, con l’aiuto di sei centurie di lavoratori: compagnia 349, 523, 621, 630, 765 e 776. Per la costruzione della strada si usarono martelli perforatori ad aria compressa e lavori di mina. Finita la guerra la strada fu dimenticata e cadde in rovina. Le gallerie furono risistemate ad opera del Genio Militare a partire dal 1961. Ad ognuna delle 52 gallerie è stato assegnato un nome e un numero di progressione.

  1. Capit. Zappa
  2. Generale D’Havet
  3. Rovereto
  4. Battisti
  5. Oberdan
  6. Trieste
  7. Gener. Cascino
  8. Gener. Cantore
  9. Gener. Zoppi
  10.  Sauro
  11.  Randaccio
  12. Cap. Motti
  13. Filzi
  14. Cap. Melchiori
  15. Tortona
  16. Reggio Calabria
  17. Bergamo
  18. Parma
  19. Re
  20. Cadorna
  21. Porro
  22. Breganze
  23. Gen. Capello
  24. Bologna
  25. Aquila
  26. Napoli
  27. Picone
  28. Genova
  29. Spezia
  30. Miss
  31. Gen. Papa
  32. Palazzolo
  33. 33°Minatori
  34. Gen. Giustetti
  35. Trani
  36. Garibaldi
  37. Balilla
  38. Torino
  39. Mantova
  40. Trento
  41. 26°Minatori
  42. Macerata
  43. Polesine
  44. Zapp. Liguria
  45. Plotone 25°Minatori
  46. Piceno
  47. Pallanza
  48. Cesena
  49. Soldato Italiano
  50. Cav. di Vittorio Veneto
  51. Plotone Minatori Sardo
  52. Sardegna

L’escursione inizia dal Passo di Xomo, che raggiungiamo da Rovereto prendendo la strada statale SS 46 in direzione Vicenza fino a Pian delle Fugazze, poi seguiamo le indicazioni per il Passo Xomo. Arrivati al passo parcheggiamo l’auto e seguiamo le indicazioni  per la Bocchetta Campiglia dove troviamo l’entrata per le 52 gallerie.

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Seguiamo le indicazioni e arriviamo al monumentale ingresso della prima delle 52 gallerie.

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E’ necessaria una torcia elettrica infatti molte delle 52 gallerie sono lunghe ed alcune sono particolarmente ripide mentre, a causa dello stillicidio d’acqua, altre gallerie sono scivolose.

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In alcuni tratti la strada è esposta ed è necessario prestare la dovuta attenzione.

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Sul sentiero  troviamo alcune tabelle con la descrizione storica della strada.

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Durante il percorso possiamo ammirare dei bellissimi panorami.

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Giunti alla 52° galleria sbuchiamo nei pressi del rifugio Achille Papa.

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Raggiunto il rifugio Generale Achille Papa,

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per il ritorno prendiamo la strada degli Scarubbi

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che ci riporta fino alla Bocchetta Campiglia e poi Passo Xomo. E’ una escursione che ci dato una grandissima soddisfazione.

 

PUNTO DI PARTENZA : Passo Xomo 1058m

SENTIERO: 366, 370

DISLIVELLO: 870m

DIFFICOLTA’: E- EE