Escursioni Vicentine

Strada delle 52 Gallerie

La strada delle 52 Gallerie è una straordinaria opera militare, che misura  6.555 metri, creata durante la prima guerra mondiale come collegamento per il Monte Pasubio in alternativa alla strada degli Scarubbi molto più esposta al tiro di fuoco austriaco. Si tratta di un opera eccezionale, considerando le condizioni di pericolo e l’epoca in cui fu costruita, nonché la rapidità d’esecuzione, infatti i lavori cominciarono il 6 febbraio 1917 e furono conclusi nel novembre 1917. L’opera fu realizzata dalla 33ª Compagnia minatori del 5° reggimento dell’Arma del Genio dell’Esercito Italiano, con l’aiuto di sei centurie di lavoratori: compagnia 349, 523, 621, 630, 765 e 776. Per la costruzione della strada si usarono martelli perforatori ad aria compressa e lavori di mina. Finita la guerra la strada fu dimenticata e cadde in rovina. Le gallerie furono risistemate ad opera del Genio Militare a partire dal 1961. Ad ognuna delle 52 gallerie è stato assegnato un nome e un numero di progressione.

  1. Capit. Zappa
  2. Generale D’Havet
  3. Rovereto
  4. Battisti
  5. Oberdan
  6. Trieste
  7. Gener. Cascino
  8. Gener. Cantore
  9. Gener. Zoppi
  10.  Sauro
  11.  Randaccio
  12. Cap. Motti
  13. Filzi
  14. Cap. Melchiori
  15. Tortona
  16. Reggio Calabria
  17. Bergamo
  18. Parma
  19. Re
  20. Cadorna
  21. Porro
  22. Breganze
  23. Gen. Capello
  24. Bologna
  25. Aquila
  26. Napoli
  27. Picone
  28. Genova
  29. Spezia
  30. Miss
  31. Gen. Papa
  32. Palazzolo
  33. 33°Minatori
  34. Gen. Giustetti
  35. Trani
  36. Garibaldi
  37. Balilla
  38. Torino
  39. Mantova
  40. Trento
  41. 26°Minatori
  42. Macerata
  43. Polesine
  44. Zapp. Liguria
  45. Plotone 25°Minatori
  46. Piceno
  47. Pallanza
  48. Cesena
  49. Soldato Italiano
  50. Cav. di Vittorio Veneto
  51. Plotone Minatori Sardo
  52. Sardegna

L’escursione inizia dal Passo di Xomo, che raggiungiamo da Rovereto prendendo la strada statale SS 46 in direzione Vicenza fino a Pian delle Fugazze, poi seguiamo le indicazioni per il Passo Xomo. Arrivati al passo parcheggiamo l’auto e seguiamo le indicazioni  per la Bocchetta Campiglia dove troviamo l’entrata per le 52 gallerie.

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Seguiamo le indicazioni e arriviamo al monumentale ingresso della prima delle 52 gallerie.

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E’ necessaria una torcia elettrica infatti molte delle 52 gallerie sono lunghe ed alcune sono particolarmente ripide mentre, a causa dello stillicidio d’acqua, altre gallerie sono scivolose.

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In alcuni tratti la strada è esposta ed è necessario prestare la dovuta attenzione.

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Sul sentiero  troviamo alcune tabelle con la descrizione storica della strada.

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Durante il percorso possiamo ammirare dei bellissimi panorami.

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Giunti alla 52° galleria sbuchiamo nei pressi del rifugio Achille Papa.

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Raggiunto il rifugio Generale Achille Papa,

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per il ritorno prendiamo la strada degli Scarubbi

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che ci riporta fino alla Bocchetta Campiglia e poi Passo Xomo. E’ una escursione che ci dato una grandissima soddisfazione.

 

PUNTO DI PARTENZA : Passo Xomo 1058m

SENTIERO: 366, 370

DISLIVELLO: 870m

DIFFICOLTA’: E- EE

 

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Monte Plische 1991m

Il  Monte Plische  è una montagna  situata nella parte meridionale del gruppo del Carega, per la sua cima passa il confine tra le provincie di Trento e Vicenza. L’escursione parte dal Rifugio Revolto che si raggiunge dal paese di Giazza in Val d’Illasi (Vr) seguendo una strada asfalta di 8km. Parcheggiata l’auto nei pressi del rifugio, seguiamo le evidenti segnalazioni per il sentiero 186 che passa per un bosco fino a raggiungere una strada militare su cui ci immettiamo. DSC04219

Questa strada è stata realizzata dal Genio Militare della 1° Armata nel 1917-18 per rafforzare il sistema difensivo dopo gli aspri combattimenti di Passo Buole. Proseguendo incontriamo il Passo Pertica 1573m, con l’omonimo rifugio, da qui si prosegue sempre sulla stessa strada che ora è indicata come sentiero 109.

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Giunti al Rifugio Scalorbi, al Passo Pelegatta,

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troviamo la segnaletica per il Passo della Lora e Rifugio Cesare Battisti,

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che seguiamo in moderata salita su strada militare. Successivamente  ignoriamo le deviazioni per il sentiero dell’Omo e della Dona e superata una curva a sinistra, vediamo in lontananza  il sentiero descrivere un ampio semicerchio in vista di una bocchetta denominata “porta di Campobrun”,

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sulla nostra sinistra troviamo un avvallamento con una labile traccia di sentiero che imbocchiamo,

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poco dopo il sentiero diviene evidente  e  in ripida salita tra mughi

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ci porta in prossimità della vetta dove, con alcuni tratti esposti, si inerpica fino a raggiungere la cima con la croce di vetta.

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Il panorama è ampissimo e spazia dal nodo centrale del Carega, al Fumante, alla Valle di Campo Brun , al Gruppo Tre croci e se il tempo è limpido a Recoaro e alla Pianura veneta.

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PUNTO DI PARTENZA : Rifugio Revolto 1336m

SENTIERO: 186, 109, 182

DISLIVELLO: 655m

DIFFICOLTA’: E ( EE con neve o ghiaccio la salita finale)

 

Monte Campomolon 1853m e Monte Toraro 1897m

Monte Campomolon e il monte Toraro sono montagne che fanno parte delle prealpi vicentine. Sulla cima del monte Campomolon fu costruito dagli italiani nel 1912 l’omonimo forte che aveva il compito di difendere la val d’Astico e i paesi dell’Altipiano di Asiago e di contrastare i forti austriaci del Doss del Sommo, di Sommo Alto e Belvedere Gschwent. Il forte era dotato di mortai e obici. Durante la guerra non ebbe un ruolo importante, ma fu colpito da colpi di mortaio austriaco e infine fu fatto saltare dagli italiani affinchè  i pezzi di artiglieria non cadessero in mano nemica durante la Strafexpedition del 1916. Il sottotenente Ferrario del Genio perse la vita durante queste operazioni di autodistruzione del forte e una targa lo ricorda. Sul monte Toraro durante la Grande Guerra c’erano piazzole dove erano posizionate delle batterie d’artiglieria italiane e delle trincee invece durante il periodo della Guerra Fredda venne collocata un area di controllo della NATO per il lancio di missili Nike-Hercules che erano posizionati nella sottostante base Tuono in località Passo Coe, per raggiungere la cima del monte fu realizzata una strada asfaltata. L’area di controllo era composta da una palazzina per il personale, una centrale termica, un bacino artificiale per l’acqua piovana, un deposito carburanti, un deposito di materiale radioattivo e varie antenne radar, ma di questo oggi non rimane nulla perché dopo il 1977 le installazioni furono abbandonate e furono oggetto di danneggiamenti e vandalismi e per questo furono demolite. L’escursione ha inizio dal Passo di Valbona (Vi) che si raggiunge da Folgaria seguendo le indicazioni per Passo Coe, superato il quale si prosegue per pochi km passando nei pressi del Rifugio Valbona, fino al Passo di Valbona dove lasciamo l’auto. Seguiamo le indicazioni per il Forte Campomolon  imboccando una stradina bianca

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che ci porta ai ruderi del Forte restaurato grazie al progetto “Eco museo Grande Guerra delle Prealpi vicentine”. Seguendo la stradina bianca entriamo in una caratteristica galleria a forma di ferro di cavallo

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e proseguendo giungiamo sulla cima della montagna dove troviamo altri resti della Grande Guerra.

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Possiamo anche visitare alcune gallerie.

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Il panorama è grandioso e spazia sulla Vigolana, la Cima Dodici, Tonezza, gli Altipiani,  la Valdastico e la pianura.

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Torniamo sui nostri passi fino al parcheggio e imbocchiamo la strada asfaltata, dirimpetto alla strada di Campomolon, che in breve ci porta sulla cima del Monte Toraro

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dove  troviamo una piccola croce.

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PUNTO DI PARTENZA : Passo di Valbona 1782m

SENTIERO: Stradina bianca e strada asfaltata

DISLIVELLO: 115m

DIFFICOLTA’: T

Cima Carega 2259m

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La Cima Carega è la vetta più elevata del gruppo omonimo, che fa parte delle Piccole Dolomiti nelle Prealpi venete , ed è compreso tra le provincie di Vicenza, Trento e Verona. L’escursione parte dal Rifugio Revolto che si raggiunge dal paese di Giazza in Val d’ Illasi (Vr) seguendo una strada asfalta di 8km. Parcheggiata l’auto nei pressi del rifugio, seguiamo le evidenti segnalazioni per il sentiero 186 che passa per un bosco fino a raggiungere una strada militare su cui ci immettiamo. Questa strada è stata realizzata dal Genio Militare della 1° Armata nel 1917-18 per rafforzare il sistema difensivo dopo gli aspri combattimenti di Passo Buole. Proseguendo incontriamo il Passo Pertica 1573m, con l’omonimo rifugio,da qui si prosegue sempre sulla stessa strada che ora è indicata come sentiero 109. Davanti a noi si apre la bellissima Alpe di Campobrun con i suoi pascoli mentre sulla destra possiamo notare il Monte Plische e in lontananza davanti a noi vediamo il Rifugio Scalorbi e il Passo Pelagatta. Poco prima del Rifugio Scalorbi, a sinistra, prendiamo il sentiero 192, che sale fino a raggiungere la Bocchetta Mosca 2029m dove giunge anche il sentiero alpinistico del Vaio dei Colori.

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Il sentiero diventato ora 157 prosegue con ampi tornanti ricalcando una vecchia mulattiera militare. Sul percorso incontriamo una strana scultura dalle sembianze di un Grifone probabilmente realizzato dai reparti dell’Impero Austro-Ungarico prima della Grande Guerra.

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Giungiamo quindi al Rifugio Fraccaroli 2230m, lasciando il rifugio a sinistra si risalgono a destra le roccette della cresta sud di Cima Carega ed in breve tempo si giunge alla croce di vetta.

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Il Panorama è grandioso su tutto il Nodo centrale del gruppo, possiamo vedere inoltre il Pasubio, i monti Lessini, il Monte Baldo e se la giornata è limpida ad est si può intravedere la laguna veneta.

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PUNTO DI PARTENZA: Rifugio Revolto 1336m

SENTIERO: 186, 109 e 157

DISLIVELLO: 923m

DIFFICOLTA’: E

 

 

Monte Roite 2144m

Il monte Roite è una montagna che fa parte del gruppo montuoso del Pasubio e che ha avuto un ruolo strategico importante durante le battaglie svoltesi in quei luoghi nel periodo della Grande Guerra; la sua cresta è occupata in gran parte da un trincerone austriaco e vi accaddero alcuni importanti episodi infatti il 10 ottobre 1916 fu il punto di massimo di penetrazione italiana dopo uno sfondamento delle linee austriache da parte del II/79° Ancona.Il 17 ottobre 1916 alle sue  pendici  gli austriaci del 1º regg. e del 3º Kaisejäger sferrano il primo attacco organizzato dopo la difesa dei giorni precedenti. Sul posto resistettero con valore il III/85º Verona ed il btg. alpino Val d’Adige. L’escursione inizia da Malga Cherserle che si raggiunge da Rovereto percorrendo la statale della Vallarsa fino alla deviazione per Trambileno, da qui proseguiremo   seguendo poi le indicazione Giazzera. Arrivati a Giazzera troviamo e seguiamo  le indicazioni per il Rifugio Lancia, adesso  la strada si fa stretta anche se rimane asfaltata per circa 3km fino a giungere alla piana di malga Cheserle, dove diviene sterrata e dove è possibile parcheggiare l’auto in alcuni appositi slarghi. Qui troviamo anche un piccolo ex cimitero di guerra austroungarico ripristinato dall’Associazione Nazionale Alpini nel 1988.
Seguendo il segnavia 101 raggiungiamo in circa un’ora il rifugio Vincenzo Lancia, da qui prendiamo il sentiero 102 che ci porta alla Bocchetta delle Corde. Adesso proseguiamo per il sentiero 105 (E5 europeo il Sentiero della Pace) fino che si giunge ad un piccolo pianoro ai piedi del Monte Roite, in questo punto, mentre il sentiero E5 105 prosegue a destra in direzione del Rifugio Achille Papa, noi ci dirigiamo verso sinistra dove, prestando attenzione, si intravede una debole traccia che si segue per qualche decina di metri fino a che sulla nostra destra ne troviamo un’altra , salendo per quest’ultima raggiungiamo la cresta del Roite.DSCF4031Ci troviamo in una zona del Pasubio piuttosto selvaggia e poco frequentata rispetto al resto del gruppo, infatti non è raro trovare ancora reperti della Grande Guerra e osservare piccoli branchi di camosci.

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Giunti in cresta proseguiamo sul bordo di una lunga trincea austriaca che ci accompagna fino alla cima del Monte Roite, si consiglia di fare attenzione, anche se non ci sono reali pericoli, per le difficoltà che si trovano nel camminare tra la trincea e i “Zengi”, così sono chiamate in gergo  locale le alte pareti di roccia che precipitano nella valle sottostante.

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Sulla Vetta troviamo una croce costruita con residuati bellici. Dalla cima è possibile ammirare un magnifico panorama, possiamo infatti vedere l’intero Gruppo del Pasubio con il Col Santo verso Nord  e i due Denti e il Palon ad est, mentre dall’altro lato della Vallarsa si vedono  il Carega e lo Zugna,  ad occidente invece possiamo intravedere le Dolomiti  del Brenta.

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PUNTO DI PARTENZA : Malga Cheserle 1402m

SENTIERO:101,102,105

DISLIVELLO: 742m

DIFFICOLTA’: E

Dente Austriaco 2203m, Dente Italiano 2220m e Cima Palon 2232m

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L’escursione ai Denti del Pasubio è un trekking classico sui luoghi della Grande Guerra perché ci permette di osservare da vicino uno dei fronti più caldi della Prima guerra mondiale, ma anche di vedere gli effetti devastanti di quella che fu la guerra di mine in quota. All’inizio della Grande Guerra la cronaca di quei giorni ci racconta che le truppe austriache lasciarono il Pasubio che fu preso nei primi tre giorni dalle truppe italiane che poi lo tennero per circa un anno quando con la spedizione di primavera del 1916 gli imperiali ripresero buona parte del massiccio: il 17 maggio si riposizionarono sul Col Santo e si avvicinarono al passo della Borcola. Il 2 luglio si ebbero furiosi combattimenti ,ma poi la situazione rimase bloccata sulle rispettive posizioni nonostante pesanti bombardamenti e sanguinosi assalti di fanteria.
Si decise così di utilizzare la guerra di mine, ossia posizionare attraverso gallerie grandi quantità di esplosivi sotto le linee nemiche per poi farle saltare. La prima mina fu fatta brillare dagli austriaci il 29 settembre 1917. Ne seguì una italiana e si proseguì per un totale di dieci deflagrazioni fino alla più potente, quella della mina austriaca del 13 marzo 1918, per la quale furono utilizzate 50 tonnellate di esplosivo e che provocò la morte di oltre 50 soldati italiani segnando definitivamente anche il profilo della montagna: “… l’intero massiccio del Dente sembrò un mare di fiamme dal quale emergevano vampe fino a 30 metri di altezza…” scrisse il generale Brunner.Oltre alle mine vi furono soldati morti a causa dell’ eccezionale inverno rigido del 1917.

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L’escursione inizia da Malga Cherserle che si raggiunge da Rovereto percorrendo la statale della Vallarsa fino alla deviazione per Trambileno, da qui proseguiremo seguendo poi le indicazione Giazzera. Arrivati a Giazzera troviamo e seguiamo  le indicazioni per il Rifugio Lancia, adesso la strada si fa stretta anche se rimane asfaltata per circa 3km fino a giungere alla piana di malga Cheserle, dove diviene sterrata e dove è possibile parcheggiare l’auto in alcuni appositi slarghi. Qui troviamo anche un piccolo ex cimitero di guerra austroungarico ripristinato dall’Associazione Nazionale Alpini nel 1988.

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Seguendo il segnavia 101 raggiungiamo in circa un’ora il rifugio Vincenzo Lancia, da qui prendiamo il sentiero 102 che ci porta alla Bocchetta delle Corde. Adesso proseguiamo per il sentiero 105 (E5 europeo il Sentiero della Pace) sul fianco del Monte Roite, con vista sulla sottostante Vallarsa, sul monte Zugna e sul Gruppo del Carega.

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Si giunge quindi alla Sella del Piccolo Roite (2111m) dove entriamo nel paesaggio della Grande Guerra con gallerie, crateri di bombe, resti di materiali e ossa umane. Si inizia ora la salita al Dente austriaco passando accanto a varie fortificazioni e gallerie austro-ungariche. Giunti sulla croce della cima, formata da residuati bellici, ci troviamo di fronte il Dente italiano distante non più di 50 metri.

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Sempre seguendo il sentiero scendiamo dal Dente Austriaco per salire sul Dente italiano, i due denti sono separati da una piccola selletta, dove troviamo i resti dell’esplosione della mina del 13 marzo 1918 che seppellì 50 soldati italiani che purtroppo giacciono ancora sotto l’enorme quantità di materiale staccatasi dal Dente italiano.Giunti sul Dente italiano incontriamo una croce accanto a cui sono stati raccolti resti di ossa e materiali bellici.

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Dal Dente italiano seguendo le indicazioni proseguiamo per la cima Palon, che con i suoi 2232 m è la più alta del gruppo del Pasubio . Qui possiamo visitare alcune gallerie e manufatti italiani.

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A questo punto si può scegliere di tornare per la via percorsa oppure proseguire fino al rifugio Achille Papa dove giungono altri itinerari storicamente rilevanti come la Strada degli Scarubbi, la Strada delle 52 Gallerie e la Strada degli Eroi .

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Dal Rifugio Papa prendiamo poi il sentiero 120 per tornare al Rifugio Lancia, proseguendo per questo sentiero incontriamo l’ Arco romano costruito fra le due guerre, il  cimitero della Brigata Liguria  e l’insegna con la scritta “di qui non si passa” motto degli alpini. Più avanti raggiungiamo la selletta del Comando dove troviamo la chiesetta di Santa Maria del Pasubio.

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Arriviamo al Corno del Pasubio dove troviamo trincee e gallerie, da qui proseguiamo fino alla località Sette Croci, dove troviamo sette crocette che però non si riferiscono ad eventi bellici e un monumento in ricordo dei caduti del comune di Trambileno.

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Proseguiamo fino alla selletta del Groviglio dove troviamo un cartello con la scritta Quota 2059. Arriviamo fino alla selletta Campiluzzi per poi scendere fino ad arrivare su una strada forestale che ci riporterà al Rifugio Lancia.DSCF3723

PUNTO DI PARTENZA : Malga Cheserle 1402m

SENTIERO: 101,102, 105, 120

DISLIVELLO: 830m

DIFFICOLTA’: E- EE