adamello

Valle Adamè Rifugio Lissone 2020m e Baita Adamè 2150m

La Valle Adamè è ritenuta da molti una delle più belle, se non la più bella valle del gruppo dell’Adamello, è di origine glaciale percorsa dal torrente Poia o Poglia d’Adamè. L’escursione ha inizio dalla Malga Lincino in Val Saviore che si raggiunge da Cedegolo, in Val Camonica, dove uscendo dalla strettoia centrale del paese troviamo sulla destra, per chi proviene da Brescia, le indicazioni per Valle, Ponte e Isola. Imbocchiamo questa deviazione e sempre seguendo le indicazioni per Valle e Rifugio Lissone, dopo 11 km raggiungiamo il paese di Valle che è il centro amministrativo della Val Saviore. Oltrepassiamo il paese e continuiamo sulla strada asfaltata che dopo aver passato un centro sportivo si fa più stretta e ripida, superiamo il ristorante Stella Alpina e dopo alcuni stretti tornanti, da percorrere con la dovuta attenzione, raggiungiamo Malga Lincino dove possiamo lasciare l’auto oppure possiamo proseguire per qualche centinaio di metri e parcheggiare presso la stazione a valle della teleferica 1620m. Lasciata l’auto seguiamo le indicazioni per il rifugio Lissone sentiero 15, attraversiamo inizialmente un prato e ci dirigiamo alla base di una parete rocciosa da dove iniziano le famose “scale dell’Adamè” che ci permetteranno, su gradini di pietra o legno e con numerosi tornanti, di superare in tutta sicurezza questo enorme balzo roccioso.

Giunti alla stazione di arrivo della teleferica entriamo nella magnifica Valle Adamè, incontriamo la diga che forma il laghetto e dall’altro lato del torrente Poia vediamo il rifugio Città di Lissone, appartenete all’omonimo C.A.I, che si può raggiungere attraversando un ponte.

Presso la diga troviamo numerosi segnavia, noi seguiamo il sentiero numero 1.

Proseguiamo quindi sul lato sinistro della valle risalendo la piana alluvionale percorsa dal serpeggiante e tumultuoso torrente Poia circondati da spettacolari cime.

Superiamo parecchi massi erratici, incontrando alcune torbiere naturali,

fino a raggiungere il rifugio Baita Adamè gestito dai volontari dell’ Associazione Gruppo Baita Adamè – ONLUS .

Il panorama è splendido possiamo ammirare in fondo alla valle il Monte Fumo e la sua anticima e il Corno d’Adamè che sovrastano la vedretta d’Adamè,

mentre sulla destra ci sono le cime appartenenti alla catena delle Levade che fa da confine con la trentina Val di Fumo, sul versante sinistro invece vediamo le vette che ci separano dalla Valle di Salarno.

PUNTO DI PARTENZA : Malga Lincino (BS) 1620m

SENTIERO: 15, 1

DISLIVELLO: 530m

DIFFICOLTA’: E

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Giro dei laghi di San Giuliano

Questa escursione si svolge nel gruppo dell’Adamello in una delle più belle zone del Trentino. L’escursione inizia dal parcheggio “Pozza delle Vacche ” che si raggiunge dal paese di Caderzone, in Val Rendena, seguendo le indicazioni per il Rifugio San Giuliano e percorrendo, per un paio di chilometri, una stradina asfaltata.

Lasciata l’auto seguiamo le indicazioni per il laghi di San Giuliano e imbocchiamo un ripido sentiero fino a raggiungere una strada lastricata che ci permette di raggiungere la Malga Campostril.

Dalla malga seguiamo le indicazioni del sentiero 221 in direzione della Bocchetta Acqua Fredda.

Giungiamo al bel laghetto di Vaccarsa, dove si apre un magnifico scorcio sulle Dolomiti di Brenta,

costeggiamo il laghetto sulla destra e risaliamo verso il passo Bocchetta dell’Acqua Fredda.

Al passo Bocchetta dell’Acqua Fredda 2185m si apre uno scenario grandioso sul Gruppo dell’Adamello,

sulle Dolomiti di Brenta e sul gruppo della Presanella.

Dalla bocchetta scendiamo, in direzione opposta a quella di salita, seguendo sempre per il sentiero 221 in direzione di Malga Garzonè e dei suoi bellissimi laghi. Oltrepassiamo un cancelletto

e proseguiamo con alcuni saliscendi fino a giungere al lago di Garzonè.

Successivamente raggiungiamo il bel rifugio San Giuliano.

Lasciato il rifugio continuiamo sul sentiero fino al laghetto San Giuliano dove incontriamo la chiesetta dedicata a S. Giuliano di Cilicia.
Le prime notizie su questo luogo risalgono al 1292 e riguardano la sua fonte di “acqua buona per le febbri” e pare fosse la dimora di un eremita. Un primo edificio venne costruito nel 1488 dai Lodron sul luogo dove la credenza popolare dice che S. Giuliano si ritirò per espiare la colpa dell’uccisione dei suoceri, per un tragico errore di gelosia per la sua bella consorte. L’attuale edificio risale al 1868. La leggenda narra che San Giuliano sia protettore dai morsi dei serpenti.

Superiamo la chiesetta e proseguiamo sul sentiero 230 fino a giungere a Malga San Giuliano.

Dalla malga cominciamo a scendere, questo tratto di percorso è rivolto sul versante della Val di Genova così che possiamo ammirare, in basso, le grandiose Cascate di Nardis. Raggiunto il bivio per Malga Diaga lasciamo il sentiero 230 e ci dirigiamo verso Malga Campo.

Da Malga Campo prendiamo la strada forestale che ci porta prima al parcheggio Pöc dali Fafc e successivamente al parcheggio Pozza delle Vacche.

PUNTO DI PARTENZA : Pozza delle Vacche 1485m Caderzone Terme (TN)

SENTIERO: 221,230

DISLIVELLO: 700m

DIFFICOLTA’: E