trentino

Cima undici o Sas da le Undesc 2550m

Sas da le Undesc o Cima Undici, in italiano, è una montagna che fa parte del gruppo dei Monzoni.  Questa imponente cima domina, con la sua vicina Cima Dodici o Sas da le Doudesc, l’abitato di Meida e tutta la parte centrale della Val di Fassa. Dalla valle di Fassa si presenta con una grande muraglia di roccia verticale mentre dalle Valle dei Monzoni mostra dolci pendii e verdi praterie.
L’escursione inizia da Pozza di Fassa dove prendiamo il bus navetta che ci porta fino a Baita Monzoni 1790 m.

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Da qui superiamo la malga e giungiamo al Pian di Munciogn dove troviamo un primo bivio, noi imbocchiamo, a destra, il sentiero 624 per il rifugio Vallaccia,

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risaliamo una mulattiera che sale ripidamente attraversando un bosco di larici e pini cembri,

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oltrepassiamo alcune baite, giungiamo ai pascoli di Gardecia e seguendo sempre il sentiero raggiungiamo il rifugio Vallaccia 2275 m.

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Lasciamo il rifugio e prendiamo il sentiero per la forcella Vallaccia,
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attraversiamo dei prati, dove possiamo incontrare le marmotte,

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 fino a raggiungere un bivio dove, seguendo le indicazioni, imbocchiamo  il sentiero per il Sas de le Undes.

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Proseguiamo in salita tra splendidi prati

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 fino a raggiungere la vetta del Sas de le Undesc 2557m.

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Il panorama è splendido e spazia a sulla val di Fassa e su tutti i gruppi dolomitici più importanti.

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PUNTO DI PARTENZA : Baita Monzoni 1820m – Pozza di Fassa (TN)

SENTIERO: 624

DISLIVELLO: 730m

DIFFICOLTA’: E

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Monte Tonale Orientale 2696m

Il Monte Tonale Orientale è una delle ultime propaggini meridionali del Gruppo Ortles/Cevedale, si eleva nel versante trentino del Passo del Tonale, per cui durante  la grande guerra era sede dei comando austro-ungarico e si opponeva alle truppe italiane che si trovano sul dirimpettaio Monte Tonale Occidentale e sul Gruppo dell’Adamello. L’escursione ha inizio dall’Ospizio San Bartolomeo che si raggiunge dal passo del Tonale dirigendosi verso il parcheggio della seggiovia Val Albiolo e imboccando successivamente la stradina asfaltata che si dirige a destra verso la visibile costruzione del Ospizio. Lasciata l’auto nei pressi dell’ospizio,

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ci dirigiamo sul retro di quest’ultimo, dove troviamo e seguiamo la traccia in salita che ci porta in breve ad un incrocio dove sono posti vari segnavia.

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Noi imbocchiamo il sentiero 161 che inizia con un lungo traverso tra  pascoli e marmotte.

 

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Il sentiero  si sviluppa in parallelo con la seggiovia della Val Albiolo. Nel proseguo incrociamo il sentiero proveniente dalla Malga Albiolo.

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Da qui iniziamo a risalire il fianco del monte con alcuni tornanti, abbiamo così la possibilità di ammirare alcune belle vedute sulla Presanella e sull’adiacente Gruppo dell’Adamello.

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Lungo il percorso possiamo osservare sul terreno le buche lasciate dalle bombe italiane sparate dal fronte adamellino durante la grande guerra.

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Raggiungiamo un altro incrocio che ci indica una deviazione che premette di visitare, per chi lo volesse, alcune trincee austroungariche. Risaliamo sempre il sentiero 161, passiamo accanto ad una grotta,

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superiamo un ponticello leggermente esposto, ma protetto con una fune di sicurezza

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e giungiamo infine alla Sella della Città Morta

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i cui resti vediamo sotto di noi.

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Questo era il centro logistico di comando degli imperiali. Iniziamo ora l’ascesa alla cima del monte,

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qui il fondo del sentiero cambia e diviene roccioso per cui in caso di pioggia si deve  prestare la dovuta attenzione.  Risaliamo con alcuni brevi tornanti, superiamo i resti di una costruzione e in breve

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giungiamo sulla vetta dove troviamo due croci , una metallica e una piccola in legno.

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Magnifico il panorama a 360° che comprende  il sottostante Passo del Tonale, la cima dell’Adamello con il suo gruppo, la Cima Presanella con il suo ghiacciaio, il monte Vioz,

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il monte Redival, la Torre e la Punta d’Albiolo, il Passo dei Contrabbandieri, la Cima Casaiole e il monte Tonale occidentale.

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PUNTO DI PARTENZA : Ospizio San Bartolomeo – Passo del Tonale 1971m

SENTIERO: 161

DISLIVELLO: 725m

DIFFICOLTA’: E-EE ( in caso pioggia o ghiaccio)

 

 

 

Cima Cavallazza 2324m

Cima Cavallazza è una montagna che fa parte del Gruppo del Lagorai e si trova a sud-ovest di Passo Rolle. Questa cima fu teatro di sanguinosi combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale, infatti, ancora oggi, possiamo trovare resti di trincee, camminamenti, fortificazioni e gallerie. L’escursione inizia da Malga Rolle a 1910 m che si trova nei pressi del Passo Rolle, raggiungibile sia dal paese di Predazzo in val di Fiemme sia da San Martino di Castrozza in Valle del Primiero. Lasciata l’auto nel parcheggio di Malga Rolle seguiamo le indicazioni per il Rifugio e i laghi Colbricon.

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Passiamo accanto ad una seggiovia e ci inoltriamo nel bosco, seguendo sempre le indicazioni per il rifugio. Ci troviamo su un sentiero “adottato” da AKU trekking & outdoor footwear.

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Arrivati al rifugio Colbricon

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possiamo ammirare i laghi e il Monte Colbricon.

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Oltrepassiamo il rifugio e incontriamo il bivio per Cima Cavallazza.

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Il sentiero sale ripido tra prati e moreniche.

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Sotto la cima deviamo per raggiungere la croce, qui

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incontriamo delle trincee della Prima Guerra Mondiale, proseguiamo

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e giungiamo sulla Cima Cavallazza dove è posta una croce di legno.

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Da qui possiamo ammirare il Cavallazza Piccolo, le Pale di San Martino, Latermar e gli altri gruppi Dolomitici.

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PUNTO DI PARTENZA : Malga Rolle 1900m

SENTIERO: 348

DISLIVELLO: 424m

DIFFICOLTA’: E

Cima Dodici 2336m o Monte Ferozzo

La Cima Dodici o Cima XII oppure, come veniva chiamata nella antica parlata cimbra, monte Ferozzo e’ la vetta più alta dell’Altopiano di Asiago e di tutta la provincia di Vicenza con i suoi 2336 metri di quota. Il nome Cima Dodici invece ha avuto origine nel paese di Borgo Valsugana poiché in alcuni periodi dell’anno, il sole alle ore 12 scompare per alcuni minuti coperto dall’ombra proveniente dalla cima del monte. Questa montagna si eleva nella parte nord dell’Altopiano, sul confine con il Trentino e curiosamente la Cima si trova in parte in territorio Veneto e in parte in Trentino.  L’escursione inizia da Malga Galmarara che si raggiunge da Asiago percorrendo la strada che conduce a Camporovere di Roana, quindi si prosegue lungo la SS349 in direzione di Passo Vezzena dove in corrispondenza di una curva a destra inizia la mulattiera che conduce a Malga Galmarara. Arrivati alla malga parcheggiamo la macchina negli appositi spiazzi e imbocchiamo il  sentiero 830.

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Il sentiero inizia tra i mughi e per un paio di km prosegue con continui saliscendi, mentre percorriamo questo settore possiamo ammirare il Corno di Campo Bianco,

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quindi raggiungiamo e oltrepassiamo il Bivacco Bivio Italia.

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Dal Bivacco scendiamo di pochi metri e giungiamo al Bivio Italia

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dove confluiscono vari sentieri. Dal bivio iniziamo a vedere la Cima.

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Ora  imbocchiamo il sentiero 835 detto anche “Kaiser Karl Strasse”.

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In questo settore incontriamo ciò  che resta di alcune fortificazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

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Giungiamo ad una altro bivio dove lasciamo la carrareccia che ci porterebbe al Monte Ortigara e proseguiamo sul sentiero per Cima Dodici. Sul percorso passiamo accanto ad una voragine che sul fondo conserva ancora neve anche durante il periodo estivo.

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Proseguiamo tra i pini mughi fino a giungere al  Bivio con Sentiero 208 e continuiamo sempre verso Cima Dodici.

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Da qui il sentiero si fa più ripido e dobbiamo procedere con la dovuta attenzione in caso di pioggia o ghiaccio, per la presenza di rocce carsiche,

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continuiamo fino a raggiungere la cima dove troviamo una Croce in legno piantata qui dagli abitanti di Asiago in occasione dell’Anno Santo e poco distante

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troviamo la Croce in ferro posta l’anno 1969 dalla Sezione Sat di Borgo Valsugana.

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Dalla vetta possiamo godere l’ampio panorama sulla Valsugana e sull’Altipiano dei sette comuni.

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PUNTO DI PARTENZA : Malga Galmarara 1614m (VI)

SENTIERO: 830,835

DISLIVELLO: 722m

DIFFICOLTA’: E

Lago Antermoia, Rifugio Antermoia 2496m e Monte Mantello 2567m

Il lago d’Antermoia è un lago di origine glaciale ed è uno dei più alti laghi delle Dolomiti,  si trova vicino al Rifugio Antermoia. L’escursione inizia da Campitello di Fassa, paese della Val di Fassa che raggiungiamo seguendo la strada statale 48 delle Dolomiti. Parcheggiamo l’auto in prossimità della “Streda de Salin” dove troviamo le indicazioni per il Rifugio Antermoia.

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Seguendo le indicazioni ci incamminiamo sulla strada, superiamo un piccolo parcheggio e risaliamo su una strada cementata

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seguendo le indicazioni per il rifugio Micheluzzi. Lungo il percorso incontriamo alcune caratteristiche santelle votive.

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Raggiungiamo e superiamo la baita Fraines,

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proseguiamo fino a giungere al Rifugio Micheluzzi.

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Da qui seguiamo le indicazioni per il Rifugio Antermoia.

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Lasciamo il rifugio Micheluzzi e continuiamo in falso piano, in questo tratto di escursione  possiamo ammirare il fascino della Val Duron con le sue baite , i pascoli verdeggianti e il  caratteristico rio Duron che la percorre. La Val Duron è stata classificata sito SIC (Site of Community Importance), zona speciale di conservazione e protezione perché luogo di riproduzione di relitti glaciali in via di estinzione.

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Questa valle si trova tra la Val di Dona a sinistra e il Sassopiatto a destra, davanti a noi possiamo intravedere le Cime di Terra Rossa.

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Ci inoltriamo nella valle, superiamo la baita Brach,

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e giungiamo ad un ponte dove abbandoniamo la mulattiera e imbocchiamo

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un sentiero che risale ripidamente un pascolo per poi

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raggiungere il Passo delle Ciaregole 2282 m dove il panorama si fa grandioso sulle cime circostanti. Continuiamo sul sentiero 580,

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che da erboso diviene pietroso, passiamo sotto le pareti della Cima Principale di Dona che incombono sulla nostra destra.

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Continuiamo a salire con alcuni tornanti

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fino al Passo di Dona 2516m dove giunge anche la teleferica del Rifugio Antermoia. In prossimità del Passo imbocchiamo la traccia che si stacca a sinistra,

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seguendo le evidenti tracce e ometti di pietra fino a raggiungere il Monte Mantello. Dalla cima erbosa il panorama spazia dal Sassolungo, al gruppo del Sella, alla Marmolada e  alle Pale di S. Martino.

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Dalla Cima ritorniamo al Passo di Dona e seguiamo il sentiero che ci porta

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al Rifugio Antermoia. Da qui in breve raggiungiamo

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il bellissimo Lago di Antermoia.

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PUNTO DI PARTENZA : Campitello di Fassa (TN) 1448m

SENTIERO: 578, 580

DISLIVELLO: 1119m

DIFFICOLTA’: E